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3.11.08 Ho letto “IL PRESIDENTE ILLUMINATO – PARABOLA DELLA DERIVA DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA” e faccio qualche osservazione seguendo l’ordine dell’articolo cui mi riferisco, premettendo che mi sembra inutile arrampicarsi sugli specchi, perché democrazia vuol dire sovranità del popolo. E siccome il popolo è costituito da tanti soggetti, ognuno dei quali è libero di avere la propria idea su qualsivoglia faccenda, per determinate affinità si divide raccogliendosi in gruppi; i quali, se non sono sovvenzionati, rimangono ragionevolmente pochi, se sono sovvenzionati proliferano senza ritegno in funzione della sovvenzione. - Dunque sovranità del popolo che, tramite il voto, al quale da appena un secolo (dai tempi dell’antica Grecia) hanno diritto tutti i cittadini, esprime la sua scelta di chi potrà governarlo per un tempo prestabilito. Mentre chi avrà ottenuto la minoranza dei voti, cioè avrà perso le elezioni, assumerà il compito di oppositore, non di disfattista, nell’interesse della buona amministrazione. Dovrà adattarsi alle linee, ai principi generali scelti dalla maggioranza dei cittadini, del popolo. O si sta alle regole o non si sta, nel qual caso le votazioni sarebbero inutili, un modo di passare il tempo e buttare via quattrini. - Le adunate in piazza, con intralci al traffico, occupazione di suolo pubblico e di edifici pubblici e resistenza alle forze dell’ordine sono condannabili, come previsto dalla Costituzione nel paio di punti in cui parla di doveri. - La crisi economica mondiale dovrebb’essere una ragione di più per una fattiva collaborazione, contrariamente a come si sta comportando oggi l’opposizione, la quale non vuole rendersi conto che in |
60 anni di allegra e demagogica amministrazione, la nostra grande famiglia ha speso molto più di quanto ha incassato, specie dal ’68 in poi con un’inflazione al 22% e con le infinite agevolazioni e rendite regalate, e casse integrazione e sovvenzioni, e privilegi per i nobili intoccabili politici. - Per le elezioni europee sarebbe giusto lo sbarramento anche all’8%, per vari motivi. E quanto alle preferenze ricordo soltanto l’art.67 della nostra Costituzione, che ha permesso e permette all’eletto con le preferenze di cambiare pelle. E ciò senza considerare l’ordine in cui i candidati sono elencati sulla scheda elettorale. - Quanto al presidente, penso che nell’interesse di tutti, in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi genere d’impresa, sia indispensabile che chi è stato scelto a governare debba dirigere, governare al meglio, scegliendosi una squadra (équipe) di gente fidata. E certamente (in questo caso) non lo sarebbero i membri dell’IDV, i quali riuscirebbero soltanto a rendere poco credibile all’EUR il rappresentante italiano, e non solo. - Le minoranze, accusano, sono escluse. E qui è da chiarire, perché nel termine “minoranze” si lascia intendere, e non mi pare bene, minoranze etniche, religiose, culturali, anziché semplicemente la parte che ha perduto le elezioni. - In merito alla Magistratura, stabilire il sistema accusatorio non significa porre il pubblico ministero alle dipendenze del governo privandolo dell’autonomia. E’ il sistema migliore, praticato nell’antica Roma repubblicana e in tutto il mondo anglosassone. - E poi delineano nel ritorno al maestro unico lo |
spirito dittatoriale. Non è da commentare. Oppure tanti sono i partiti e tanti dovrebbero essere i maestri? E quanto alla famiglia, essa è composta da padre, madre e figli. Oppure la si deve bocciare perché è tradizionale? Non è che si dovrebbe arrivare al pluralismo dei padri? Dato che, purtroppo a quello delle madri non si può proprio (… ma dov’è la democrazia di Padreterno?). - Quanto ai programmi e agli spettacoli televisivi, accusano l’attuale presidente di approfittarne. Eppure, se si esclude Emilio Fede…tutti vedono e sentono come va la canzone. E quanto alla Stampa basta buttare l’occhio ai giornali, aver da fare con gli editori. - Insomma a concludere, negando a chi non è di sinistra qualsiasi forma almeno di discreta intelligenza, con la destra al governo non si potrà che giungere alla rovina morale, a una specie di dittatura sudamericana e quindi alla povertà delle masse, alla perdita delle libertà, tutte. E, infatti, i risultati degli ottimi, saggi , umani governi di sinistra, e in terre ben più ricche e meno popolate della nostra, li possiamo vedere tutti ed anche sperimentare, almeno tramite quelli che corrono da noi per stare finalmente un po’ meglio. Oppure si tratta di altra storia, altro mondo? O di fantascienza? - Comunque sia, nello scritto si insiste che a destra sono univoci perché, guai a loro, non sono pluralistici e se ne stanno sottomessi tra le braccia del signore e padrone; si insiste sulla necessità di più opposizioni, sugl’indispensabili contributi democratici delle opposizioni, il pluralismo delle opposizioni…Eppure si conclude con un’invocazione all’unità quale ultima chance per la sinistra. E il pluralismo? (vedi sotto OBAMA) per commentare > GT |
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3.11.08
DAL DIRE AL FARE Altrimenti siamo tutti
una grande barzelletta. C’è l’occupazione di edifici pubblici, il
rifiuto di rispettare una legge, l’opposizione
alle forze pubbliche non sgomberando strade e piazze e intralciando il traffico.
Comprese le sceneggiate delle lezioni per le strade quando scuole e università,
pulite e riscaldate, sono agibili. Chi si sdraia pacificamente
davanti l’uscio di casa mia e mi sorride pacificamente, ma non si sposta
impedendomi di entrarvi, esercita la violenza peggiore perché si accompagna
all’ipocrisia. Ed io, statene certi, lo afferro e lo faccio rotolare giù per
le scale. |
5.11.08 Devo riscrivere in merito al, chiamiamolo, CONTROSTATO E' sempre all'ordine del giorno, per rapine, sparatorie, omicidi. E lo Stato fa discorsi, emana leggi. Inutile girarci intorno, il problema della mafia e organizzazioni sorelle non si risolverà mai con le parole, sempre che non siano di ossequio e di accettazione del loro sistema di vita. Nel qual caso non esisterebbe problema. Perciò esaurire nelle chiacchiere la propria contrarietà a un’organizzazione di vita sociale basata sul diritto del più forte a uccidere chi non obbedisce al suo volere; è segno soltanto di debolezza, di paura, di vigliaccheria, che è sempre personale, anche se dovuta spesso a forme di ricatto. E alla base di queste organizzazioni c’è sempre e soltanto il male: il furto, la droga, le armi, la prostituzione, la corruzione. C’è il disfacimento morale, la schiavitù. C’è tutto ciò che è contrario ai nostri codici di vita, civile e penale. L’ho scritto più volte ma lo ripeto: non applicare la pena di morte a chi uccide, equivale a condannare a morte la sua prossima vittima, e incoraggiare a uccidere chi ne ha l’inclinazione, e a togliere ogni inibizione a chi si ritrova a vivere un attimo di follia. La pena di morte è la forma di legittima difesa dell’organizzazione sociale. Escluderla è l’espressione della sua ipocrisia. Dette bande delinquenziali sono in guerra con lo Stato, e lo Stato non può rimanere inerte permettendoatali piante parassitarie di avvolgere e |
impossessarsi piano piano di tutto il suo apparato burocratico. L’intervento dev’essere immediato e definitivo. Perciò, o si mandano poliziotti e soldati che possono sparare, o si delega tutto a una congregazione di preti con la speranza che riescano a convertirli, magari rimettendoci la vita. Ormai siamo abituati ai tanti funerali con battimani, ai tanti fiori e alle tante parole lacrimose. E non c’ impegniamo oltre. Anche Cesare Beccarla, oltre a
ciò che di lui ricordano in merito alla pena di morte, affermava nel suo “Dei
delitti e delle pene” Cap.XVI Della pena di morte: " E’ impopolare, lo so, come, però, sta diventando popolare la droga, come sono impopolari i casini e ormai popolari le schifezze di prostitute e prostituti che mercanteggiano i loro corpi per le strade, e via lungamente elencando. Tutto, purtroppo, sembra essere la conseguenza di una ripetizione che diventa abitudine e si veste di principio morale. E’ QUI CHE SI DOVREBBE INTERPELLARE IL POPOLO CON UN REFERENDUM. Sulla storia di Caino, a proposito dell'associazione "Nessuno tocchi Caino",scriverò prossimamente. per commentare > GT |
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6.11.08 STRAGI DI CRISTIANI C’è chi ha scritto che in
occidente nessuno più si preoccupa delle stragi di cristiani che vengono fatte
in oriente. Girano la testa dall’altra parte dimostrando mancanza di quel
senso di solidarietà che dovrebb’essere la loro caratteristica. Secondo me, e senza considerare che l’uomo della strada, i media, i governi occidentali avevano girato la testa spesso per vari altri terribili avvenimenti, anche nei riguardi degli ebrei, il motivo non va riscontrato nella mancanza di solidarietà tra i cristiani, ma in fatti esterni di notevole portata e in netto contrasto con il cristianesimo, come il risveglio dell’Islam e delle varie religioni indiane e orientali; la rinascita politica di quelle nazioni che hanno preso il sopravvento e rifiutano il proselitismo cristiano. E poi le invidie e le rivalità che si sono risvegliate con i numerosissimi pellegrinaggi, sfarzosamente regali in tante parti del mondo, di Papa Paolo Giovanni II. |
Ed anche l’intromissione cristiana nel Pakistan
senza riuscire a sconfiggere i Talebani. E poi, bisogna ammetterlo, la fede
stessa, specie cattolica, che un po’ si esaurisce nei tanti atti
formali e perde la sua coralità, isolandosi nella preghiera solitaria. E poi il
suo rimanere, per la sua ecumenicità, un
po’ fuori dall’inquadramento euro-occidentale. No, qualcuno lo dice ma
io non lo credo perché l’illuminismo, il marxismo e via elencando non hanno
neanche sfiorato il grido che è in ognuno di noi, in ogni essere umano, il
grande interrogativo che solo a pensarci un attimo, intelligenti o stupidi,
saggi o folli, ci lascia attoniti, smarriti. E dovremmo seguire soltanto le
semplici, brevi parole di Cristo e farne davvero i principi della nostra vita. C’è anche chi ha scritto che quel girar la testa dipende dal fatto che il cristianesimo è diventato scomodo in seguito all’esaltazione del libero |
arbitrio, e che, prima alienazione
dell’umanità premoderna, bisognerebbe sbarazzarsene per le esigenze dei tempi
nuovi…Secondo me, sarebbe come privarsi dell’acqua che ci pesa nei sacchi
che portiamo sulle spalle, perché ci pesa e ci obbliga a un sacrificio, ed è
sporca, colma di detriti. Ma poi? Me lo chiedo io che sono un agnostico. E
penso: non sarebbe più logico togliere i detriti, filtrarla quest’acqua che
da quando ci siamo ritrovati nudi e soli su questo mondo, chissà quando,
sorpresi, spaventati ne abbiamo avuto sempre bisogno, anche per il gusto di
poter rifiutarla? Per i
cristiani, specie per i cattolici, forse il male, il punto debole, sta nelle
troppe sovrastrutture, diciamo, fra le quali si disperdono le energie e si
esaurisce la fede.
Ricordiamo l’ecumenismo e il proselitismo e l’Impero di Roma con le
persecuzioni. La storia, con qualche variante esteriore, si ripete.
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6.11.08
OBAMA I giornalisti e gli intellettuali che in un modo o nell’altro sono a contatto con la gente, che è poi l’esercito di elettori, dovrebbero imporsi un compito importantissimo: assumere con se stessi l’impegno di darsi da fare, impegnarsi con ogni mezzo, parlando, scrivendo, cantando, disegnando, al fine di persuaderla a copiare dalla democrazia americana il sistema per eleggere anche qui da noi il presidente e i parlamentari e i senatori come fanno negli USA. Perciò indire referendum! Far scegliere al popolo, che è sovrano, che ha diritto di decidere della sua sorte. Non è possibile che non si possa essere almeno un po’ pragmatici anche in Italia? Capisco che giornalisti e intellettuali abbiano nel fondo del loro pozzo ben radicati, anch’essi, depositi di centro, di destra, di sinistra, un po’ più in qua, un po’ più in là, mi sembra che ci siano una sessantina di queste costosissime diramazioni, ma lo facciano egualmente, nell’interesse della collettività cui appartengono. Altrimenti le conseguenze per chi deve coltivare e raccogliere, e dunque per gli elettori medesimi, continueranno ad essere molto gravi e impediranno a tutta la collettività di pagare i debiti e rimettersi in linea con i migliori. Perciò non facciano il solito giochino dei nostri tantissimi politici che, invece, secondo il costume, direi malcostume italiano, iniziano da subito a ostacolare il lavoro del nuovo governo, in tutti i modi, con adunate in piazza, scioperi, proteste, accuse, trasmissioni televisive. Tutto a danno della collettività. Perciò rinuncino ad applaudire tanto Obama e a descrivere e raccontare ammirati come gli americani, una volta concluse le elezioni, sappiano adattarsi al programma del vincitore, e come attendano di conoscere i nomi di coloro che il presidente, proprio lui in persona, sceglierà quali consiglieri a formare la sua squadra. Rinuncino ad applaudire e invece ne seguano l'esempio, si diano da fare applicando il principio tanto decantato che la spinta viene dal basso. Sarebbe ben ora. L’esempio che ci danno ogni quattro anni è un grande esempio. |
14.11.08 QUALCHE IDEA CHE HO SCRITTO QUA E LA' Destra, sinistra...Il male assoluto è uno solo, chiaro, preciso, e sta dappertutto. E’ quello che t’impedisce di essere libero e a tale punto da non sentire il bisogno di imporre agli altri la tua libertà. Un sogno dunque, il male e quindi il bene, che si dissolve in una sequenza infinita di compromessi. Destra, sinistra, facce del medesimo eterno problema, che si trasformano di continuo, si cercano e si respingono, pur sapendo di dover sempre coesistere per esistere. ----------------- ....Mi sento di dover precisare che la convinzione di superiorità dei sinistri l’hanno coltivata gli stessi liberali, la gente di destra con la paura, il complesso d’essere considerati fascisti. Un silenzio che è durato 50 anni. Scuole, uffici, editorie, giornali, università, associazioni religiose e culturali, tutto è diventato di sinistra. Una specie di complesso di fascismo. Con le mie vignette nel ’46, nonostante la mia prigionia, mi sono addirittura meritato due minacce anonime di morte. E ancora 10 anni fa i miei libri venivano respinti dagli editori. E ancora oggi, alla presentazione di un mio libro ho cominciato a parlare di fascismo ed un paio di persone sono uscite dalla sala. Per fortuna, nonostante l’età, continuo a meravigliarmi. ------------------ ....una parte degli elettori, i sottili confini..., le virgole e i punti... |
___________ .....Nella nostra democrazia pare non si accettino i risultati di democratiche elezioni, ed allora gli “argomenti contro” li si deve anche creare. Ed ecco che salta fuori di nuovo il razzismo collegato con l’autoritarismo e quindi il fascismo, così da allarmare e spaventare la gente, in modo da non permettere all’attuale maggioranza di combinare qualcosa di buono. E tutto ciò sapendo bene che dicendo e ridicendo la stessa menata, come con la pubblicità, la si fa credere vera. Non mi pare saggio. Anzi, non lo è affatto. . ____________ .....il colmo dell'immoralità e della menzogna, avveniva più che per aiutare gli Albanesi, per favorire i padroni, chiamiamoli così, italiani, ponendo a loro disposizione lavoratori in nero a bassissimo costo, disposti a tutto; e alimentando direttamente e indirettamente 'ndrangheta, camorra e mafia Un’ipocrisia politica che considerava, come continua a considerare, esclusivamente l’interesse della propria personale poltrona nella propria, sorda, cieca e muta gabbia ideologica....E ciò, per di più, avveniva senza raccontare alla massa disinformata che mentre l’Italia con pochi pascoli e boschi, e senza ferro e senza petrolio, aveva un indice abitativo di 185/kmq, l’Albania, con pascoli, boschi, ferro e petrolio, ne aveva uno pari a 110/kmq, ma che erano ridotti così da cinquant’anni di “splendido” socialismo marxista e maoista. _____________ ....A proposito di adunate per le strade...diceva Sartre: Solo con la violenza si diventa uomini. E forse questa è l'unica giustificazione, perché, nell'intento di dissolvere tutto un mondo di valori, i giovani sono stati allevati nell'arroganza, senza conoscere alcun dovere, senza l'educazione al sacrificio. E la violenza è la manifestazione della loro personalità, indifferenti le motivazioni, nelle piazze come negli stadi, ed altrove in altre circostanze. Perciò ricordiamoci almeno che fare i poliziotti al servizio dell’ordine pubblico è molto difficile e non certo appagante, e che chi deve giudicarne l’operato ha un compito direi ancora più difficile e veramente ingrato. |
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| 16.11.08
BLOCCO ALITALIA
Avevo scritto su blogger: In ogni cosa, in ogni questione c’è l’essenziale e l’accessorio. Importante è saperli distinguere e saper rinunciare all’accessorio. Non si tratta di superficialità, anzi, ed è un’operazione molto difficile. Infatti, purtroppo, possiamo costatare che per ogni problema che si presenta nella vita della nostra nazione o chiamiamola patria, collettività, comunità, ci sono quintali di carta stampata, che pochi leggono e finisce al macero, un’infinità d’ore di trasmissioni televisive e della radio continuamente interrotte da fastidiosi spot pubblicitari, ed ora anche i blog in internet con interventi spesso inutili, insignificanti e quasi sempre anonimi. Tutti a ricamarci intorno e sopra e sotto tanto da farne un’ immensa scultura barocca, e neanche bella, che si ricopre in breve di polvere e finisce in qualche scantinato. |
Insomma una sequenza di sofismi inutili che non risolvono il problema, che lasciano la realtà tal quale era. La nostra realtà democratica, la nostra sistemazione politica dal 1861 al 1925 e dal 1945 ad oggi, con il suo grande difetto: l’assoluta mancanza di pragmatismo e l’ essere rimasta ben chiusa nelle sue gabbie ideologiche. La questione è sempre e soltanto di potere politico. Attualmente per l’istruzione e per l’Alitalia. Perché da noi, dove tutti esaltano la democrazia, chi perde le elezioni (secondo le regole democratiche) si rifiuta (e questa non è certo democrazia) di accettare l’amministrazione di chi le ha vinte, ed usa qualsiasi mezzo per ostacolarla, per farla fallire, fregandosene delle sia pur gravissime conseguenze che dovranno sopportare gli elettori. Infatti, ora, quelli della gabbia di sinistra non |
possono accettare che quelli della destra riescano a risolvere un problema, e perciò buttano chiodi sulla strada per poter affermare che i loro avversari non sanno guidare. Indifferenti le perdite che subisce la collettività. E i chiodi, si sa, si trovano sempre per qualsiasi argomento. Perciò l’unica soluzione per la collettività italiana sarebbe di seguire l’esempio della democrazia statunitense. Cambiare la classe di politici, sebbene, purtroppo, ormai nobile ed ereditaria. Questo è il problema essenziale del popolo italiano che sa lavorare e risparmiare ed è continuamente turlupinato dalla famosa casta, numerosissima, pagatissima e colma di boria. Perciò non buttiamo via altro tempo e danaro. Lasciamoli fare, responsabilizziamoli! E obblighiamo l’opposizione a fare l’opposizione seria e costruttiva nel nostro interesse. |
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26.11.08 ho scritto sul blog di GadLerner in merito al suo articolo COMUNISTI VIRTUALI E LAVORATORI REALI A parte che non so dove ci possano essere comunisti reali e lavoratori virtuali, tutti i signori politici, almeno quelli che si proclamano di sinistra, avrebbero dovuto se non prima, nel ’68 di certo, invece di tante chiacchiere e fumo e politicizzazione addirittura dei bambini a scuola, costituire un FONDO DI ASSISTENZA, a carico di tutti i cittadini, per poter veramente soccorrere i veramente bisognosi. E invece di concedere detrazioni per gli aiuti alle associazioni teatrali, di spettacolo, e alle varie parrocchie, concederle per la ricerca in campo scientifico. Nell’allegro sistema politico dell’irresponsabilità, le decine di governi che si sono alternati allegramente dal 1948, per una durata media di 9 mesi, alternando sempre i medesimi personaggi negli incarichi più diversi e incompatibili, nei quali non avevano nemmeno il tempo di prendere visione della materia.. E che, specie dal ’68, con la cascata spaventosa dell’inflazione sino al 22%, in una lotta demagogica per il potere si dedicarono a una tale sequenza di concessioni e di facilitazioni ai cittadini che il debito pubblico aumentò in misura paurosa. E c’è chi dice belli quegli anni, si stava bene. I comunisti tenevano in riga i democristiani e il popolo non soffriva. Infatti, se poi arriviamo ai giorni nostri e con la nostra fama di risparmiatori riflettiamo sulla recente vendita, addirittura svendita, di tutti i beni immobili dell’INPS, che costituivano il nostro capitale, di noi lavoratori, in quanto acquistati sin dal 1922 con i nostri risparmi, cioè con i nostri contributi assicurativi, che pensare? E i beni dell’INPDAP e dell’INAIL? Che l’allegra economia dei politici, ha provocato l’accumularsi di un debito pubblico immenso specie dal ’68 in poi, a fini prioritariamente demagogici, ponendo a rischio la rendita stessa, cioè le pensioni di tutti i lavoratori, il frutto del loro risparmio. Eppure, guardacaso, i cosiddetti manager, e i responsabili delle direttive e dell’amministrazione del “bene pubblico” si sono arricchiti e continuano ad accumulare ricchezza e privilegi, sempre di più, senza correre rischi, secondo la tradizione. Novelli baroni, novelli banchieri, riservandosi compensi altissimi in rapporto ai propri amministrati, anche se il loro agire risulta fallimentare. Bisogna proprio gridare che i politici, per l’interesse al potere a qualsiasi condizione, e i sindacalisti per il loro agire spesso sconsiderato (nel senso che non considerano che la manna dal cielo non esiste), dopo un periodo di vendemmie in campi non pagati e di ubriacature con vino a credito, hanno lasciato alla gente-popolo-plebe i conti da saldare. Ma io non dispero. Sono sempre gli stessi personaggi, superpagati e lucidati, che, a dimostrazione della loro magnanimità, cioè, per essere più veritieri, a garanzia della loro tranquillità e del loro benessere, hanno portato l’Italia |
sull’orlo del fallimento; con i prepensionamenti per le motivazioni più varie; con la cassa integrazione usata a fini politici e non economici e ad arricchimento di certi “datori di lavoro”; con l’integrazione delle pensioni minime di chi non aveva potuto o semplicemente non aveva voluto risparmiare; con le pensioni baby, la legge 336, eccetera, con la sostituzione della lira con l’euro o, per essere esatti, con le modalità con le quali hanno permesso si verificasse detta sostituzione, il cui effetto è stato di raddoppiare il costo della vita, e incanalare buona parte della folla verso la miseria. E sono sempre là a consumare la lingua in chiacchiere inconcludenti, e non certo per informare, nel caso specifico, per esempio, della “cartolarizzazione”, su quanto ammonta il capitale realizzato con la “svendita dei beni di famiglia”, e sul suo utilizzo. Ma questa è ormai roba passata, come il gruppo che si è formato intorno al suocero di un nostro onorevole, per acquistare, come ha fatto a prezzi ribassati, tutti i beni immobili strumentali sedi degli uffici dei tre istituti sopra citati, che ora devono pagargli una pigione avendo dovuto sottoscrivere un contratto novennale. Ora, a peggiorare le cose, c’è questa recessione mondiale e c’è l’acuirsi della questione orientale. Ed io penso che davvero non è il momento di scioperare, per nessuno. Non vediamo lo sciopero come quello dei minatori contro il padrone della miniera, con personaggi precisi su un campo preciso, delimitato. Ora tutti dovremmo fare proprio ciò cui Lerner accenna con qualche domanda: rinunciare a qualcosa per l’altro. Tutti, secondo la propria possibilità, spontaneamente. Avvenisse un simile miracolo, la recessione passerebbe senza fare vittime, senza perdite inutili per scioperi e battaglie assurde.
26.11.08 L'ISOLA DEI FAMOSI Mi è successo, cliccando alla tv per evitare la pubblicità, di vedere in un gruppo di gente in mutande, sotto un albero, l’on. Luxuria, un uomo con le tette e con la voce a metà via tra il maschio e la femmina. Pioveva e questa compagnia di disperati, in apparenza, stava litigando malamente e non si capiva perché. Ho ricordato allora quando da bambini si giocava in giardino sottocasa, ed ho cambiato canale. Un programma squallido, diseducativo. Eppure ora leggo di che si tratta e dell’entusiasmo dei comunisti. E ammutolisco.
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26.11.08 LA SCUOLA DI RIVOLIRiportare e restringere gli argomenti come la vetustà delle scuole e la loro cattiva manutenzione parlando dei grembiulini e del maestro unico, con il chiaro intendimento di addossare ogni responsabilità al governo in carica, significa una sola cosa: aver avuto e continuare a tenere, come lo struzzo, la testa nella sabbia rimanendo, purtroppo, sui binari di un solo problema: la rivalità tra i politici impegnati unicamente nella loro squallida gara di potere. I fatti di oggi sono la conseguenza del malgoverno di sempre. E se non si vuole ammettere una simile lapalissiana verità, vuol dire che si continua a vivere nelle proprie sfere di vetro, annegati nelle proprie ideologie, di cui si servono i padroni del vapore 27.11.08 IL COMUNISTA GRAMSCI Ho letto in questi giorni, qua e là, di Gramsci, di suore e santini e conversioni, ma nessuna precisazione in merito al suo decesso. Nessuno che avesse messo in evidenza come la sinistra abbia sempre falsato la verità raccontando ch'egli fu assassinato da Mussolini, anche ai giovani nelle scuole, dove i libri di Gramsci dovevano diventare di testo. Mentre la verità è che Gramsci, di salute cagionevole già da ragazzo, aspirando a fare dell'Italia, appena liberata e riunita, un soviet dell'URSS, fu condannato alla prigione, dove si dedicò allo studio e alla scrittura, e da dove fu trasferito in una clinica privata per ricevere le cure necessarie alla sua malattia. E dove morì con i conforti religiosi e umani. Dalle varie notizie si finisce con l’avere soltanto dubbi. Una cosa sola può risultare certa, da quanto viene raccontato, che Gramsci non voleva ritornare a Mosca, dove aveva moglie e figli, nonostante le insistenze della cognata e pare degli stessi servizi russi. Certo è pure che nell’Italia fascista non si viveva come nella Russia comunista, e che dopo tutto, fino al 25 luglio del 1943, un certo senso di giustizia e di umanità esisteva ancora. E qui, per correttezza storica, mi sembra doveroso precisare che nel ventennio fascista la pena di morte, allora presente nel codice penale di tutti i paesi, Vaticano incluso, è stata inflitta per gravi delitti politici a venti imputati. Soltanto 20, più 4 ma per delitti comuni. Dico “soltanto 20” perché se si paragona la rivoluzione fascista a quella leninista, staliniana, e a qualsiasi altra rivoluzione, avvenuta o che stia avvenendo in qualsiasi parte del mondo, i rapporti salgono almeno da uno a mille e anche a diecimila e passa. Le condanne furono emesse per reati gravissimi: spionaggio, tradimento, terrorismo, strage, devastazione. Interessante a tale proposito consultare i 18 volumi in cui sono raccolte tutte le sentenze del tribunale speciale fascista. Gramsci, comunque, da quanto appare, ha preferito morire in Italia. |
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28.11.08 EPIFANI E LO SCIOPERO SCIAGURATO Per chi non ha visto il relativo programma di Floris, quel giovane signore che si muove nella sua arena sembrando un cagnolino ansioso, con il suo atteggiamento da biflone primo della classe (dicevamo ai miei tempi lontani), può rivederlo in You Tube, dove, a parte il solito sorriso di compatimento volutamente evitato, nascosto, dell’on. Bersani, appare ben chiara la personalità del signor Epifani in un comportamento che si dovrebbe evitare per buona educazione nei riguardi di qualsiasi interlocutore. Figuriamoci con il presidente del governo di 58 milioni di persone la cui maggioranza ha votato per lui. E’ chiaro, almeno a me sembra chiaro, che
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ben agganciata a una linea politica, e dunque a un fine politico anziché economico. Oggi ciò dovrebbe apparire chiaro a tutti. Il signor Epifani si comporta e fa comportarsi la folla dei suoi seguaci contro i loro stessi delicati, effettivi bisogni. Ci sono tra di noi – come d'altronde ovunque al mondo - i super ricchi che continuano a super guadagnare e che, se avessero un minimo di moralità, in un momento come l’attuale dovrebbero spontaneamente darsi una regolata. E vado dai giocatori di calcio, ai motociclisti, ai personaggi della televisione, alle modelle, ai cantanti, ai manager, ed anche alle centinaia di migliaia di nostri amministratori (non dico politici, perché tra di loro pochissimi lo sono davvero). Ed è soltanto contro di loro che dovrebbero agire i sindacati. Individuandoli, isolandoli, e qua sì con qualsiasi
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mezzo costringendoli a rinunciare a parte di quel troppo che incamerano privando la massa di quel pochino che la farebbe star bene. Agendo come fa, il signor Epifani tende solamente a sostituire il governo con un altro governo. Cosa avvenuta in Italia decine di volte, con ricorrenza in media annuale, e con nessun risultato perché i politici sono sempre i medesimi o i loro discendenti (per i nostri nobili c’è pure l’ereditarietà). Ed essi, è cosa ormai nota, agiscono soltanto al fine del loro personale potere, della loro personale poltrona. E tutto ciò senza parlare del problema della mafia e sorelle, che in una società così sgangherata da ridurre ogni lotta lotta tra poveri, o più esattamente non benestanti, non riceve l’attenzione e le drastiche cure che dovrebbe ricevere, sindacati in testa. per commentare > GT |