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1.09.08 LE INTERCETTAZIONI La storia delle intercettazioni telefoniche mi sembra continui a tener banco, come si dice; ed io ho finito col chiedermi se il suonato sono io o tutti coloro che continuano a discuterne dandone varie interpretazioni salomoniche, quasi che, le intercettazioni, non rappresentino già di per sé, semplicemente, senza la necessità di alcuna precisazione, un colossale illecito, una ferita nel corpo della legalità, del diritto sul quale si basa la nostra vita sociale. Forse il nostro Codice Penale non vale più? Forse sono stati cassati gli artt: 616. 617. 619. 620. della Sezione V.? (Copio dal codice:) "art.616. Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza. - Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o dal farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato |
da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con una multa.... Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza s'intende quella epistolare, telegrafica o telefonica (618,619; Cost. 15). " Certo, si dice che le centinaia di migliaia o addirittura milioni di intercettazioni effettuate nel nostro Paese fossero, e continuino ad essere, tutte autorizzate nell'interesse di indagini importantissime. Io personalmente non lo credo e comunque trovo inammissibile che vengano rese pubbliche fino a che il processo non sia compiuto, specie quando il loro contenuto non ha niente a che fare con il motivo dell'intercettazione e coinvolge la privatezza(privacy) di persone terze. In effetti tutto ciò dimostra che l'ipocrisia è sempre la dominatrice, perché l'informazione (i mass media) nei casi in cui suppone siano coinvolti personaggi noti, specie se politici, non dimostra ritegno alcuno e nemmeno, a me sembra, senso di responsabilità; mentre è pronta a proteggere, velare, in rispetto alla privatezza, la prostituta che dichiara di avere l'aids e di continuare col suo |
mestiere, e il piccolo delinquente di strada, ancora minorenne, che ha ucciso una vecchietta per scipparla, e il mafioso che ha avvelenato con la droga mezza contrada. Tutto da voltastomaco.1 Sempre il solito interesse per la notizia nuova ed esclusiva (scoop), e senza pensare a quanto questi giochetti costano a tutti noi, sia in danaro sia in moralità. Ci sono addirittura gli onorevoli che non vogliono siano evitate o comunque limitate le intercettazioni e la loro pubblicazione; indifferente quanto costano: le immense spese non devono costituire un ostacolo alla conoscenza della verità, alla difesa della democrazia; e sono pronti ad accusare chi vorrebbe metterci un freno, accusarli di imbavagliare l'informazione, di voler ritornare ai metodi fascisti. Questa del fascismo, poi, è una lagna che hanno ritirato fuori dopo aver perdute le elezioni. E' incredibile come l'odio ideologico appanni il buon senso e tanto rallenti le facoltà intellettive.
per commenti> GT |
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10.09.08 BALLARO' E COMPAGNIA BELLA Costano parecchio e non insegnano nulla. Ripetono semplicemente una verità che tutti ormai conoscono molto bene, almeno questa: ognuno è talmente convinto di avere ragione da non voler nemmeno ascoltare le ragioni dell'altro. E' uno spettacolo che in definitiva rattrista, un parlare tra sordi che nemmeno si guardano in faccia per cercare di capirsi dalle espressioni. Direi sordi e ciechi, e purtroppo non muti. Avevo scritto della criminalità, e tutti ne
scrivono. Avevo scritto che addirittura un signore di Rifondazione Comunista
aveva affermato che le sparatorie della polizia cinese sulla folla sono come la mattanza
della polizia italiana contro i
noglobal a Genova. Addirittura a Prima pagina un giornalista del Manifesto
aveva riferito (14. XII.2006) che
negli USA un Governatore, non avendo graziato quel tale condannato a morte per
aver ammazzato quattro persone: lo ha assassinato . Avevo scritto anni or sono che l’immigrazione costituiva in Europa il cavallo di Troia per il mondo orientale musulmano. L'uomo, infatti, non cerca più la terra migliore, ora cerca il popolo migliore, quello che con sacrifici e intelligenza ha saputo meglio organizzarsi, creandosi intorno un ambiente e una situazione di benessere sia pure su terra povera; e ciò che non ha trovato in mezzo al suo popolo, sulla sua terra sia pure ricca, ciò che non ha saputo creare, costruire a casa propria, pretende di trovarlo |
bello e pronto sulla terra degli altri, a casa degli altri,
infiltrandosi e nascondendosi fra di loro. Una subdola, piangente penetrazione
nelle case altrui, e con la riserva paziente di carpirne la ricchezza e quindi
modificarne la cultura. Aspirazione di chi immigra nelle nostre terre, che ormai
è ben palese. In Occidente vi sono molti milioni di orientali che vi
hanno trovato ciò che a casa loro non riuscivano a trovare. Sebbene i loro
ideali, la loro natura, le loro religioni, approfittando del nostro senso di
ospitalità e del rispetto che nutriamo verso la libertà altrui, comincino a
volersi imporre sconvolgendo la nostra vita.
Avevo già scritto in merito al G8
di Genova, ricordando in tale occasione che i pacifisti con la falce e il
martello non ignoravano che Gramsci e Marx e Trotzkij giustificavano la violenza
perché sapevano bene quanto poco serva discutere, protestare, predicare. Avevo scritto pure del terrorismo e della viltà dei terroristi, verso i quali non bisogna avere nessuna tolleranza, che è poi solo debolezza. E di Sofri che è stato ritenuto colpevole e perciò condannato in tutti i gradi di giudizio, il quale non sapeva, non sa, non vuole avere l’umiltà di chiedere la grazia. Eppure è benvoluto da tanti uomini politici che discutono e si battono in suo favore non avendo null’altro da fare, benché nelle carceri giacciano per anni ed anni, crudelmente ignorati, probabili innocenti in attesa di un primo giudizio. Infatti nel mondo della giustizia esiste un arretrato, lo dicono e lo scrivono i bene informati, di 9 milioni di pratiche. E qui bisogna pure accennare |
allo sciopero fatto dai
magistrati contro il Parlamento, cioè contro il Potere legislativo, nel momento
in cui stava per promulgare leggi che non gli piacevano. Situazione talmente
assurda da far meravigliare anche quella povera gente africana con le mosche
intorno alla bocca che ci fanno vedere di tanto in tanto alla tv.
Avevo già scritto della situazione economica, della necessità di tirare la
cinghia anziché lasciarsi guidare in scioperi di evidenti motivazioni
politiche, i quali, a farla breve data la sua evidente negatività, equivalgono
all’azione di quel tale che si castrò per
fare dispetto alla moglie.
Avevo già scritto di autostrade, ferrovie e specialmente di vie
marittime lungo le coste orientale e occidentale, per il trasporto di tir e
automobili e merci con attracco nei vari porti da Trieste a Brindisi e da Genova
a Palermo; della necessità,
che risulterebbe molto economica, di impiegare un esercito di geologi per
difendere il territorio, anziché un esercito di politici e portaborse che
soltanto chiacchierano e costano tantissimo; di creare nuove fonti energetiche
per non dipendere quasi totalmente dall’estero; di tenere a bada coloro che
criticano e si lamentano di tutto senza però concedere nulla di proprio, vedi
inceneritori, depuratori, discariche, passaggio di linee elettriche, impianto di
antenne, presenza di cantieri, trafori, ponti, tutto ciò insomma che è
indispensabile alla nostra vita che vogliamo civile, moderna e comoda. Avevo scritto tante cose. Ma tantissimi scrivono e pochissimi leggono. per commenti> GT |
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19.09.08 ALITALIA
Io, come qualsiasi comune cittadino, cioè come la maggioranza dei cittadini, per poter formulare un giudizio su quanto sta succedendo all'Alitalia, dovrei poter disporre di qualche dato certo, in merito a stipendi e spese varie e ai tantissimi complicati elementi che costituiscono qualsiasi impresa. Leggere i giornali? Pubblicano belle descrizioni di opinioni non libere dal famoso visto da destra e visto da sinistra, e raramente, come in questo caso, forniscono quegli elementi certi, precisi che sono necessari per poter tirare le somme e pronunciare un giudizio. Cercare in internet? Certamente lo si fa, ma quasi sempre si rimane sconcertati, disorientati perché le notizie sono tante, sono troppe, ed è impossibile leggerle tutte per ragionarci sopra e scegliere, perché comunque sia sempre e solo di scelta si tratta. Non è matematica. Ora, un povero diavolo, si fa per dire, che da molti anni sente alla tv la notizia, che si ripete ogni tre - quattro mesi, di scioperi del personale addetto al trasporto aereo, sempre e soltanto per rinnovo contrattuale, e, nonostante il decantato diritto all'informazione, senza poter conoscere a quanto ammontano gli stipendi di codesti scioperanti e gli aumenti che pretendono, come deve comportarsi? Deve adattarsi a perdere il bagaglio, attendere per ore, rimandare il viaggio, spendere di più che con altre |
compagnie aeree? Che cosa deve fare? Avrà pure il diritto di sapere il motivo per il quale è assoggettato a simile travaglio? Perché i piloti, per lavorare 8/900 ore all'anno non si accontentano di mediamente 160.000 euro oltre ad altri assegni particolari? pur sapendo che alcuni dipendenti, della categoria più bassa nella medesima azienda, ma anche loro necessari, ricevono un salario netto di soli 600 euro mensili? Sono bravissimi, i migliori al mondo, e svolgono un lavoro altamente qualificato e di grandissima responsabilità, ma non devono esagerare, approfittare. Un'impresa deve essere sempre in attivo, altrimenti deve chiudere. Perciò il totale delle retribuzioni di chi ci lavora e quindi anche dell'impresario, che ci mette il capitale e l'organizzazione, non può superare il totale netto delle entrate per vendita di biglietti, in questo caso, o di navi, mobili, sanitari, vestiario a seconda dell'oggetto dell'impresa. E' un principio elementare. Qualsiasi intervento dello stato sarebbe, diciamo é, dato che in realtà succede, un regalo che gli stessi cittadini clienti fanno all'impresa perché è a loro stessi che lo stato prende i relativi soldi. Dunque, a pensare che con le tasse versate da un professore, che riceve 1.300 euro netti al mese, o da un operaio, si paghi ad un pilota quello che non riesce a rendere, è assurdo; non intendo il suo rendimento |
personale, che può essere anche altissimo, intendo, com'è logico, quello complessivo dell'azienda. E se si tratta di cattiva amministrazione, ancora peggio. Ed è scandaloso che presidenti, direttori che pur lasciando l'azienda in rosso, in stato quasi fallimentare, ricevano liquidazioni milionarie e pensioni centinaia di volte superiori a quelle dei normali lavoratori. E peggio se si pensa che occupano certi posti per volontà, e sicuramente interesse, dei politici di turno. La norma principale, che dovrebbe valere per tutte le imprese, è il dovere di sostenersi con ciò che producono e non tenere conto, come succede da un secolo a questa parte, della manna dal cielo, cioè dallo stato, perché lo stato siamo noi cittadini, e la massa di noi spesso tira avanti con non pochi sacrifici e vorrebbe vedere meglio investiti i propri quattrini. Nel caso in questione, purtroppo, sono tante le verità che i cittadini non conoscono. Una verità che si sa vera, almeno dal mio punto di vista, è che i nostri politici, sindacalisti inclusi, sono troppi e troppo pagati; che vogliono essere divisi in tanti partiti per guadagnare di più e continuare nel gioco dell'irresponsabilità; e che proseguono imperturbabili nelle loro manovre, non nell'interesse di chi rappresentano, ma del loro personale potere, e senza tanti scrupoli. C'è prima di tutto l'interesse per la poltron .per commenti> GT |
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24.09.08 COMUNICAZIONI E TRASPORTI vedi sopra 10.09.08
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E A PROPOSITO
Ho sentito proporre un servizio di bus-navetta per riaccompagnare a casa i ragazzi dalle discoteche, poiché, poveretti, senza alcool e droga non possono proprio divertirsi. E non sarebbe giusto, non sarebbe umano obbligarli a privarsi anche di questi piccoli svaghi. La loro vita è amara, difficile e senza prospettive come non era mai successo nella storia dell'uomo. Lo pensano e lo dicono, pronti a giudicare chiunque ma pretendendo di non essere giudicati. La droga per non sentirsi timidi, per rendere di più ad un esame, in una gara, in un qualsiasi avvenimento un po' impegnativo. E l'alcol e le misture esplosive. E la nostra società, i nostri politici e uomini di legge, pronti a discuterne molto, a creare altre leggi, circondati dalla folla stranamente comprensiva e plaudente al passaggio delle bare delle vittime. Sì, perché, purtroppo giornalmente, le vittime per incidenti stradali, omicidi, stupri, scippi, rapine eccetera sono sempre più numerose. Secondo me a mali gravissimi, con chiara tendenza a peggiorare, ci vogliono cure drastiche, cominciando col rimettere in gola ai radicali, e a molti personaggi della sinistra, certe loro idee da liberi sognatori, che, tra parentesi ma rimane inspiegabile nell'ordine dei loro ragionamenti, nei paesi comunisti sono state sempre punite anche con la pena di morte. Bisogna ammettere e dichiarare che il crimine cheuno commette da drogato o ubriaco, lui lo hacommesso nel momento in cui, in piena |
DI |
TRAFFICO STRADALE
facoltà d'intendere e di volere, ha cominciato a drogarsi o a bere. Perciò il "delitto colposo" in detti casi è un assurdo, una vigliaccata nei confronti della vittima. Avevo scritto e lo riscrivo, andando avanti così, con tanta comprensione per chi delinque, si arriverà - non la mia generazione certamente ma quella del mio pronipote - a dover bruciare le ferite per curarle. Come è sempre successo nel rincorrersi dei tempi. Come è stato anche con il sistema adottato nella Cina comunista, dove il popolo dell'oppio ha ben che smesso di fumare. Ritorniamo un po' alla severità e alle giuste punizioni. Ritorniamo almeno un pochissimo all'educazione spartana, al rispetto di se stessi nel rispetto degli altri, al senso del pudore e della privatezza. Non rimaniamo (come in troppi programmi TV) a sbracarci, a raccontarci senza orgoglio e senza pietà per noi stessi. Non scambiamo la debolezza per forza. Avevo scritto e lo riscrivo: la prigione, per la stragrande maggioranza di detenuti, è l'università della delinquenza, e costa di più molto di più delle altre università. I condannati devono lavorare e sacrificarsi almeno quanto fanno i liberi minatori, e rendere e mantenersi; non devono costare alla comunità nemmeno un centesimo. (Qui il condizionale non ci va proprio). per commenti> GT |