commenti 22                            11.09

 

03.11.09      BERSANI E IL DIAVOLO.  Ha scritto qualcuno. E’ vecchia ma sempre vera: ogni popolo ha il governo che si merita.

     Infatti è il popolo che con alcune rivoluzioni è riuscito a sottrarsi al secolare governo dispotico di re e imperatori addirittura divini, sospinto, incendiato da qualche singolo, raro ispirato popolano; e così conquistando il senso del proprio potere, della democrazia.

     Però non ha ancora capito, almeno nel nostro paese, che democrazia non è anarchia, ma possibilità di scegliere un capo, un’idea, un programma; e che una volta fatta la scelta si ha l’obbligo di seguire il capo e attuare quel programma. Certamente con le dovute garanzie e libertà di critica, ma non nel caos di infiniti duchi e baroni per di più sovvenzionati. Certamente che non tutti hanno la medesima idea, che esistono milioni di sfumature, di varianti; e che bisogna saperle assorbire, imparare ad adattarle, sia da una parte che dall’altra.

     Due partiti, dunque: governo e opposizione, ben responsabilizzati, con compiti chiari e precisi e la conseguente facoltà di agire.

     Situazione che potrà verificarsi solo tramite le elezioni, e la scelta degli elettori di eliminare i DiPietro e i Casini.

     Un augurio quindi per Bersani alla guida di un unico partito per ora d’opposizione; e per Berlusconi alla guida di un unico partito per ora di governo.

 

04.11.09   1. TOGLIERE IL CROCIFISSO?  Nel mio sito ne ho scritto parecchio:

…C’è poco da girarci intorno. Bisogna chiudere i confini e, in rispetto al disposto dell’art. 8 della Costituzione, regolare severamente il rapporto tra Stato e moschea. Siamo già messi su di un piano inclinato, scivoloso e pericolosissimo, e indugiare sarebbe davvero un avvicinarsi al suicidio...

... chi emigra, cioè va in casa d’altri perché in casa propria non vive bene anche se su territorio più ricco e con inferiore densità abitativa, deve adattarsi agli usi e costumi della casa, del paese a cui chiede ospitalità o addirittura, entrando illegalmente, gliela ruba; non può pretendere di mantenere le proprie abitudini, anzi d’imporle all’ospite...

 

05.11.09   OBAMA BOCCIATO O PROMOSSO?   A parte che il valore del dollaro si mantiene basso per favorire l’esportazione, il grande

 

 avversario è la Cina laquale, fino a quando avrà a disposizione la massa di schiavi lavoratori, un miliardo di ogni età e sesso, non ancora coscienti del semplice diritto dell’uomo alla libertà e al rispetto, sarà una concorrente imbattibile; fino a quando gli USA svolgeranno la parte di grande potenza mondiale alla quale i critici politici europei, e non solo, devolveranno la soluzione di ogni costosissima vertenza internazionale; fino a quando il popolo americano, dal ricco al povero, fiero della propria individuale libertà, non accetterà l’esistenza di uno stato sociale che aiuti i poveri almeno per il servizio, l’assistenza sanitaria; Obama probabilmente verrà bocciato. Dico probabilmente e non certamente perché nel frattempo tutti gli americani di colore avranno preso coscienza della situazione generale ed avranno capito quante difficoltà egli debba vincere.

05.11.09     BERLUSCONI di Eleonra Bianchini in blogosfere.  Mi sembra che non si tratti di critica, di giudizi sereni, ma soltanto del solito gran risentimento, quasi odio verso Silvio Berlusconi, troppo ricco, troppo furbo e intelligente per lasciarlo vivere in pace e fare per la nostra collettività qualcosa che gli altri politici non saprebbero fare. Anzi, che non hanno saputo fare, specie dal '68 in poi. Infatti hanno regalato, per sola demagogia,  pensioni e cassa integrazione, oltre al resto, vuotando completamente le casse degli Istituti assicurativi e accumulando l'enorme debito pubblico che ora stiamo pagando.

05.11.09   SCUDO FISCALE. Uno non ha niente, ma lavorando, producendo, e quindi pagando le tasse sui guadagni, accumula diciamo 1 milione e lo deposita in una banca di un paradiso fiscale (che poi è una traduzione errata poiché tax  haven -heiven- vuol dire porto sicuro, rifugio dal fisco, mentre tax heaven-heven- vuol dire paradiso del fisco) dove non è soggetto all’inflazione e al pagamento del 12,5 % su quanto detto capitale gli rende. Ora con lo scudo fiscale lo riporta in Italia pagando per detto capitale il 5% e mettendolo a disposizione delle banche e sottoponendosi per il futuro al pagamento della tassa sulla rendita. Mi sembra, forse sbaglierò, che sia questo il ragionamento da fare per capire che lo scudo fiscale è una buona soluzione. Pensare che sul milione dovrebbe essere pagato il 45%, è errato perché sui vari guadagni con i quali si è accumulato il milione è già stata pagata la relativa tassa, sempre che non si tratti di elusione o evasione. E ciò a parte il beneficio che ne deriva all'economia nazionale in generale.

 

06.121.09       2. IL CROCIFISSO NEI LUOGHI PUBBLICI. Interessante quanto dice Cavallotti e quanto afferma Don Massimo. Due visioni diverse del problema: crocifisso sì, crocifisso no; ma nessuna delle due che consideri il motivo, l’origine del dibattere, benché sia l’aspetto essenziale della questione.

     Certamente in democrazia deve essere garantita la laicità dello Stato, questo è indiscusso, perché ogni cittadino deve essere libero, nella sfera della sua vita personale, della sua coscienza, di fare le scelte che preferisce. E la materia , che vaga dal cuore al cervello, dal sentimento alla ragione, è talmente vasta e ignota, imperscrutabile, da prestarsi ad ogni fede,  ad ogni filosofia.

     Ma il motivo appunto è diverso. Qui si tratta di una nazione dove esiste una certa cultura in cui il crocifisso rappresenta il segno del martirio, del sacrificio e dunque dell’amore per l’altro, del senso di solidarietà. Io, che mi sono dedicato all’arte sacra col disegno, la xilografia e la pittura; che sono stato battezzato ma sono cresciuto agnostico; che credo in Gesù uomo, dolce, saggio, forte, generoso,  affermo che sarebbe un errore accettare l’imposizione di togliere il crocifisso da tutti i nostri italiani luoghi pubblici, scuole, tribunali eccetera; imposizione venuta anche da un turco musulmano.

     E ciò per un unico motivo: per la difesa della nostra identità, della nostra cultura europea, non solo italiana.

    A Trieste, dove sono nato e vivo,  da secoli conviviamo con varie religioni, ma nessuna delle minoranze religiose si è mai sognata di avanzare una simile pretesa, tutti vivendo pacificamente le varie fedi che hanno nel cuore.
     Noi siamo in casa nostra, viviamo da sempre nelle nostre città, con la nostra lingua, le nostre leggi, la nostra arte, le nostre abitudini, il nostro modo di amare; e se pur accettiamo sulla nostra terra l’immigrazione di altre genti, le quali si rifugiano da noi per stare meglio, vivere più decentemente che sulla terra propria, non possiamo, non dobbiamo permettere che sconvolgano il nostro ordine imponendoci le loro abitudini di vita, di espressione religiosa. Così facendo ci lasceremmo colonizzare, direi fagocitare dagli islamici che noi ospitiamo. Preciso gli islamici perché è gente che si attiene scrupolosamente ai propri testi sacri, alla lettera. Basta leggere il Corano. Mentre da parte nostra c’è l’internazionalismo
che sulla base del credo socialista europeo rende molto permeabile il nostro mondo.  
 

    

 

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07.11.09    DA CLANDESTINO A LAVORATORE. Hanno scritto ma senza spiegare il perché. Infatti, come al solito nel nostro mondo pluralistico e sofistico, non intervenendo subito, pragmaticamente, sugli eventi che si verificano giorno dopo giorno, arriva il momento che ci troviamo immersi in un mare di problemi causati, o perlomeno aumentati, peggiorati dal nostro chiacchierare inconcludente. Così succede per l’immigrazione, per la quale avremmo dovuto fissare delle regole ben precise già al tempo del governo Craxi, quando per tv trasmettevano l’immagine di un negro in croce e invitavano gli Italiani, popolo ricco, a non essere razzisti ed accogliere gli Albanesi, popolo povero e tartassato. Incredibile. E tutto ciò senza prima stabilire delle precise regole, almeno seguendo l’esempio degli USA. Così ora, in merito agli immigrati, dobbiamo adattarci alle conseguenze che tutti conoscono.

 

08.11.09      IL BLOG DI LERNER .   Capisco che voi, quasi tutti i frequentatori di Lerner, siate animati da un'invidia profonda, addirittura un odio verso Berlusconi; ma che lo tiriate in ballo per ogni cosa, in qualsiasi argomento negativo, fa davvero pena. Non avete abbandonato la casa marxista e ve la sentite crollare sotto i piedi, e allora dagli a

 

Berlusconi che è riuscito a svegliare quel mondo liberale che i comunisti hanno tenuto con il cerotto sulla bocca, influenzando per decenni anche il mondo della cultura.

09.11.09   A PROPOSITO DI CROCIFISSO. Laicità, religiosità, stato, chiesa. Se ne è parlato sin troppo e inutilmente perché nessuna delle parti ascolta l’altra. E il motivo è uno solo, semplicissimo e sempre politico: l’internazionalismo della nostra sinistra secondo il fondamentale principio marxista, che ha portato nella casa Italia ad escludere le parole patria e nazionalità e ad aprire a tutte le genti i confini della nazione (a cominciare col favorire i comunisti iugoslavi di Tito e, con il ministro

Boniver, l’immigrazione degli albanesi).

      Ora è il momento degli Islamici che, secondo i principi chiaramente espressi nelle süre del Corano e i comandamenti di Maometto, devono marciare alla conquista del mondo intero verso occidente per ricongiungersi ad oriente, con il compito di convertire tutti gli infedeli e di imporre la verità di Allah. E’ un mondo scosso dalla millenaria ibernazione con la venuta di Komeini di trent’anni fa. Un mondo delle grandi ingiustizie sociali, del fanatismo religioso, dell’immensa povertà del popolo e dell’immensa ricchezza dei capi. E la sua arroganza comincia a farsi sentire in tutti i paesi in cui, per sua richiesta, per suo bisogno, è immigrato ed è stato accolto.

 

    La nostra sinistra di catocomunisti tende a facilitarlo per ottenere la cittadinanza italiana e il diritto al voto, e ad accettare ogni sua richiesta, addirittura di togliere certi simboli della nostra civiltà dai luoghi pubblici, di permettergli l’occupazione di luoghi pubblici (vie e piazze), interrompendo il traffico, per pregare in massa cinque volte al giorno e, a tale fine, cambiare orari di lavo

 

09.11.09            NEGANDO ILCROCEFISSO L'EUROPA NEGA SE STESSA E DIVENTA EURABIA,  è stato scritto ed è vero. Lasciate da parte la religione, quello del crocifisso è il primo colpo duro che i musulmani danno (o cercano di dare) agli occidentali, atei, cattolici, ortodossi, luterani eccetera che siano, perché il loro intendimento, tanto bene espresso nel Corano, è di convertire tutti gli infedeli al loro credo: inferiorità delle donne, burka, poligamia, eliminazione dell’arte sacra, fanatismo per Alah, eccetera eccetera. E non è solo fede religiosa ma è morale, modo di vivere, legge. Perciò deve scomparire uno dei nostri simboli, sul quale nessuno ha avuto mai nulla da dire, il crocifisso, il segno del sacrificio, dell’amore per l’altro, il ricordo di un uomo che ha saputo battersi per la propria idea e morire. La nascita e la resurrezione lasciamole da parte. Solo così comprenderemo quello che vogliono fare i Musulmani e quello che dobbiamo fare noi, atei o religiosi, per non farci fagocitare

 

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