Dalla Monografia "di passaggio"

Come si vede dai quadri qui riprodotti il motivo della prigionia, da me ignorato per quasi mezzo secolo, chiude questo volume neanche mi fosse stato inchiodato nell’animo dalle esperienze vissute, neanche rappresentasse un trauma psichico incurabile. Certo vi può essere commozione nel ricordare, ma non è dovuta al ricordo della paura, delle sofferenze e della rabbia e di tanti altri sentimenti: è dovuta soltanto, almeno nel mio caso, all’obbligo di uscire dal contingente e di riflettere sul tempo, sul fuggire via della vita, rendendosi conto di non aver imparato nulla o quasi.

Infatti nei quadri, cambiate le divise, gli abiti, le armi, è rappresentato l’eterno dramma dell’uomo, la sua incapacità di risolvere le questioni con il suo prossimo senza fisicamente scontrarsi con lui; e ciò dalla primitiva lotta a colpi di pietra sino alla progredita guerra con gli esplosici più sofisticati.

Migliaia e migliaia d’anni e l’istinto alla sopraffazione, al combattimento, al dominio, non è mutato, ha saputo soltanto affinare i propri mezzi per esprimersi, per attuarsi.

La mia testimonianza, dunque, non è un pianto specifico per un personale specifico avvenimento, e va estesa ad ogni tempo e ad ogni luogo, dai massacri che gli Sciti facevano degli Slavi migliaia d’anni prima di Cristo, alle odierne stragi che l’uomo continua a compiere in varie parti del mondo.

                                                      G.Talleri

 

                    Mühldorf  KZ 7                                                                                                         acrilico 80X100                                                                                      Indietro