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03.10.08 L'IMMIGRAZIONE E L'INESISTENTE RAZZISMO Al sig. Gad Lerner non basta la sua rubrica televisiva in cui signoreggia da inquisitore non imparziale. Ora va a dare una mano anche al signor Michele Santoro sebbene non ne abbia bisogno. Forse lo fa soltanto per togliere tempo agli altri e parlarci sopra con una malcelata arroganza. E per una necessità di protagonismo. Questa la mia impressione. Il tema ora di moda, che a molti personaggi dell'informazione piace cavalcare, è l'immigrazione; e i motivi sono chiari e precisi: il governo di destra è razzista, è fascista e bisogna combatterlo in tutti i modi perché non ci riporti alla dittatura. Dicono. |
Ricordo, in merito all'immigrazione, gli anni che seguirono il '78, i tempi dei governi di sinistra quando si affermava che l'Italia, ricca e bella, aveva il dovere di accogliere gli Albanesi poveri e affamati; e si cominciava a insinuare che gli Italiani li respingevano per motivo razziale, ben tacendo però che detta povertà era la conseguenza di cinquant’anni di "splendido" socialismo marxista e maoista. E per dare forza a questa idea inventata degli Italiani razzisti, la tv proiettava più volte la scena di " un negro in croce", mentre una voce fuori campo ripeteva: "No al razzismo. L'Italia è un paese ricco ed ha il dovere di accogliere gli Albanesi che sono poveri, di aiutarli, di dargli lavoro. Italiani, non siate razzisti!" |
E tutto ciò non per aiutare gli Albanesi, ma per favorire i proprietari italiani fornendoli di mano d'opera a costo bassissimo e generalmente in nero; e per aumentare in Italia la folla da poter manovrare. L'aiuto, infatti, avrebbero dovuto darlo sul posto, specie in Albania, dove l'indice abitativo era di 110/kmq mentre in Italia era di 185/kmq; e dove, a differenza dell'Italia, ci sono vasti pascoli e boschi, ferro e petrolio. Insomma le vicende della politica che cura la propria personalissima poltrona anziché l'interesse della massa dei propri elettori. Le solite vicende di certa politica che non bada a spese pur di dominare, e a tale fine sbandiera la storia della resistenza, del fascismo, della dittatura, del razzismo. |
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08.10.08 SOVVENZIONAMENTI? NO. A voler commentare giornalmente i nostri politici si è costretti a ripetere sempre i medesimi concetti perché loro usano girare e rigirare sempre i medesimi argomenti, stretti nell'angusto spazio della loro visione, non politica - magari lo fosse - ma di poltrona. Ieri addirittura, a seguito della decisione del governo di togliere o diminuire le sovvenzioni alla stampa, ho sentito affermare l'opposizione che, così facendo, il governo violava, tra l'altro, quanto stabilito dall'art. 21 della Costituzione. Premettendo che mi piacerebbe che tutti a casa avessero sullo sgabello almeno la Bibbia e la Costituzione, mi sono riletto detto articolo. Parla di libertà di espressione del proprio pensiero con qualsiasi mezzo, nei limiti del buon costume; e con il dovere, se richiesto, di rendere noti i relativi mezzi di finanziamento. Non parla assolutamente di diritto a sovvenzionamenti da parte dello stato. E dire che sono addirittura coperti dalla cassa integrazione. Ne scrivo in "Chi non beve con me peste lo colga". |
14.10.08 PIETRO MASO A porta a porta adesso stanno parlando di questo assassino e, i periti, stanno affermando che durante i diciassette anni di carcere è completamente cambiato; è diventato un'altra persona. Per 17 anni il poveretto ha dovuto lavorare 8 ore al giorno, godendo delle ferie in libera uscita per soli 15 giorni all'anno e potendo così frequentare la sua fidanzata. E si è dedicato allo studio tanto da riuscire a diplomarsi in ragioneria. Insomma un altro ragazzo, un uomo nuovo, una brava persona. Assicurano che è completamente cambiato e che potrà ricominciare a vivere come ogni essere umano ha diritto di vivere; e godrà dell'eredità lasciata dai defunti genitori, certamente divisa con le due sorelle che 17 anni fa non è riuscito ad ammazzare, limitandosi ad eliminare solamente il padre, la madre e un fratello. Non mi soffermo sui particolari, sul precedente tentativo di ucciderli, sul discorrerne e tramare con i suoi amici compagni di giochi e corse notturne: il famoso branco allegramente pubblicizzato in certi film La ex pm, presente, ha affermato che bisogna osservare e attenersi alle disposizione di legge, e la legge prevede... Ma se una legge non è buona, specie un pm, mettendo da parte i propri interessi di carriera, dovrebbe dichiararlo proponendo le opportune modifiche.
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Lo psichiatra, presente pure lui, ha assicurato che dai colloqui avuti (complessivamente qualche mezz'ora), l'assassino è risultato essere persona normale, capace d'intendere e di volere, che aveva imparata la lezione; aggiungendo addirittura che il poveretto nell'adolescenza era stato trascurato dai suoi, i quali, per accumulare beni materiali, gli avevano negato i quattrini per divertirsi... Sarebbe ora, pertanto e per tutto ciò che giornalmente apprendiamo, che, come per i grandi problemi della prostituzione e della fame nel mondo, la cosiddetta umanità progredita e civile si togliesse la maschera dell'ipocrisia e davvero affrontasse con coraggio, responsabilità e sia pure sofferenza, il problema della grande criminalità.
"...E il
mio diritto di camminare per strada senza nessuno che mi ammazzi per rubarmi il
portafoglio e magari i vestiti come lo difendo? Dove va a finire il senso di
umanità quando sono lasciato solo a farmi ammazzare? E una bambina di otto,
dieci anni, come difende il proprio diritto contro un tale che la trascina in
casa e la sevizia e la |
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16.10.08 LA GUERRA E' GUERRA La mafia e le sue sorelle non discutono: uccidono. In merito a mafia, ndrangheta e camorra, riporto quanto già scritto anni fa, convinto che c’è un solo modo per eliminarle: eliminare la mentalità, il sistema, la paura di quelli della collettività normale e civile che, se non tengono la bocca chiusa e gli occhi e le orecchie, sono spietatamente “condannati a morte”. Succede troppo spesso e con inaudita facilità.; tanto da poter sospettare che la collettività, respingendo la pena di morte anche in certi casi, la istituzionalizzi con la sua ipocrisia da farisei Si tratta in questo caso di una vera guerra, che solamente con l’eliminazione del nemico si può vincere. Ricordo in merito il pensiero di René Girard, secondo il quale si attuerebbe così la vendetta fondatrice, l’eliminazione di ciò che costituisce il male per la collettività. Dunque un atto dovuto per legittima difesa, che io condivido. Lo Stato, infatti, non è una persona ma una collettività, una massa di singoli individui, ognuno fatto in un certo modo, con i propri istinti, desideri, aspirazioni, ingordigie, i quali, vivendo insieme, devono rispettare il confine delle loro singole libertà e quindi stabilire delle regole: ciò che possono e non possono fare; e di conseguenza stabilire delle punizioni per chi non le osserva. Altrimenti ci sarebbe l’anarchia e si ritornerebbe allo stato naturale, alla giungla, alla violenza essenziale appunto, che è semplice vendetta personale e quindi catena interminabile di vendette e di violenze. |
18.10.08 UN COMMENTO AUN ARTICOLO DI GAD LERNER: SINISTRA SENZA SINISTRA Gentile Gad Lerner, a me sembra che Lei sia troppo parziale. Non c’è argomento, infatti, da Lei trattato, che non sia “visto da sinistra” alla maniera dei primi anni del dopoguerra. Io quegli anni li ho vissuti a Trieste, la mia città, ed ho lottato contro il comunismo che con Togliatti in testa voleva “Trieste 7^ repubblica della Iugoslavia”. Ero reduce da un campo tedesco KZ dove insieme con ebrei ero costretto a portare sacchi di cemento per 12 ore al giorno, controllati dai mitra dei militari e qualche volta battuti dai bastoni dei Kapo, mal coperti, mal nutriti. (Un quadro che rappresenta l’interno della mia baracca, sede della Strafkolonne, è nel Museo della Resistenza a Roma, altri miei tanti disegni al Museo della Risiera di S.Sabba a Trieste, a parte parecchie formelle di bronzo nelle vie della mia città). Lei non era ancora nato, eppure ha un visione così precisa e certa del tempo attuale ed anche di quello da me vissuto, che a leggerLa, a vederLa per tv, a sentire i suoi toni di voce, rimango meravigliato. Un uomo che non ha dubbi, un uomo che porta in sé la verità. Direi fantastico, invidiabile. Io, ad esempio, che sono finito in Germania non per caso, non per una retata, ma per un chiaro, dichiarato rifiuto, nel giudicare gli altri, anche coloro che mi sono stati nemici, sento di dover sempre considerare anche le loro ragioni. Forse dipende dal fatto che io sono un liberale, nel senso di uomo libero alla Spinoza, e non mi sono mai lasciato ingabbiare da qualche ideologia?
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Beh mi scusi, tutto ciò perché ho letto nel suo titolo“Sinistra senza sinistra” esprimere la necessità di un’opposizione culturale della sinistra all’egemonia del centrodestra.. Egemonia mai esistita dal dopoguerra in qua, ed anche oggi. E ancora sull’argomento del giorno. Dato che nella nostra democrazia pare non si accettino i risultati di democratiche elezioni, ed allora gli “argomenti contro” li si deve anche creare, ecco che salta fuori di nuovo il razzismo collegato con l’autoritarismo e quindi il fascismo così da allarmare e spaventare la gente, in modo da non permettere all’attuale maggioranza di combinare qualcosa. E tutto ciò sapendo bene che dicendo e ridicendo la stessa menata, come con la pubblicità, la si fa credere vera. Non mi pare saggio. E, a proposito dei rom e delle impronte, nell’88 ho avuto una mostra a Roma e per strada ebbi occasione di vedere dei ragazzetti rom che tentavano di borseggiare una signora, in pieno centro, di pomeriggio. Li indicai a un vigile. E lui mi disse sorpreso: “Non serve a niente. Non sappiamo chi sono i genitori, come si chiamano, dove vivono. E siccome sono minorenni…” Questo vent’anni fa. E poi pensiamo alla Romania che ha un
densità abitativa di 91/kq, mentre noi l’abbiamo più del doppio, e le
miniere che noi non abbiamo, e il tanto petrolio che noi non abbiamo. E allora?
Qual è il gioco? Eppure dalla guerra in poi
per commenti> GT |
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18.10.08 UN COMMENTO A UN ARTICOLO DI GAD LERNER SUL RAZZISMO Le notizie, le impressioni, i giudizi si diffondono - come succedeva con “radiogavetta ”-, e più se ne parla più appaiono veri, diventano veri. Quanto al razzismo, mi sembra il caso di ricordare che lo stesso Mussolini aveva avuto un ministro ebreo e che appena nel 1938 qualcuno in Italia aveva cominciato a parlare di razzismo; l’anno della pubblicazione del Grande Dizionario Enciclopedico, ANNO XVI DELL’ERA FASCISTA ormai inquinata dal nazismo tedesco. E, come succede sempre e ovunque, vi aderirono pure alcuni italiani scalmanati, ma pochissimi. Ricordo quando nel ’41, come insegnante, avevo ricevuto gratuitamente una rivista che trattava il problema, e nella quale avevo letto tra la corrispondenza dei lettori: “…è vergognoso che si debba fare il bagno all’Ausonia (a Trieste) a fianco degli ebrei, nella stessa acqua.”. Ma, purtroppo, le persone così non sono mai mancate né mancano oggi da ogni parte delle barricate. Comunque, poco dopo, |
assunto all’IstitutoNazionaleFascista della PrevidenzaSociale, con tanto di
certificato “di razza
ariana”, (ero molto giovane ed essendo universitario godevo della proroga del servizio militare) mi ritrovai a lavorare con tre colleghi ebrei, dei quali, nel 1942, uno assunse il cognome della moglie, gli altri due perdettero il posto ricevendo però la giusta liquidazione. Quello diplomato all’Istituto navale, dunque capitano marittimo, ebbe un posto su un cargo, l’altro, in un magazzino vicino casa mia, iniziò e continuò per tutta la guerra il commercio delle uova. A guerra finita, quello rimasto riprese il nome originale, e gli altri due furono riassunti con pagamento degli arretrati e conteggio del tempo utile alla carriera. La stragrande maggioranza degli Italiani non è mai stata razzista, sebbene abbia sopportato, nell’afascismo quasi totale, certe applicazioni della infame legge del 1938. Infatti fu appena negli anni ’80, con il ministro degli esteri del governo socialista, che si riprese a parlarne, all’inizio dell’immigrazione degli Albanesi, in quanto gli immigrati albanesi toglievano agli italiani disoccupati le probabilità di ottenere un lavoro, e non certo per pregiudizi razziali. Era un momento penoso se si ricorda che, per chiudere la bocca ai tantissimi disoccupati italiani, la tv usava trasmettere la scena lacrimosa di “un negro in croce”
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mentre fuori campo una voce ripeteva “Non siate razzisti. Avete il dovere, voi italiani che state bene, che siete ricchi, di accogliere questi poveri, affamati albanesi”. E ciò, il colmo dell'immoralità e della menzogna, avveniva più che per aiutare gli Albanesi, per favorire i padroni, chiamiamoli così, italiani, ponendo a loro disposizione lavoratori in nero a bassissimo costo, disposti a tutto; e alimentando direttamente e indirettamente ndrangheta, camorra e mafia Un’ipocrisia politica che considerava, come continua a considerare, esclusivamente l’interesse della propria personale poltrona nella propria, sorda, cieca e muta gabbia ideologica . Nei primi anni ‘50 ho lavorato nell’amministrazione per quasi tre anni a Palermo, Catania, Cosenza. E ciò, per di più, avveniva senza raccontare alla massa disinformata che mentre l’Italia con pochi pascoli e boschi, e senza ferro e senza petrolio, aveva un indice abitativo di 185/kmq, l’Albania, con pascoli, boschi, ferro e petrolio, ne aveva uno pari a 110/kmq, ma che erano ridotti così da cinquant’anni di “splendido” socialismo marxista e maoista. Siamo un po’ seri e la lingua teniamola tra i denti che oggi, veri o falsi, non mancano a nessuno. per commenti> GT |
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22.10.08 Ho scritto su BLOGSFERE IN MERITO AGLI IMMIGRATI Apartheid? Colonizzazione al contrario? Colonizzazione culturale? Secondo lo scrivente è ciò che vuole l’attuale maggioranza, di destra, xenofoba, razzista, e bontà sua non ci ha messo schiavista; però, con un senso di profonda umanità e di orrore, ha aggiunto: vuole che rinuncino alla loro tradizione? Rimaniamo con i piedi a terra! Una famiglia in qualche parte del mondo, dove è nata e si è formata, essendo maltrattata e lasciata morire di fame, disperatamente sceglie di rivolgersi a te e a fatica giunge sotto casa tua e ti chiede asilo, aiuto, sapendo che tu stai bene perché sei organizzato meglio, con le tue abitudini, il tuo modo di vivere, di parlare, di pregare, di fare all’amore, di educare i figli, insomma nella la tua cultura, che te la sei fatta con amore, guerre, sacrifici, lavoro, studio. Cosa fai? Li accogli. Sono sfortunati, sono deboli. Nel posto dove vivevano, pur essendo molto più ricco del posto ove tu vivi, non hanno un’organizzazione, un modo di vivere, una cultura che gli possa offrire quello che tu sì gli puoi offrire, e pertanto vengono a chiederlo a te. E tu, il minimo che puoi pretendere è che accettino il tuo modo di vivere, che evidentemente funziona meglio del loro; che imparino bene la tua lingua, dato che sono loro a chiederti qualcosa, a voler comunicare con te; che si adattino alle tue leggi, dato che sono venuti da te perché da loro le loro leggi non sono buone, funzionano male. E tutto ciò pur continuando liberamente a credere nel loro dio, a recitare le loro preghiere, ma senza pretendere, loro, che tu cominci a cambiare le tue, e sii obbligato ad ascoltare le loro. Sono loro a doversi adattare al tuo sistema di vita. |
nvece,
piano piano, andando avanti così, anche noi per pregare avremo bisogno di
raccoglierci tutti insieme, e\ ci prenderemo più mogli, e faremo certe
operazioni al sesso delle femmine, e le obbligheremo a vivere in sacchi con
quattro forellini davanti agli occhi, e non gli permetteremo di guidare la
macchina, di nuotare, di dedicarsi all’atletica, di farsi visitare da un
medico, di…di…
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22.10.08 Ho scritto su BLOGSFERE IN MERITO ALLE DIMOSTRAZIONI DEGLI STUDENTI (E DI ALTRI) Premetto - è logicamente un mio giudizio, non solo un’impressione - che certe manifestazioni, e non autorizzate, dimostrano, pari pari a quelle per le partite di calcio, unicamente una volontà- desiderio-bisogno di violenza. Data la loro estraneità a qualsiasi possibile ragionamento. E data la facoltà, in questo nostro paese liberissimo, di trattare civilmente nelle sedi adatte qualsiasi argomento. Ci sono i giornali, le tv, le radio, le sedi dei partiti, delle associazioni, e tutto lautamente sovvenzionato, e che nell'antica Grecia (per ricordare una inopportuna uscita di Fassino) non esistevano ancora. E il parlamento, a che serve? Lo abbiamo eletto e come non ci fosse facciamo la nostra rivoluzione? Ma allora perché tanto tempo e danaro sprecato per eleggerlo? Perché la democrazia se poi non si accetta le deliberazioni di chi democraticamente è stato eletto per deliberare? Codesti signori delle adunate in piazza, e chi ce li manda, sarebbe da farli lavorare nei campi e nelle cave, in modo da sfogare i loro eccessi di energia per i primi e di sconsideratezza per i secondi, rendendosi utili.
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23.10.08 L'OPPOSIZIONE E' VIOLENTA ED ACCUSA DI VIOLENZA, AUTORITARISMO RAZZISMO E FASCISMO IL GOVERNO
E non c' è niente di più falso, creato da chi ha perdute le elezione e farebbe, come sta facendo, carte false appunto, indifferenti le conseguenze, PUR DI ABBATTERE IL NEMICO. Infatti: peggiori le conseguenze, più alti i loro meriti. La solita meschina, direi schifosa lotta per il PERSONALE POTERE. Ho navigato un po' in Internet, incluso il blog di Beppe Grillo, dando pure un'occhiata ai filmati e ai tantissimi commenti, la parte cioè che da un po' il polso della situazione. Il mio interesse era semplicemente di farmene un'idea. E l'idea me la sono fatta. Milioni di parole dette, scritte, e ripetute, che creano soltanto immensa confusione, e un po' di tristezza per certe falsità pacchiane, e un po' di malessere per certo uso della lingua italiana e per certe volgarità cui piacciono abbandonarsi molti anonimi. Direi un caos che riesce ad incartare, o diciamo impolverare, chi ci scorre sopra superficialmente, senza la voglia o il tempo di soffermarvisi e riflettere e, guai a lui, commentare a sua volta i commenti e le volgarità. Un deserto, non di sabbia ma di granelli di niente, di luoghi comuni a una certa ideologia che pure avendo per un secolo imbrigliato e dominato alcuni popoli, li ha lasciati alla sua fine PIU' POVERI DI PRIMA Frasi come "la violenza della polizia"che soltanto si oppone all'occupazione violenta di un edificio; "il nostro diritto in base all'articolo 21 della costituzione" in una dimostrazione non permessa e piuttosto violenta, che intralcia, sospende il traffico cittadino, che pretende d'invadere una stazione ferroviaria per bloccare i treni... per commenti> GT |
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28.10.08 APPROVI LA LEGGE GELMINI? SEI FASCISTA Questi signori dell'opposizione, che sono rimasti comunisti nell'animo, per la rabbia di non essere al governo usano la loro arma preferita: dare del fascista a chi non la pensa come loro. Ed esagerando, finiscono col cadere addirittura nel ridicolo. Oggi, tutti coloro che approvano la nuova sistemazione della scuola elementare sono accusati di fascismo, anch'io che, quando quei signori non erano nemmeno nati, venivo rinchiuso in un campo KZ tedesco. Da uomo libero, fuori da ogni ideologia, vorrei perciò fare una precisazione in merito agli argomenti oggi sulla bocca di tutti, sia per la nostra questione particolare, italiana, sia per la situazione economica mondiale piuttosto difficile. Delle ideologie delle quali tanto è stato scritto e parlato negli ultimi due secoli: il liberismo, il comunismo e infine, dall'inizio del secolo passato, il fascismo, mi pare che il terzo(cronologicamente)sia stato il migliore. Io che sono un liberale per nascita, |
oltre che per scelta, sia pure in qualche momento sofferta, continuo a non poter concepire che esistano soltanto due mondi: quello della libertà sfrenata, dell'egoismo, dell'eliminazione del più debole in una specie di crudele selezione naturale; e quello del totalitarismo, della soppressione di ogni libertà nella strana concezione di una giusta uguaglianza. Ecco, di conseguenza, quanto
a scuola mi piaceva del fascismo: quel
voler creare una via di mezzo che smussasse gli spigoli taglienti di quei due
estremismi. Sarebbe andata bene perciò
Il liberismo sappiamo cos'era e cosa intende ad essere di nuovo (anche se qualcosa di diverso da quello delle miniere e dei latifondi). Il comunismo, che da un lato ha svegliato le masse contro i loro veri, effettivi padroni, ma le ha imbrigliate |
in una prigione subdola di uguaglianza inumana, grigia, senza i più elementari diritti sia di giudizio che di parola, di residenza, di lavoro, di proprietà, di successione, di religione. Il fascismo, che di tutti questi diritti ha tolti solo (solo si fa per dire) quelli di giudizio e di parola e di decisione nelle grandi questioni.. Il fascismo, su terra povera, appena riunita sotto un'unica bandiera, e con nemici interni che ha ritenuto di non dover eliminare, ha perduto la guerra che non doveva fare. Il comunismo, su terra ricchissima, dopo una rivoluzione vinta e l'eliminazione feroce dei nemici interni, ha vinto pure la guerra che aveva iniziato d'accordo col nazismo, e ciononostante è imploso, si è disciolto. Una tragedia. Una massa enorme di cadaveri nel secolo passato. Davvero si dovrebbe aver capito che in campo economico ci vuole davvero la via di mezzo. Basterebbe semplicemente il buon senso del padre di famiglia.Ma gli istinti umani non sono cambiati affatto. Il passaggio di esperienza tra generazioni è talmente minimo da essere purtroppo inesistente. per commenti> GT |