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commenti 16 4.09 |
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10.04.09 TERREMOTO IN ABRUZZO Montagne, fiumi, laghi, secoli di vita, parchi naturali zone sismiche, produzione di energia elettrica. Ricordi dei terremoti del 1600 e dell’inizio del 1700. Ormai scienza e tecnica sono così avanzate che rendono possibile conoscere le zone di territorio soggetto a movimenti sismici e, con varie sofisticate apparecchiature offrono pure la possibilità di ottenere preavvisi del verificarsi di un terremoto. Ma sono soltanto segnali indicativi di un evento che forse si verificherà e le cui coordinate non sono mai certe e possono variare di parecchi chilometri. Segnali di allarme, quindi, che guardati dalla complessità dei problemi che creerebbero se presi per buoni, con paure, precipitarsi di folle, masserizie, automobili, in scuole e cantieri, e locali di ritrovo, e vie e piazze, non lo so, probabilmente i morti ci sarebbero lo stesso e magari inutilmente, per un falso allarme. Non lo so. Però di una cosa sono certo, e lo sono tutti: nelle zone sismiche, ormai ben note, si deve costruire attenendosi scrupolosamente alle norme antisismiche in cui sono precisati i materiali da usare come usarli. C'è il progettista, c’è l’imprenditore, c’è il capomastro, e c’è l’autorità pubblica che deve concedere le autorizzazioni e deve controllare. Perciò, se le cose non vengono eseguite a regola d’arte, codesti signori ne sono responsabili e devono subire le debite conseguenze. Non può esserci se e ma di sorta. E nel caso costruiscano edifici non rispettando le norme, i tipi di materiali eccetera, tutto ben specificato nel progetto e nel capitolato d'appalto, devono essere pesantemente puniti. Chi gioca con la vita degli altri, e per bassi motivi di denaro, deve avere coscienza che si gioca la vita propria. Inutile girarci intorno con mille chiacchiere. |
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13.4.09 GLI STIPENDI DEI MANAGER Ma che fa questo governo? Obama qualcosa ha fatto in merito, nella patria del capitalismo, della ricchezza, della libertà. E da noi? Da noi è rimasta roba da voltastomaco. Ci vorrebbe una ghigliottina in ogni piazza. La schiera dei furbi, o anche solo fortunati, che pur valendo poco e rendendo nulla hanno il diritto di guadagnare mille e più volte il salario di un lavoratore. E si va, attraverso alcune categorie, dai manager ai presentatori televisivi, pur facendo parte di una collettività in cui c’è gente che muore di fame o quasi, folle che vivono con poche migliaia di euro all’anno e che ora si sentono invitate a versare 1 euro per aiutare i terremotati, in una situazione assurda, ingiustificabile, in cui non può che nascere il malessere e lo scontento generale, globalizzato, portatore di rapine sempre più frequenti e tragiche, di atti di pirateria, omicidi, guerre. Povero Cristo. E si dicono cattolici questi signori colmi di avidità e ingordigia.
13.04.09 RICOSTRUZIONE IN ABRUZZO Ora, 13 e15, ho sentito a tv2 un comunicato, in merito al disastro del terremoto in Abruzzo, nel quale si precisava con compiacimento che " Per chi ricostruirà a norma sarà concesso uno sconto sulle tasse". Non so se si rendono conto di ciò che dicono. Lo stesso addetto alla lettura dei comunicati dovrebbe rifiutarsi di leggere una simile assurdità in base alla quale il legislatore implicitamente prevede ed ammette la ricostruzione non a norma sul luogo del disastro. Davvero da voltastomaco. |
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14.04.09 PER I TERREMOTATI Ho sentito adesso per tv, sono le ore 23, che stanno discutendo se girare o no il 5 per mille delle imposte dal volontariato ai terremotati. E sono rimasto molto male, direi disgustato.. Mi piacerebbe sentire, per simili eventi disastrosi, decretare l'aumento una tantum delle imposte dell'1%, da devolvere immediatamente alla popolazione colpita e alla ricostruzione di ciò che è andato distrutto. A parte la bella, ammirevole proposta dell'on. Casini, in questo mondo di tanti poveri ma anche di tanti ricchi si dovrebbe sentire costoro, i ricchi appunto, offrire subito, spontaneamente, il proprio aiuto, anche rimanendo anonimi.
16.04.09 ANCORA LA MAGISTRATURA Ore 21. Per tv ho sentita questa notizia, i nomi non li ho annotati, e non hanno importanza, importante è che la notizia riguarda l'attività della magistratura in quanto l'abbiamo sentita troppe volte: Il giudice ha depositato le motivazioni in ritardo IL GIUDICE HA DEPOSITATO LE MOTIVAZIONI IN RITARDO
Dunque per qualche motivo non dichiarato, o dimenticanza, o inefficienza dell'ufficio del magistrato è stato liberato un delinquente. Situazione che si ripete spesso e che specie trattandosi di delinquenza e di sicurezza pubblica è un fatto molto grave per il quale i responsabili devono essere puniti. |
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21.04.09 I MANAGER. Altro caso vergognoso: Carlo Puri Negri fa perdere alla Pirelli 200 milioni di euro, allora lo licenziano ma con una buona uscita di 14 milioni di euro. E ciò in un momento di crisi e di generale disgrazia in cui con i mezzi pubblici si invita la popolazione a versare 1 euro a favore dei terremotati. E’ di fronte a fatti del genere che i sindacalisti hanno il dovere di gridare, chiamare le folle nelle piazze, indire scioperi, dichiarare guerra ai responsabili di tali rapine, di tale mostruosa indifferenza per le disgrazie altrui Sono fatti scandalosi di personaggi che irridono le disgrazie della propria collettività derubandola anche in momenti di drammatica e generale difficoltà economica sino alla miseria. Sono questi i momenti nei quali le Autorità statali devono intervenire. Sono questi i fatti che dette Autorità elette dal popolo non possono permettere si verifichino. E che tutta l’Informazione deve far conoscere ed esecrare.
SINDACALISTI, QUESTA E' MATERIA VOSTRA E TUTTO IL POPOLO E' CON VOI DI DESTRA E DI SINISTRA
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22.04.09 LA FESTA DEL 25 APRILE
Avevo
scritto anni fa:
(Sull'altare
della patria:)
“....sono
trascorsi sessant’anni e non abbiamo ancora imparato ad essere fra di noi
uniti, nel bene e nel male. Siamo rimasti testardamente ancora a discutere
sui morti da una parte e i morti dall’altra, sulle ragioni degli uni e
sulle ragioni degli altri, senza voler ammettere che sia questi sia quelli
sono morti nella convinzione di farlo per la Patria…" "....Patria,
Nazione, parole messe al bando, da non scrivere nei libri di storia, da
non pronunciare nelle scuole, nelle università. Bestemmie del terrore
fascista. Chi in Italia dice patria è razzista, chi dice nazione è
imperialista. In Italia: non nella minuta Slovenia o in Croazia, o in
Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e via dicendo. In Italia, alla
quale hanno applicato una notevole coda di paglia di cui ancora non si sa
liberare. Ed è stata in gran parte opera della sinistra bolscevica,
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vergogna inqualificabile di pronunciare la parola patria, la parola nazione, e finendo così col non amare le proprie origini, col rinnegare e distruggere il proprio nido. Mi riferisco sempre ai comunisti italiani, perché quelli delle altre nazioni sono rimasti nazionalisti persistendo a difendere i propri confini, la propria lingua, la propria cultura, le proprie radici....”
(Agli smemorati:)
"....Dunque, quali sono gli avvenimenti che dobbiamo ordinare secondo i
loro tempi e le loro motivazioni? Quale è la differenza tra la nostra
storia giuliano-dalmata e quella della rimanente nostra patria italiana?
La differenza essenziale consiste nel fatto che il 25 aprile non segnò per
noi la fine del totalitarismo sanguinario, perché non bisogna dimenticare
- almeno adesso di fronte all'evidenza della cronaca ormai divenuta storia
- che totalitarismo sanguinario non fu soltanto il nazismo, lo fu pure il
comunismo. E qui da noi il comunismo iugoslavo, lingua in bocca con quello
italiano, si macchiò di crimini atroci. Il nostro martirio non finì il 25
aprile, questo va detto a chiare e gridate lettere: esso finì il 12
giugno. E solo per noi triestini, non per l'Istria e
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26.04.09 IL 25 APRILE seguendo i festeggiamenti ed ascoltando Per il nostro 25 aprile, oggi nell’anno 2009, a parte le parole dell’ex comunista presidente della Repubblica e dell’ex fascista ministro della difesa, tutte volte a cucire in qualche modo lo strappo della nostra storia, a rappezzare, incerottare la grande ferita del tradimento, o se si vuole del cambiamento di fronte, sarebbe bene non festeggiare tanto, non festeggiare affatto, ma raccogliersi nelle piazze, ovunque, con umiltà, ed osservare un’ora di silenzio. E ricordare. 1918. L’Italia vincitrice della guerra, contrariamente ai patti con gli alleati, venne esclusa dal medio oriente e da Fiume 1922. Il fascismo, cioè il socialismo nazionalista, nacque in difesa dell’unità d’Italia e della sua indipendenza, contro socialisti e comunisti internazionalisti e slavofili, tra i quali Gramsci e Togliatti; e s’impose come dittatura e instaurò lo stato totalitario, incarcerando (anche De Gasperi) e confinando i pochi che vi si opponevano. Una rivoluzione che a differenza della comunista staliniana si può comunque definire all’acqua di rose. 1934. Intanto le potenze colonialiste europee, tra le quali Inghilterra e Francia, molto dure nella difesa del loro potere e nello sfruttamento delle loro tantissime colonie, stigmatizzando invece lo spirito colonialista italiano, lo contrastarono per puro interesse di potere e quindi economico, e gli imposero le sanzioni, non in quanto stato a regime dittatoriale, non a fini etici, ma per le sue aspirazioni alla libertà e indipendenza economica. Nel Mediterraneo l’Inghilterra faceva da padrona a Malta, Suez, Gibilterra. 1937. Quando Mussolini avrebbe dovuto e potuto |
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riaprire all’opposizione - momento favorevole data la ripresa economica, l’attuarsi dello stato sociale, il rimpatrio di parecchi emigrati e le tante opere compiute in campo agricolo, energetico, industriale, architettonico - decidendo di mantenere l’Italia neutrale nello scontro che si stava delineando tra la Germania, pesantemente punita dalla prima guerra mondiale, e le potenze occidentali d’Inghilterra, Francia, USA, commise invece l’errore fatale, eppure applaudito, costituendo l’asse Roma-Berlino-Tokio. 1940. Entrò in guerra a fianco della Germania. Nessuno si oppose, nessuno arrischiò la galera per gridare la propria verità, e per opporsi. Fu il consenso unanime benché di un popolo in maggioranza afascista, del quale, comunque, non pochi andarono in guerra volontariamente. Ripeto che nessuno si oppose, dal contadino al direttore di banca, di giornale, d’industria, perché, contrariamente a quanto avveniva nello stato comunista, in Italia un povero diavolo poteva intraprendere dove voleva, con chi voleva, e arricchirsi, ereditare, essere padrone di immobili. Anche allora c’erano i capitalisti, i manager, i generali dell’esercito, della milizia, dei carabinieri, della finanza, e gli ammiragli. Invase la Francia e ci volle l’aiuto dei Tedeschi, la Russia e fu un disastro, la Iugoslavia e ci volle l’aiuto dei Tedeschi e così in Grecia e in Africa, e per tre anni combattè il comune nemico a braccio dei molto forti alleati Tedeschi. E con loro bombardò l’Inghilterra (perfida Albione), addirittura inventando la parola coventrizzare (dopo il bombardamento che distrusse Coventry il15.11.40). 1943. In seguito ai bombardamenti sulle città italiane e alle sconfitte su tutti i fronti, il 25 luglio Mussolini venne arrestato e fu posta fine alla sua dittatura, a sorpresa di |
tutti e con incredibile facilità, tanto da chiedersi perché non l’avessero fatto prima della dichiarazione di guerra. Comunque fino all’8 settembre, mentre venivano rimessi in circolazione i condannati antifascisti, e perseguitati i gerarchi fascisti, il governo dichiarava reiteratamente: “La salvezza della Patria non può andare disgiunta dalla dignità e dall’onore. Senza scendere a patti, bisogna mantenere fede alla parola data continuando la guerra a fianco dell’ alleato tedesco”. E il papa diceva via radio, a proposito dei bombardamenti americani: “Crimini della peggior specie le cui conseguenze funeste ricadranno sui responsabili”. Ma all’8 settembre vi fu l’armistizio, dopo 1199 bollettini di guerra a braccio degli alleati tedeschi. Quindi avvenne il sacrificio eroico dell’innocente Salvo d’Acquisto. E seguirono 35 giorni di tragico caos. Basti ricordare Cefalonia. E il riempirsi di foibe a Pinguente, Buie, Pisino, Albona, Gallignana, Barbana. Il cambio di pelle che avvenne per gradi, finì il 13 ottobre con la dichiarazione di guerra agli amici, diventati ex-amici e quindi nemici. Perciò, per onestà, prima di cantare “O bella ciao” come la si canta e la si insegna, si dovrebbe dare le debite, non facili spiegazioni. Così come dell’eccidio, nel marzo del ’44, delle Fosse Ardeatine, che non sarebbe avvenuto se il colpevole si fosse responsabilmente dichiarato. Rimaniamo in silenzio e ricordiamo. I nostri vincitori ci hanno puniti togliendoci Briga e Tenda, la Venezia Giulia, la Dalmazia e il resto, e non è poco. Vediamo insieme, c'è il Dodecaneso, la Tripolitania, la Cirenaica, la Libia, la Somalia, e poi l'Eritrea, l'Etiopia e l'Albania. E hanno poco da blaterare e fare i moralisti, ché sono pieni di colonie in tutto il mondo. Ora le chiamano "dipendenze". |