c o m m e n t i                        12

 

 

  01.12.08        CONOSCI TE STESSO MA                          ANCHE CHI HAI VICINO        

    Gli Europei sono indecisi perché sono sazi di tutto e se corriamo nella storia anche di sangue, e sono ancora troppo socialisti, non nel senso cristiano dell’offrire l’altra guancia, di dividere il tozzo di pane, ma nel senso marxista del dover essere internazionalisti e atei, o perlomeno ignoranti delle religioni. I musulmani, invece, rimasti ibernati per secoli, si ritrovano con la stessa cultura di allora, senza alcuna modifica, alcun miglioramento del sistema di vita sia individuale che collettivo;  e perciò continuano ad agire secondo i comandamenti di Maometto: distruggere le altre religioni uccidendo tutti coloro che le professano e rifiutano di convertirsi all’islam. Ciò beninteso, altro comandamento, conquistando tutto il mondo col puntare ad occidente per ricongiungersi in oriente. Tutto il resto è solo un gran parlare e riparlare e girarci intorno degli Europei per non agire.

      Maometto vuole gli  uomini guerrieri, predica l'unione del sacro al profano senza inutili complicazioni, cioè l'unione della religione alla politica; vuole insomma lo Stato teocratico, e predica la  guerra, l'affermazione con la violenza.

     Come potranno gli occidentali convivere pacificamente, serenamente con genti che basano la loro esistenza su dette convinzioni, e lo dimostrano da alcuni anni con il terrorismo?

  01.12.08   I  PRAGMATICI  STATUNITENSI      

                   E  I  SOFISTICI  ITALIANI 

   

     Oggi hanno dato notizia per tv di come si svolgono le cose del dopo elezioni negli USA. Personaggi che si sono battuti e diciamo profondamente graffiati per quasi un anno nel dibattito elettorale, ora disciplinatamente, e con profonda serietà e senso della collettività, hanno cominciato a collaborare per amministrare al meglio gli interessi del popolo cui appartengono.   

     Aggiungerei per la folla di nostri politici che vivono, oltre che di eccessive retribuzioni e eccessivi privilegi, di ricamate chiacchiere: imparate un po' dagli statunitensi ad essere pragmatici, decidete finalmente per il bipartitismo, secondo, tra l'altro, la già espressa volontà dei vostri elettori parecchi anni or sono.
     Però, temendo che dai politici non sarà fatto nessun passo in questo senso auspicabile, non mi rimane che sperare nei cittadini, negli elettori, i quali rendendosi conto di tale evidente realtà comincino a insistere, battersi per sostituire questa massa di politici, che non intende liberarsi delle proprie gabbie ideologiche e di tutti i propri privilegi, al fine di dare una decente sistemazione al nostro inconcludente mondo politico.  

     E ciò invece di perdere tempo a correre dietro con i giornalisti alle infinite diversità e storie personali e petegolezzi e pochezze degli innumerevoli nostri nobili burocrati.

CITTADINI, DIAMOCI DA FARE, CON LETTERE, RICHIESTE, REFERENDUM.

  SIAMO PRAGMATICI!

PER UNA BUONA AMMINISTRAZIONE DEI  NOSTRI INTERESSI OCCORRE:

 

- governo centrale bipartitico (così, chiaramente,  

   maggioranza e opposizione saranno ben 

   responsabilizzate nei riguardi degli elettori);

- eliminazione delle province, inutili e costose;

- decentramento amministrativo delle regioni;

- comuni solo con un limite minimo di popolazione;

- dimezzamento dei parlamentari, regolazione delle  

   relative retribuzioni, e dell’ordinamento  

   pensionistico come per tutti i lavoratori;

- eliminazione dell’evasione fiscale col sistema della 

   detrazione dall’imponibile di tutte le spese fatturate 

   rendendo possibile il riscontro;

- per la giustizia: sistema accusatorio  e giudizio 

   definitivo al secondo grado da svolgersi  

   obbligatoriamente in un tempo decente ben definito,  

   e con successiva possibilità di ricorso;

- elezioni con sbarramento all’8%; 

- eliminazione delle sovvenzioni, io da liberale direi di  

   qualsiasi genere;

- regolamentazione delle attività dei sindacati che 

   spesso agiscono come partiti politici.

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   02.12.08   Commento all'articolo        

 SALVATE IL SOLDATO GIULIO DALLA SUA

                   INTELLIGENZA  diP.Ostellino                Mi pare opportuno ricordare al sig. Ostellino che la sinistra, che ha avuto nella Russia la sua grande madre e i suoi punti di riferimento e appoggio - benché fino alla caduta del muro costituisse soltanto una totale, misera e durissima prigione per tutti i suoi abitanti - fuori da quei confini, pretese di portarla ad esempio del miglior sistema di vita, esempio di libertà e di solidarietà in ogni parte del mondo; e che l’Italia sarebbe dovuta diventare uno dei tanti soviet privati di ogni libertà, di ogni benessere, e sfruttati.
    A parte le citazioni che obbligherebbero a un maggior approfondimento, in definitiva, poi, inutile; e senza tirare in ballo da Socrate a Gentile tutti coloro che si sono interessati di economia, etica, morale, facciamo tanto di cappello a chi coraggiosamente si è messo al lavoro per cercare in qualche modo di risolvere il nostro piuttosto enorme problema, che sta facendo la sua danza macabra, in una notte italiana di stupidità totale, sopra una montagna immensa di debito pubblico.
    Tre precisazioni: la danza macabra consiste nell’attuale comportamento della multiforme parte politica che ha perduto le elezioni e che invoca, spera nella morte della parte che ha vinto, indifferenti le disastrose conseguenze che ne deriverebbero alla collettività. La seconda: in una notte di stupidità totale,
di cui nessuno parla, e che cominciò alla fine degli

anni ’50 e si oscurò sempre di più dal ’68 in poi in un alternarsi di governi meno che annuale, aumentando i diritti e diminuendo i doveri. La terza: l’immensa montagna di debito pubblico  con governi che sperperavano demagogicamente i soldi dell’erario in un’ infinità di regalie, pensioni anticipate, baby, d’invalidità, di guerra, casse d’integrazione, cattiva amministrazione degli immobili pubblici, inutili e non completati e non controllati investimenti specie nel Mezzogiorno, distribuzione dei mafiosi in tutta Italia con le famose abitazioni coatte in altre regioni del territorio nazionale, mancanza di creazione di mezzi per la produzione di energia, assoluta mancanza di controllori geologi sul nostro scismatico, alluvionale territorio e via dicendo.
    Dunque alla massa di gente, io incluso, che non è composta di economisti, parlare di Keynes, di Wicksell eccetera, non serve a nulla, bisogna parlare come faceva il mio professore di matematica quando ci diceva: è semplice come il conto della serva. Se hai cento non puoi spendere 101, anzi devi spendere non più di 99, perché 1 devi metterlo da parte, di riserva.
Il principio è questo ed è l’unico, se si vuole campare senza dover ricorrere ad altri chiedendo
prestiti, ipotecando oggetti che già si possiedono, e quindi impegnando il proprio futuro in un maggior lavoro per 

un maggior guadagno, così da poter provvedere oltre che alle normali spese anche al pagamento dei debiti. Che cosa pretendono i tanti chiacchieroni con i quali conviviamo?

LA MIA PROPOSTA, alla quale ho già avuto occasione di fare cenno qualche tempo fa, è la seguente. Io, nel mio piccolo, personalmente e da parecchio ci ho già pensato con bonifico bancario.
Tutti i cittadini che hanno un reddito mensile, a persona, superiore a 2000 euro, si impegnano a versare volontariamente nella cassa comune di solidarietà, il 10%. Nessun dramma, nessun enorme sacrificio, e tutto si risolverebbe in una festa d’amore. E se poi ci va di mezzo da una parte l’amor proprio, la vergogna a riscuotere, e dall’altra l’avarizia, la diffidenza a venire imbrogliato, pazienza. Almeno in parte si porterebbe egualmente a buon fine questa magnifica esperienza che andrebbe a beneficio di coloro che non godono di un reddito superiore a 500 euro mensili per persona. E non ci sarebbero drammi e pianti di nessun genere. O forse sì, ma per coloro che avrebbero voluto astenersene perché, pur ricchi, non sono mai sazi nella loro avidità.
La soluzione sta nel volontariato, nello spirito di solidarietà, anche scegliendo qualcuno, privatamente: una vecchia pensionata, un giovane precario, un ammalato. Ce n’è da sciegliere.

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       5.12.08             GLI ISLAMICI E IL NOSTRO

                               GRANDE PROBLEMA

    Avevo già avuto occasione di scrivere che la sinistra, con le sue larghe vedute progressiste internazionaliste a tutti i costi e con il suo ateismo, attualmente  tradotto in laicismo pronto alla preghiera, mi ricorda il discorso di Mussolini del marzo 1937, quando disse: “L’ Italia fascista intende assicurare alle popolazioni musulmane la pace, la giustizia, il benessere, il rispetto alle leggi del Profeta, e vuole dimostrare la sua simpatia all’Islam…”, concludendo: “Sono un uomo parco nelle promesse, ma quando prometto mantengo!”. 

    Perciò credo di dover fare alcune precisazioni, che sono verità incontestabili in quanto costituiscono il fulcro della religione maomettana, della loro cultura, del loro sistema politico;  rimanendo all’erta di fronte a un popolo la cui legge religiosa  è eteronoma. Lo so, anche la nostra lo è originariamente, con la differenza che noi abbiamo avuto il Rinascimento, l’Illuminismo, la rivoluzione americana e francese, e loro per sei secoli, invece, sono rimasti pressoché ibernati, fino a quando non sono stati rimessi in circolo da un certo Khomeyni. E tutto, a parte la diversa situazione ambientale dovuta al progresso, si è rimesso in moto ben s’intende sul binario del Corano, dei vari Hadits e Figh.

    Islam vuol dire sottomissione. L’islamico crede, è sottomesso all’autorità insieme religiosa e statale, secondo la concezione assolutamente teocratica 

  dell’organizzazione sociale. Perciò non può, senzatradire la sua fede, obbedire ad una autorità che non sia anche religiosa, e certamente non diversa dalla maomettana. Pertanto è quantomeno improbabile ch’egli, vivendo in un paese di cultura diversa oltre che di diversa religione, possa mutare non dico le sue abitudini, ma le sue profonde credenze. Lo testimonia la sua storia, il suo migrare senza concedere nulla  alle usanze dei paesi in cui viene a trovarsi, addirittura uccidendo la figlia che vuole sposare un cristiano, staccando dalla parete di una clinica il crocifisso e gettandolo dalla finestra, mantenendo la poligamia, pretendendo di tenere il volto coperto anche in luoghi pubblici, nelle scuole, nei tribunali, pretendendo di modificare gli orari di lavoro e di avere a disposizione gli spazi necessari alla preghiera in gruppo, e deturpando immagini d’arte nelle chiese cattoliche.

    Saranno casi isolati? Saranno a farlo i pochi cattivi mentre ci sono anche i tanti buoni? Loro proseguono con i comandamenti scritti ben chiaramente nel Corano.Alla IX sura, verso 5, è prescritto: “Quando saranno trascorsi i mesi sacri, uccidete i politeisti, ovunque li troviate, prendeteli prigionieri…” (e i cristiani li considerano politeisti per la questione della Trinità); e al verso 14: “Combatteteli dunque; Dio li punirà per mano vostra…egli vi renderà vincitori…”; ed ancora, al verso 30: “I giudei dicono: Uzair è figlio di Dio; e i cristiani dicono: il Messia è figlio di Dio; questo è ciò che loro dicono con le loro bocche,imitando i detti di coloro che, prima di loro, 

 non credettero; Dio li combatta! Quanto vanno errati!”.

    Personalmente temo che i cristiani ne verranno fagocitati, anche perché chi, del mondo cristiano,

offre loro la massima comprensione e assistenza è il mondo occidentale socialista, che proprio cristiano non è mai stato. E non si dica che i veri mangiapreti sono

sempre  stati i liberali, poiché il rapporto col prete è una cosa e con Dio un’altra.

   E' il fondamentalismo maomettano che dovrebbe interessarci, il loro rinnovato wahhabismo, quel ritorno alla purezza originale dell’Islam che può solo renderli più determinati nell’attuazione del disegno di Maometto: conquistare il mondo passando per l’occidente e ricongiungendosi in oriente

   Perciò faremo bene a rileggere la nostra Costituzione, alla quale tutti si richiamano forse perché disattenti, all’articolo 8 stabilisce che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge ed hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti”. però prosegue: in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”. e poi precisa ancora: i loro rapporti con lo stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.

Quali poi siano i comandamenti di Maometto, chiaramente espressi nelle sure",in merito al trattamento degli infedeli”, si può riassumere nella  morte se non si convertono”.                            

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     6.12.08  In seguito all'articolo di Gianni Baget Bozzo

                  "La cultura dell'intuizione", ho scritto

     A PROPOSITO DEL TERMINE "DESTRA"

    Finita la guerra e la prigionia, mi ritrovai in una folla ex-fascista, totalmente di sinistra, fra socialisti, comunisti, repubblicani, azionisti. Ex-fascisti liberali pochissimi(la destra tradizionale), ex-fascisti qualunquisti (nuovi, pochissimi, di brevissima durata), alcuni missini (ex-fascisti, repubblichini), ed ex-fascisti democristiani (sulle tracce dei popolari).

    Da allora il mondo ex-fascista italiano fu di sinistra o democristiano; e la destra scomparve, a parte il brevissimo e debole agitarsi dei liberali e dei qualunquisti

    E così avvenne che, fino alla “discesa in campo” di Berlusconi, la destra vera, liberale, non esistette più, e la sinistra, avendo bisogno di un nemico, trasformò in destra tutto ciò che non era di sinistra o non si era inserito nella DC. Il vinto e deprecato fascismo divenne perciò “ la destra”, la quale così finì di esistere, menoche in tutte le espressioni negative nella ricostruzione  della storia.

Tutta la classe intellettuale e l’editoria divennero, si scoprirono di sinistra. I deboli vagiti contrari a questa massa di voci furono marchiati di destra e considerati scorie del vecchio fallito regime.

    Mentre, per la verità, il fascismo non è mai stato di destra e, nonostante le sue radici, non è mai stato di sinistra. Il fascismo è stato di centro, sulla via di mezzo tra la destra  liberale-liberista e la sinistra socialista-comunista. Ma Mussolini, purtroppo, nell’impossibilità di condurre quella che riteneva la giusta politica economico-sociale, sia pure inizialmente appoggiato dai popolari di De Gasperi, ritenne di dover instaurare il regime totalitario (e mettere in carcere De Gasperi); teorizzando poi, come si sa,  lo stato padrone, 

ed esaltando la rinuncia, in suo nome, della libertà individuale. Ciò che invece può solo segnare, come è in effetti successo, la fine della forza essenziale di un popolo. Che ciò avvenga prima della fine di una guerra, come in Italia, o che avvenga e persista anche dopo, come in Russia, non fa differenza.

    Ma fermiamoci alla politica economica, allora per necessità protezionista sino all’autarchia. Essa creò lo stato sociale. Tutto ciò che oggi chiede la sinistra, con i dibattiti in tv spesso troppo spinti, con gli spettacoli satirici anche oltre la decenza, con le dimostrazioni in piazza, con l’occupazione dicono pacifica di edifici pubblici, e con i ripetuti scioperi davvero deleteri nell’attuale momento di crisi mondiale, che cosa chiedono tutti codesti signori etichettati antifascisti?

Chiedono l’attuazione dello stato sociale. Cassa integrazione, assistenza alla maternità, scuola pubblica,

assegni di disoccupazione, sostegno delle grandi imprese eccetera eccetera.  Tutto ciò che costituiva il programma di politica economica fascista.

   Comunque il riuscire a frenare il liberismo da una parte, con il suo egoismo, la sua avidità, il suo ricordo ancora della schiavitù, e il comunismo dall’altra con l’inquadramento di tutto un popolo in una vera gabbia senza alcuna libertà, non fu poca cosa. E poi c’è sempre qualche errore od orrore.  

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   7.12.08     Commento su  IL TALLONE DEL                      SEDUTTORE    di Sergio Romano

Mi limito a citare da un mio libro, a proposito di certi giudizi dell'ex-ambasciatore: “..senza le perplessità ch' egli ha pure espresso sul fatto che chi ha combattuto il movimento dell’UCK cossovano, giudicato terroristico, venga processato quale terrorista. Dando così a credere che chi si sia a suo tempo battuto contro i cattivi, possa successivamente commettere un delitto e, dati i suoi precedenti, non venire giudicato e condannato.”

      Ciò premesso, per quanto riguarda il tallone del nostro presidente, a me pare che tutta la Stampa , ad eccezione di un paio di fogli, gli sia nettamente contraria, criticandolo spesso in modo piuttosto pesante. Perciò, considerando che questa storia va avanti da quando “scese in campo”, e chi se ne meraviglia non è sincero o, peggio, non è informato, penso che le sue rimostranze debbano essere ben che giustificate. C’è sempre un chi la fa l’aspetti.

      E per tv e in internet si leggono e si odono pure insulti, frasi ingiuriose nei suoi confronti, accuse gravi, espressioni chiare di rabbia, di risentimento, dovute a invidia, dovute indifferente a che cosa ma che offrono un quadro desolante della nostra informazione, di tutta la nostra collettività. E non può essere invocata la satira a giustificazione: si tratta di una vera avversione, di un odio profondo che mi ricordano le parole di Dalema, anni fa per tv: “Io voglio vederlo povero, senza un soldo”.

     Tutti questi signori non potrebbero annodarsi la lingua e tentare almeno di rispettare tutti coloro che lo hanno eletto a rappresentarli? Non potrebbero almeno un po’ tentare di capire la verità degli altri? O sono talmente vanesi da fregarsene proprio?  A parte poi quanto si potrebbe dire dello stile, caratteristica personale che molti confondono con l’ipocrisia.

    9.12.08         PER I NOSTRI FIGLI

    Ora c’è la crisi mondiale e tutti ne parlano, ne scrivono. Si, si può anche discorrere di alta finanza, io capisco che per fortuna c’é libertà di opinione e di parola e che chi più capisce è bene cerchi di offrire qualche spiegazione, però serve a niente. Le spiegazioni o quasi vengono sempre dopo, quando si può soltanto alzare le spalle con rassegnazione, e assumere un comportamento in linea con il proprio carattere.

    Io comunque non vorrei che in Italia tutte le motivazioni dell’attuale malessere generale finissero nelle storie di finanza e di confusa  internazionale economia, quasi alibi degli errori commessi da sessant’anni a questa parte. Errori dovuti a malintesi sistemi ideologici, in una confusione plutocratica che è servita e continua a servire unicamente per garantire l’immunità all’immensa folla di politici. Loro ormai hanno tutti una corona sulla testa, quella dell’irresponsabilità.

    I cittadini, gli elettori, dovrebbero perciò dimenticare tutte le infinite sfumature di colore dal bianco al rosso al nero, semplificare il complicatissimo, sofistico e onerosissimo  meccanismo politico che continua giornalmente a macinarli con estrema indifferenza, offrendo solo ai nobili politici un bel vivere tranquillo, come ai loro soci imprenditori e banchieri che con la loro indifferenza sfacciata continuano a riempire le proprie casseforti.

    Pare una scena da fiaba, ma una cosa è collegata strettamente all’altra e lo sarà sempre di più se non si sfoltiscono e si rinnovano le piante politiche.

Perciò: riduzione dei parlamentari a 500, bipartitismo responsabilizzando sia chi amministra sia chi fa opposizione diligentemente costruttiva, e un sistema esterno, neutrale, di controllo che tutto si mantenga nel limiti costituzionali.

      10.12.08        Brokeback Mountain.  

    A proposito delle proteste gay nel sito Queerblog, in merito al film censurato, ho scritto:

    Non ho visto il film e qui ci sono capitato per caso. E leggendo i vari commenti mi sono trovato d’accordo con la protesta generale di tutto il mondo gay,  relativa  al taglio di alcune sequenze in base a una certa morale di un certo signor X: l’odiato censore.

    Un’opera d’arte, se tale è, o la si vede e la si esamina tutta intera come è stata creata, o è inutile guardarla, specie, come in questo caso, se si tratta di un racconto, di uno svolgersi di immagini che soltanto nel loro insieme possono esprimere l’idea, il sentimento, direi il subbuglio di emozioni che la costituiscono.

    Se qualcosa, secondo il comune senso morale, mi sembra di aver capito si tratti di un bacio tra uomini in una ben studiata sequenza, qualcuno ritenne di non poter mostrare al grande pubblico, l’opera tutta non doveva essere proiettata. Giusto? Sbagliato? Giusto sicuramente o tutto o niente. Per il resto la morale, si sa, anzi si crede nasca e si formi con l’esperienza umana. Ed è meglio non addentrarsi in dibattiti tra ragione e fede.

    Io personalmente non mi scandalizzo e di certo non giudico, ma non amo la spettacolarizzazione degli atti che riguardano l’intimità delle persone, sia secondo natura, scusatemi l’espressione che vuol semplicemente intendere unione di maschio con femmina, sia che alla natura non serva. Tutto questo mondo, questa vita che comunque naturale è, gli umani, nello svolgersi dei tempi, tra sofferenze e godimenti, pianti e risate, hanno creduto bene, e proprio per il loro stesso interesse, regolare con leggi che nel complesso costituiscono la morale.

    Volerla cambiare nel giro di pochi anni mi sembra perlomeno difficile.  

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      13.12.08                MENO SOFISMO                                                        MENO CHIACCHIERE  

   E’ ritornato il momento in cui gli intellettuali hanno ripreso a discutere sul liberalismo e a incitare i maestri liberali a dire la loro, ora che il marxismo come un grosso orso è caduto in letargo; mentre, a mio avviso, si dovrebbe incominciare a interessarsi di pragmatismo, parlarne nelle scuole, spiegare di che si tratta, al fine di farne una filosofia di vita, un modo di porsi nello svolgersi quotidiano del proprio tempo.  E ciò considerando che il motivo per il quale il nostro Paese è sempre in ritardo, dovrebb’essere ormai chiaro a tutti, consiste nella molta teoria, nelle infinite chiacchiere, e nei pochi fatti. Da noi l’importanza delle parole è superiore a quella delle azioni. Ci è  congeniale il bisogno di discutere, dibattere, teorizzare e poi non agire, avendo esaurita tutta la carica in un eterno intreccio di sofismi a volte eleganti e a volte deplorevoli. E’ un’abitudine di pensiero, un modo di vivere che si apprende sin dall’infanzia, e perciò dev’essere insegnato già a scuola.

    Mettersi a discorrere, sempre si sia in grado, diKeynes, di marginalismo, dell’accomulazione e dello sviluppo, del più consumo e meno risparmio ma più 

investimento e quindi più lavoro, nella nostra situazione non serve a niente. Noi abbiamo un difetto di base ed è là che dobbiamo puntare, uscendo, liberandoci delle nostre gabbie ideologiche. Sarebbe ben ora. Il comunismo è fallito e chi ci insiste non vuol capirlo, continuando a santificare gli appetiti come diceva G. Giannini sessant’anni fa. Il liberalismo che si è risvegliato dopo la discesa in campo di un ottimo imprenditore, pare che cominci ad esagerare, orientandosi verso il liberismo di Malthus pieno di gente affamata e di pochi capitalisti molto e comunque mai a sufficienza sazi.  

    La salvezza è nel pragmatismo, dobbiamo seguire l’esempio degli Anglosassoni che di lezioni ne danno ormai da qualche secolo. Adottare il sistema bipartitico, diminuendo i politici e responsabilizzandoli, così che possano finalmente agire. Certo che potranno sbagliare, ma non per questa paura smetteranno di agire rimettendosi inutilmente a chiacchierare come…e qui l’elenco sarebbe troppo lungo.

      14.12.08       UN PO' DI PRAGMATISMO

    Ora che il marxismo come un grosso orso è caduto in letargo, invece di discutere sul liberalismo e incitare i maestri liberali a dire la loro si dovrebbe incominciare a interessarsi di pragmatismo, parlarne nelle scuole, spiegare di che si tratta, al fine di farne una filosofia di vita, un modo di porsi nello svolgersi quotidiano del proprio tempo. Il motivo per il quale il nostro Paese è sempre in ritardo dovrebb’essere ormai chiaro a tutti: molta teoria, infinite chiacchiere, e pochi fatti. L’importanza delle parole superiore a quella delle azioni. Il bisogno congenito di discutere, dibattere, teorizzare e poi non agire, avendo esaurita tutta la carica in un eterno intreccio di sofismi eleganti e a volte deplorevoli. E’ un’abitudine di pensiero, un modo di vivere che si apprende sin dall’infanzia, e perciò dev’essere insegnato già a scuola. La salvezza è nel pragmatismo, dobbiamo seguire l’esempio degli Anglosassoni che di lezioni ne danno ormai da qualche secolo. Adottare il sistema bipartitico, diminuendo i politici e responsabilizzandoli, così che possano finalmente agire. Certo che potranno sbagliare, ma non per questa paura smetteranno di agire rimettendosi inutilmente a chiacchierare come…e qui l’elenco sarebbe troppo lungo.

                                                                                                                                                                                                                                                    per commentare > GT

 

    15.12.08                 RIFLETTIAMOCI

     L’Italia come tutti i paesi europei, diciamo più o meno tutto l’Occidente,  dopo la vittoria con la prima guerra mondiale sul mondo islamico-turco e la sua occidentalizzazione, ha in pratica completamente ignorato l’esistenza di questa cultura, di questa religione, i cui segni le venivano solo e di riflesso dalla questione israelo-palestinese. E si sa della simpatia degli Europei per i Palestinesi e del loro secolare antisemitismo. Se poi a questo si aggiunge direi l’impostazione culturale dell’invadente sinistra nell’ignorare i confini nazionali con il suo internazionalismo, e le religioni con il suo ateismo, non è davvero da meravigliarsi di come si prospetta la storia di questo nuovo secolo. Da una parte una folla immensa , inginocchiata disciplinatamente davanti a un pensiero, una volontà, un sentimento unico, con una fede unica, senza sovrastrutture, barocchismi, scissioni di alcun genere; dall’altra la solita situazione pluralistica che tanto piace specialmente agli Italiani, dalcattolicesimo ad ogni variante di protestantesimo, con riti diversi, addobbi diversi, virgole in più e punti in

 meno diventati sacri anch’essi.

E andiamo ancora a cercare un sistema di organizzazione sociale, specie noi italiani, i più intelligenti, i più amatori, i più artisti, i più chiacchieroni  eccetera,  ma i meno pragmatici?

    Dice un vecchio proverbio: ognuno dorme secondo come si è fatto il letto. E noi, senza fare nulla, ci perdiamo a discutere, baruffare, offenderci, dividerci in mille partiti per accordarci in merito, che so, ai ricami da eseguire sulle lenzuola, e chi le farà, con quali fili, di quali colori. Ed ancora non sappiamo, con il nostro eterno sofisticare, se dobbiamo assumere la decisione per maggioranza o in modo condiviso. Cosa scopriremo ancora per non fare niente?

    La mia convinzione è che si dovrebbe risolvere la questione a monte. Rinnovare la classe sociale; adottare il vero bipartitismo, da noi mai esistito, eliminando le sovvenzioni e responsabilizzando gli eletti; adottare nella giustizia il sistema accusatorio, gloria della Roma repubblicana e intelligentemente ereditato dagli Anglosassoni;  perciò modificare la Costituzione  

dove necessario per sfoltire il troppo lento, pesante e costosissimo sistema burocratico, senza lasciarci sorprendere da chi parla di attentato alla Costituzione, quando nella medesima sono chiaramente stabilite le regole per le eventuali modifiche (art.138),  e precisato che soltanto la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale (art.139).

Avvenimento questo che rende chiaro ed evidente si tratti di semplice, meschina lotta di potere, di poltrona, tra i politici, che se ne fregano degli interessi di chi amministrano, siano liberali, comunisti, repubblicani, eccetera..

    Dunque all’occidente, e in particolare al nostro Paese, occorre meno forma e più sostanza; e finalmente una fede rinnovata e rinvigorita per non farci fagocitare dagli invadenti vicini. Il liberalismo ci sarà sempre perché è parte della natura umana: creazione, possesso, egoismo. Ciò che occorre aggiungervi è il sentimento dell’altruismo, e perciò il rinnovamento del principio fondamentale della nostra religione che, dopo tutto, costituisce le radici della cultura europea..  

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    19.12.08     CONDIVISIONE,    

                      INTERCETTAZIONE, REVISIONE

       Gli argomenti sono chiari ma non per tutti.

       Quanto all’idea di condividere decisioni e riforme e programmi tra destra e sinistra, è per qualsiasi persona con un po’ di memoria e di buon senso un’idea inattuabile e perciò, data l’insistenza con la quale ne parlano specie certi personaggi tra di loro incompatibili, è pure un’ipocrisia che fa solo perdere tempo e denaro. C’è stata la campagna elettorale (in Italia dura da sessant’anni), e chi è stato scelto dalla maggioranza per governare, deve farlo attuando il suo programma, senza doverlo modificare, adattare, condividere con l’opposizione. Ogni idea va proposta, discussa, votata. Il sistema è chiaro, antico: la maggioranza  ha ragione. E la minoranza può fare le sue obiezioni, ma non di semplice sabotaggio con migliaia di emendamenti. Ora

 c’è una maggioranza chiara e precisa, ed ha l’obbligo di governare evitando perdite di tempo, comeha l’obbligo di dare una regolata all’azione dei sindacati che sembrano aver assunto la veste di partito politico di opposizione, causando così ritardi all’attuazione dei disposti governativi con effettive grosse perdite nell’economia generale. La loro azione non dovrebb’essere orientata genericamente contro lo Stato, ma contro i detentori della ricchezza, i proprietari delle grosse aziende, dei complessi immobiliari, delle banche, delle industrie, dei fondi terrieri, e contro l’evasione fiscale.

      Quanto alle intercettazioni telefoniche, art.15 della Costituzione, si devono osservare i disposti degli artt. 616,618,619 del codice penale, con eventuali limitazioni “soltanto per atto motivato dall’autorità giudiziaria”.  E a me, invece, sembra che le centinaia di 

migliaia o addirittura milioni di intercettazioni effettuate nel nostro Paese non siano, e continuino a non essere,  tutte autorizzate nell'interesse di indagini importantissime. Comunque trovo inammissibile che vengano rese pubbliche almeno fino a che il processo non sia compiuto, specie quando il loro contenuto non ha niente a che fare con il motivo dell'intercettazione e coinvolge la privatezza(privacy) di persone terze. A parte le conseguenze e la spesa che vanno sempre a carico della cittadinanza.

       Quanto alla revisione della Costituzione, certe espressioni indignate e addirittura spaventate sono davvero fuori dalla realtà. Tutto si può fare senza necessità di “condivisione”, ma seguendo le regole chiaramente stabilite con gli artt.138 e 139 della Costituzione medesima. Mentre continuando con le chiacchiere e i sofismi non si combinerà mai niente.

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21.12.08           LA LIBERTA'

    Avevo letto su il giornale.it: “…difendi la tua libertà, e quella di tutti i singoli individui, contro Dio e la ragione”, e ci ho riflettuto, perché questa storia della libertà della persona in mezzo all’oceano di tutte le altre, od anche soltanto in mezzo all’oceano di cose e di eventi naturali, è una storia infinita che non approderà mai da nessuna parte. 

    Qualsiasi gruppo di umani, dalla piccola famiglia alla grande organizzazione di popoli,  strappa all’individuo i suoi diritti naturali”.  Infatti, a parte il rapporto con la natura esterna all’individuo, che già lo limita, lo condiziona, è facile comprendere che da quando al mondo si trovarono in due, ognuno dei due dovette rinunciare a qualcosa di sé per l’atro. La libertà in assoluto oltre a non esistere è impensabile. Esiste soltanto la libertà relativa. E perciò si tratta di scoprire la combinazione meno dolorosa e più feconda. Qui si parla di vita pratica, di folle di poveri umani affamati e di pochissimi disumani rimpinzati, sazi. Qui si tratta di tendere ad un certo equilibrio: sollevare, aiutare i molti e frenare l’ingordigia di pochi. Se non ci sono regole, l’avidità, la ferocia, avrà il sopravvento.

    Perciò direi con e non contro Dio e la ragione.

 

 

21.12.08         SINISTRA DA CAMBIARE

    Ho letto vari commenti in merito e non mi è parso che venga dichiarato o almeno in qualche modo ammesso 

quale sia il motivo basilare di questa nostra storia bistrattata. Tutto pare risolversi nelle solite chiacchiere più o meno offensive tra coniugi litigiosi.

    Il motivo di fondo va visto nella nostra storia di un secolo fa, quando in Italia, appena nata come nazione unita, cominciò a prendere piede, nel vasto mondo della proprietà terriera e della nascente industria, l’ideologia comunista contro il potere dei padroni e dunque anche dei preti. Ideologia di cui furono maestri Gramsci e Togliatti ed alla quale, per fortuna, si oppose Mussolini con il fascismo, ottenendo l’apprezzamento degli Europei, Churchill in testa. Altrimenti saremmo diventati un soviet dell’URSS.  Pare ancora vietato, tra i nostri splendidi uomini liberi, ammettere ciò che di positivo è stato fatto nel primo periodo fascista. Ed allora, quelli che sono nati dopo, ormai quasi la totalità, non possono capire. Per cinquant’anni, a cominciare dalle vendette sanguinarie e dai comitati di epurazione, e dai tantissimi voltagabbana intellettuali e non, l’internazionalismo comunista è stato il padrone della

situazione italiana. Guai se non ci fosse stata la democrazia cristiana con De Gasperi. Io l’ho sperimentato con il mio lavoro prima e dopo la guerra, con la guerra, con la prigionia, con un po’ di attività politica ed anche letteraria. La destra divenne il fascismo, il male, la delinquenza, l’ignoranza; e il comunismo divenne la sinistra, il bene, la giustizia, il sapere. E tutti si dichiararono e si comportarono da gente di sinistra, l’unica addirittura che sapeva di lettere e di filosofia, l’unica che conosceva la verità della 

storia, l’unica che poteva garantire la pace e la prosperità. Come in tempo fascista c’era la massa di afascisti, in detti cinquant’anni ci fu la massa di acomunisti. A parte l’influenza degli avvenimenti mondiali, qui da noi sarebbe ancora così se un intelligente e coraggioso imprenditore non fosse “sceso in campo”. 

     Ed io gli auguro  di riuscire a guidare questa schiera di politici che proprio completamente guariti e sani non si possono ancora dichiarare.

 

 

 

21.12.08    (sul blog)  LERNER CRITICA FINI

   Penso che a voler giudicare i personaggi della storia a soli sessant’anni di distanza, dei quali poi cinquanta ben stretti nella gabbia ideologica comunista, non sia semplice e soprattutto non sia logico.

     Lo dico sia per chi ha la fortuna di mantenersi libero dalle varie ideologie e fedi, sia e soprattutto per chi, invece, ne è infarcito, avvolto, prigioniero. E specie se nel suo mondo interiore, di pensiero, di sentimento, di fede convivono due ideologie completamente agli antipodi. Forse è una mia manchevolezza, una mia inefficienza, di quelle che fanno ripiegare sulla convinzione che infinite sono le vie del Signore e imperscrutabili, ma non sto ad ascoltare chi si erge a maestro di vita e, nelle varie manifestazioni, sia politico o presentatore radiotelevisivo, come tale si esprime senza prudenza, direi senza delicatezza alcuna.

 

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     23.12.08    BUON NATALE

…e speriamo che l’udc, l’Idv, il pl, e tutta la numerosa schiera di partitini di sinistra, di su, di sotto, di qua e di là, e le persone di buon senso, anche se desiderose di parlare, raccontare di politica, ignorino d’ora in avanti tutte le relative baruffe da cortile, sul cui fondale, abbondantemente colorato e marchiato da decine di insegne, continua a svolgersi l’eterna tenzone per la poltrona, la sovvenzione, l’onorificenza, il posto per il parente e per l’amico, la bustarellona; e tutto tra personaggi che altrimenti sarebbero costretti a svolgere un vero lavoro per reggersi in piedi.

    Speriamo che tutti gli intellettuali di buon senso, che sono letti, ascoltati, guardati dalla gente, chiamiamola folla, popolo, cittadinanza, dovrebbero dedicarsi esclusivamente a convincere costoro a scegliere, per l’amministrazione del loro lavoro, della

loro proprietà, della loro vita, il sistema bipartitico, accompagnato da una terza entità addetta a controllare che tutto si svolga nei limiti della Costituzione. E ciò per mettere la nostra patria o nazione o, se vi piace di più, collettività, finalmente sulla strada del pragmatismo e della responsabilizzazione; via finalmente, lontano da quell’infinità di sentieri tortuosi, sui quali nessuno è responsabile di niente, e non portano mai da nessuna parte.

    Ora l’attuale maggioranza ha i numeri per farlo, e gli  intellettuali, i politici ai quali mi rivolgo hanno il compito, e speriamo lo sentano come un dovere, di contribuire ad attuare questo miracolo.

                                                           AUGURI

 

IL PRESEPIO disegnato per la copertina di

VITA NUOVA dicembre 2000

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