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  3.03.08

 

 DI NUOVO CAMPAGNA ELETTORALE

   Ad osservare il comportamento dei politici mi ricordo la fiaba dei cani, quando tutti raccolti e festosi iniziarono   la loro esistenza con un grande primo pasto; però accorgendosi che mancava il pepe, mandarono uno a cercarlo. E il tempo passava e quel tale non ritornava;  perciò, preoccupati, mandarono  un altro  a vedere cosa gli fosse successo; poi un altro ancora ed ancora. 

     Avviene così che oggi, quando due cani s'incontrano si annusano il sedere ed ancora si chiedono: sei tu quello del pepe?

     Infatti essi si annusano per amoreggiare e  prepararsi le cucce, comode poltrone con tanti privilegi, mentre alla plebe non resta che bearsi di tutte le libertà.  

     I giornali, l’informazione, la libertà di stampa, la libertà del falso in bilancio, la libertà di aumentare immensamente il valore di un’ azienda facendo rimettere ai suoi piccoli azionisti i propri risparmi, la libertà di non avere doveri ma solo diritti, la libertà ai programmi televisivi più scandalosamente diseducativi, la libertà di divulgare schifezze in internet, la libertà a ubriacarsi, a drogarsi, a cambiare sesso, a ridicolizzare il senso del pudore anche di fronte ai bambini, la libertà a unirsi in matrimonio tra uomini o tra donne e in seguito adottare figli, la libertà dalla giusta sacrosanta punizione per i propri crimini, e perciò la libertà a incendiare boschi, stuprare, uccidere, la libertà di essere talmente ricchissimi da vivere nella paura continua di perdere qualcosa, la libertà di essere talmente poverissimi da morire di fame. La libertà.  

 

     3.03.08

 

              ROBA DA VOLTASTOMACO

 

Vi è una cittadina, indifferente il nome, indifferente il luogo, che nel suo centro abitato ha un grande stabile fatiscente, con pozzi profondi e cunicoli pericolosissimi...Com'è possibile che sia lasciato là, a morire piano piano, e a costituire una rete sempre più perfida di pericoli, insidie, trabocchetti? e senza avvisi di pericolo, blocco degli accessi, adeguata illuminazione e periodica vigilanza?

Ho sentito di due ragazzetti che sono finiti in quella trappola per sfuggire al padre cattivo che per un momento li aveva lasciati soli in macchina, e nascondersi; poi invece che stavano giocando, alle 20 e 30, nel buio; e tante ipotesi strampalate e contraddittorie, ripetute su tutti i canali a tutte le ore, perché fanno audience, con i soliti fiori e battimani.

Non ho sentito, però, nessuno che mettesse in evidenza, e lo ripetesse, la grave mancanza delle Autorità locali per non aver provveduto a chiudere l'accesso a quel luogo o perlomeno a mettere una grata di ferro sulla bocca dei pozzi. Purtroppo nessuno ne ha fatto neanche un minimo accenno.

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4.03.08

     ANCORA SULLA TRAGEDIA DI GRAVINA

Per fare audience tutto va bene, anche mandare in onda interviste a ragazzetti che danno risposte assurde, che una persona adulta, l'intervistatore in questo caso, dovrebbe immediatamente chiarire ed anche con severità, se la trasmissione è in diretta. Le lezioni di vita fanno bene, quelle di protagonismo fanno sempre male. E gran parte degli spettatori, generalmente poco attenti, ascoltano tutto come fosse la verità.

Ieri sera un piccolo ragazzetto ha raccontato con molta disinvoltura come se parlasse di un gioco: "E' caduto in fondo, allora gli ho chiesto se dovevo avvisare sua madre (!!) e con i riflessi del telefonino (!!) mi rispose di no. Allora ho pensato di andare ad aiutarlo ed ho cominciato a scendere appoggiandomi con le mani e i piedi alle 

pareti del pozzo,  puntandole  contro. Sa come.." E, da esperto  rocciatore, allargando le braccia indicò come si fa  (!!). "Però così facevo cadere delle pietre che potevano ferirlo, e allora sono risalito(!!). Ho chiamato i vigili del fuoco che non mi hanno creduto e non sono venuti." 

Una pena, specie per chi ha trasmesso il servizio, offrendo semplicemente l'occasione di apparire ad un piccolo aspirante bullo, e dandogli la convinzione di essere creduto. Davvero negativo per la sua educazione.

Hanno precisato che la larghezza del pozzo è di cm90/100 e la profondità di 25 metri (cioè una casa di sei piani). Un ragazzetto vi precipita dentro, immaginate il volo, toglie dalla saccoccia il cellulare e segnala con "i riflessi" del medesimo la risposta negativa alla domanda che l'amico gli grida dall'alto. E questi decide di scendere sul fondo per aiutarlo, dimostrando un coraggio e una capacità atletica 

eccezionali e, datele sue dimensioni, soltanto immaginate e vantate. Non si può, non si deve dare credito e spettacolizzare certi eventi.

Quel ragazzetto che istintivamente sarebbe dovuto uscire sulla strada e gridare "aiuto", ha voluto godersi la sua parte di primo attore. Ed è un male avergli permesso di farlo, dandogli l'impressione di credergli. Bisognava invece dirgli: Figliolo, non puoi raccontare cose del genere. Non riesci a capire che se anche fossi potuto scendere come ti sei immaginato, non avresti avuto la possibilità di risalire ed in più portandoti dietro, di peso, il tuo amico, e saresti rimasto là in fondo con lui?

E poi ci lamentiamo di certa gioventù, invece di lamentarci di come vengono educati anche da certi ben noti programmi televisivi.

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 7.03.08           

   L'ULTIMA, ANZI LE ULTIME...ALL'ITALIANA

Ho sentito affermare questa mattina, alla RAI sul terzo canale, che alle aste pubbliche,  per qualsiasi tipo di lavoro anche molto importante,  possono concorrere soltanto le imprese che non abbiano più del 20% di mano d'opera in nero. E per quanto riguarda i continui mortali incidenti sui posti di lavoro, cioè le così dette morti bianche, ho sentito affermare che il governo pensa di inasprire le pene per i responsabili. Tutto ciò, già grave, già incredibile, in un paese che annega nel suo oceano immenso di leggi e regolamenti che non applica, 

accompagnato dall'accenno immancabile alla questione israelo-palestinese.     Dunque immigrazione selvaggia, nessuna forma di tutela per chi ospita i nuovi arrivati, mano d'opera in nero. Ed ecco il prodotto: degrado generale, aumento delle spese a carico della collettività, sfruttamento di povera gente nel gioco della globalizzazione con immancabile guadagno per certi imprenditori, per i pochi, quelli che stanno costituendo il nuovo olimpo dei ricchi. E tutto nell'indifferenza e nel tanto parlare dei politici.

   Lo stesso per le morti bianche. Tanto parlare e, dopo aver abolito l'ENPI, tanto scrivere nuove leggi senza applicare quelle esistenti. Forse perché ai padroni delle nuove  "ferriere" non è gradito rinunciare neanche ad una piccola parte del 

proprio guadagno, e evitano le visite degli ispettori.

    Ricordiamo perciò ai nostri illuminati governanti i quali hanno avuto l'illuminata idea, parecchi anni fa, di mandare al confino (dal sud al nord dello stivale) alcuni condannati per mafia e cose simili, con il proposito di punirli isolandoli dalla loro gente, che l'effetto è stato invece di una grande semina. Negli ultimi vent'anni, infatti, la mafia, o perlomeno lo spirito mafioso, si è sparso un po' dappertutto.

    Quanto alla questione israelo-palestinese perché nessuno parla mai della Giordania?  

 

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  9.03.08

ANCORA SU PALESTINA E ISRAELE                    (da pag.169 del mio libro UNA CORSA NEL TEMPO -RIFLESSIONI SULLA STORIA DEL CONFINE ORIENTALE)

...Ma riprendiamo con la Palestina. Perché non ricordare almeno il limes romano che, come a nord era attaccato dai popoli  germanici e slavi, a sud-est era attaccato dalle tribù arabe, le quali conquistarono la Siria nel 7° secolo, là dove passarono Amoriti, Ittiti, Armeni, Assiri, Babilonesi, Persiani, Seleucidi, fino a che divenne provincia romana e ci furono i cristiani; là dove in seguito dominarono per quattro secoli i Turchi ottomani, là dove ci mise le mani la democratica Francia dopo la prima guerra mondiale facendo i propri interessi fino al 1941. Come fece nel Libano, che si conquistò l’ indipendenza appena nel 1944, a proposito di “libertà, uguaglianza e fraternità” francesi.

Quindi, rimanendo in Palestina, che comunque della Siria include solo una piccola parte del suo meridione, ed esaminando vari testi e varie edizioni della Bibbia, ne usciamo, almeno per quanto mi riguarda, con una certa confusione. A me sembra che fare riferimento ai tantissimi popoli che vi si mossero, alle tantissime lingue che vi erano parlate, alle varie divinità che vi erano venerate, anticamente anche con sacrifici umani, non serva proprio per chiarire l’attuale situazione. Per secoli ci sono stati i Romani, e per secoli gli Arabi, e per secoli i Turchi ottomani, tutta gente che comandava senza troppi riguardi. Quasi duemila anni di storia, durante i quali i vari gruppi etnici, linguistici e religiosi pare non avessero nulla da dire. E c’erano pure gli Ebrei.

Quando, però, arrivano gli Occidentali con i loro princìpi di libertà e democrazia, e vincono e abbattono l’Impero ottomano, in quella regione, di scarsa densità abitativa e in gran parte desertica e paludosa, risorgono le antiche rivalità, le antiche voglie di potere. La gente, le tribù, gli uomini si sentono liberi, non si trovano più sotto l’oppressione di una inesorabile dittatura, e ognuno pretende di essere padrone di qualcosa e di poterne disporre. Ma i democratici occidentali, pur adottano altri sistemi, finiscono col comandare egualmente. E, riga e  matita, tracciano confini, assumono protettorati, offrono

 il contentino a qualcuno, senza dimenticare i propri pesanti interessi, lasciando che gridino e baruffino tra di loro. 

Per chiarire, riporto dal discorso che l’ebreo Chajm Weizman pronunciò nel 1936 dinanzi alla Commissione Reale Inglese di inchiesta sulla Palestina. “…Debbo  ricordare alla Commissione che quando fu data la Dichiarazione Balfour e per i cinque anni successivi, allorché noi cominciammo praticamente a lavorare, la Transgiordania era una parte della Palestina. Per motivi che io non voglio esaminare partitamente e che non appartengono alla nostra questione, si ritenne opportuno staccarla dalla Palestina, della quale fa parte integrale per il clima, buono o cattivo, e per tutto. E’ un po’ doloroso che questo si ritorca contro di noi e ci si dica ora che la Palestina è un piccolo paese e che non vi vogliamo creare una sovrappopolazione…”

I Palestinesi della Giordania, infatti, hanno costituito un regno e, nonostante la loro bassa densità abitativa (75 ab/kq), hanno respinto i fratelli che giungevano dalla parte chiamata Israele, con alta densità abitativa (300 ab/kq), e non l’hanno fatto graziosamente, tanto che il massacro fratricida viene ricordato come “settembre nero”. E chi ne parla? E chi ricorda che le terre occupate dagli Ebrei sono state in buona parte acquistate? e che da deserto e palude gli Ebrei ne hanno fatto orti e giardini? Anche nel Discorso di Weizmann si legge: “La palude di Hule è stata per 1800 anni una zona malarica e deserta. Oggi è una terra coltivabile.”

Ne ho accennato perché i termini della questione che riguarda quella zona, che sta avendo conseguenze davvero preoccupanti in sede mondiale, sono in gran parte falsati, ignorati, dimenticati, e la gente si sente trasportata da un sentimento di simpatia o di antipatia, e finisce col ragionare con il cuore, se questo fosse possibile. Basta in merito riportare un paio di frasi di Oscar Ebner da La Vita Italiana , fascicolo 363 del giugno ‘43, per comprendere che il giudizio non viene proprio dal cervello: “… uno dei popoli più abbietti che la storia del mondo conosca… vive piuttosto di rapina che di agricoltura… comincia ad introdursi progressivamente nel pensiero dei popoli ariani per impossessarsene…”. Io davvero non capisco. Eppure sono stati e sono tanti gli ebrei studiosi, scienziati. Non lo capivo nemmeno nel periodo in cui la rivista

 

mi giungeva a domicilio, gratuitamente come insegnante elementare, sessantadue (ora 67) anni fa.

Pare che a tutto si faccia l’abitudine, anche al terrorismo attuale, un genere di guerra vigliacca, che il signor Harafat iniziò or sono tanti anni, così da venire considerato un criminale e da vedersi perfino respinto il permesso di entrare in Italia. Poi tutto fu dimenticato e cominciò a venirci, ad abbracciarsi e baciarsi con i nostri rappresentanti politici, e via così sino ad ottenere il premio Nobel per la pace. Ma il terrorismo non cessò. Misteri della politica. E qualcuno insiste nel dire che la violenza non paga. Credo, come controprova, sia sufficiente volgere per un solo attimo l’attenzione agli Istriani che hanno subìto la storia in silenzio, con una gran forza d’animo, e che dopo più di mezzo secolo continuano a ricevere, metaforicamente, calci in faccia; a sentire le loro città chiamate con altri nomi dai loro stessi connazionali; ad attendere ancora un qualche riconoscimento, un qualche indennizzo per tutti i loro beni perduti.

Là, in Palestina, è nato questo nuovo tipo di guerra, la peggiore, la più subdola: il terrorismo. Fenomeno che al tempo dei Turchi sarebbe stato immediatamente, spietatamente eliminato, tanto che gli Arabi, o chiamiamoli palestinesi, nonostante la loro scaltrezza, nemmeno pensarono di poter attuare. E se si esaminano i fatti con un poco di buon senso, rimanendo nella loro realtà, senza fantasiose interpretazioni da psicologi o da buonisti utopici, o da persone che si credono per bene affermando con sussiego che nessuno ha il diritto di giudicare, si deve concludere che si tratta di fanatismo religioso, tale da giungere sino alla presunzione dell’unicità e verità delle proprie ragioni, della propria fede; o al contrario, fuori dal sentimento religioso, si deve ammettere che si tratta di semplice senso d’inferiorità, quello stato d’animo che l’uomo sente dentro come una dolorosa ferita, che lo rende feroce e ingigantisce il suo egoismo, sia che esprima il proprio giudizio oppure no. Tanto un giudizio se l’è fatto di certo, non è possibile diversamente se non dietro la maschera dell’ipocrisia. E’ una questione genetica.

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      13.03.08

A proposito di "TITO E LA STRAGE DI VERGAROLLA" (su Il Piccolo di ieri), cioè di ricerche storiche, nel 2004 avevo scritto in UNA CORSA NEL TEMPO-RIFLESSIONI SULLA STORIA DEL CONFINE ORIENTALE,  a pag, 135:  

                         

....  "Un giorno, alla presentazione di un libro di storia a un Circolo cittadino ( il locale Circolo della Stampa), gli oratori parlarono come se l’Istria e la Dalmazia non fossero mai state italiane, anzi, non fossero mai esistite. Eppure codesti signori trattavano del ventennio fascista e della seconda guerra mondiale. Perciò non potei non intervenire. E loro si scusarono ammettendo che era vero ma che ormai…Un segnale questo, allarmante, di debolezza, di predisposizione alla resa, a non battersi per la propria verità, che è, in definitiva, la propria vita, che è il presente, che è il futuro, ma che è anche il passato. E a dimenticarla con solerzia per non averne obblighi di alcun genere e quindi sofferenze. Semplice ma grave mancanza di spirito nazionale, non nazionalistico, preciso per i maligni: mancanza di spirito di corpo, quello che, ho ricordato più sopra, qualcuno comunque definisce negativamente ebbrezza del comunitario. E lo preciso anche per coloro che sono stati allevati dagli intellettuali marxisti con il chiodo fisso dell’internazionale, cioè nell’ ebbrezza del sociale, nella vergogna inqualificabile di pronunciare la parola patria, la parola nazione, e finendo così col non amare le proprie origini, col rinnegare e distruggere il proprio nido. Mi riferisco ai comunisti italiani, perché quelli delle altre nazioni sono rimasti nazionalisti persistendo a difendere i propri confini, la propria lingua, la propria cultura, le proprie radici. 

Potrei narrare molti episodi in merito, potrei riprodurre qualcuna delle vignette che ho disegnato sui tragici avvenimenti triestini nel primo dopoguerra, come “la fabbrica dei comunisti”, “le foibe”, “l’aggressione subita a Capodistria dal vescovo Santin”; pubblicate, in quegli anni molto difficili e a rischio, da due settimanali politici 

 

editi a Triestequando il Governo Militare Alleato si divertiva a far transitare per il Corso centrale della città i cortei di “titini”, in gran parte convogliati per l’occasione da oltre confine, che agitavano bandiere rosse con falce e martello, bandiere iugoslave e, quel ch’è peggio, bandiere italiane deturpate con la stella rossa, e cartelli con la scritta “Trst je nas”.   

Anni che l’Italia preferì ignorare. Le ragioni di quella che fu una generale amnesia in merito alle questioni giuliane e dalmate è enunciata chiaramente dall’onorevole Luciano Violante in un’intervista pubblicata il 5. 4.2001 su Il Piccolo di Trieste. Egli afferma: “La ragione di fondo sta nel bipolarismo internazionale e nella particolare posizione di Tito…poi ci sono state le convenienze di tutte le parti politiche. A Trieste, ad esempio, si ebbe la netta sensazione che la guerra era stata persa dall’Italia. A Torino, a Milano e a Roma la sensazione era invece di vittoria. Dimenticare Trieste era come dimenticare la sconfitta.”.

Per capire bene è sufficiente rivolgere il pensiero alla famiglia, a una famiglia qualsiasi, composta da genitori, fratelli, nonni, figli, nipoti. Un nipote viene rapito da un’altra  famiglia e noi ci rifugiamo nell’ “amnesia”. Ci conviene. E lo abbandoniamo alla sua sorte.

Piuttosto triste, vi pare? Ed anche tante altre cose.

E ancora, disse: “Il fascismo trasformò Trieste in frontiera e da allora non si è più liberata da questa immagine.”  Un giudizio completamente errato, fuori della storia.

E ancora: “Oggi Trieste può abrogare quell’angoscioso passato e tornare ad essere un’area privilegiata di integrazioni e di rapporti tra culture e nazioni”.

Così a forza di seguire una certa “convenienza” e a ripetere certe verità false, o diciamo errate se alla base c’è l’ignoranza, la gran parte degli Italiani non si interessa alle nostre cose, o le ignora, o addirittura crede davvero che nelle foibe non sono finiti gli italiani soltanto perché italiani, ma perché fascisti, e quindi delinquenti. E si abitua a pensare che queste terre, la Venezia Giulia e la Dalmazia , siano state sempre slave, e gli Italiani con prepotenza vi siano arrivati dopo e in una lugubre camicia nera."

       MIE VIGNETTE PUBBLICATE SU LA  FIACCOLA              Le promesse degli Alleati a Tito  (1946)

I patti anglo-titini 

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        14.03.08               CHE I PICCOLI RISPARMIATORI VENGANO DEFRAUDATI?   

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  Titoli azionari negoziabili via internet 24.482,50 

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-76,27%

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   Titoli azionari negoziabili via internet e titoli obbligazionari MOT: fonte Borsa Italiana, dati in tempo reale. 

        Titoli esteri negoziabili via internet: dati ritardati di 15 minuti.

   Altri titoli obbligazionari quotati e titoli esteri non negoziabili via internet: dati di chiusura della seduta precedente. 

Titoli non quotati: ultimo prezzo disponibile.

      https://www.bancamediolanum.it/hide/stampaNew.htm                    14/03/2008                                                                                                                (originale scannerizzato)

                        L'ALTRO IERI ALLE 18,30                         

                        

Piersilvio Berlusconi, figlio del presidente del partito del Popolo della Libertà, e, conseguentemente, vicepresidente della Mediaset, comunicava via tv quanto andavano bene gli affari della società medesima. Ed io mi sono sentito preso in giro, e avrei voluto, faccia a faccia, potergli rivolgere qualche domanda in merito, chiedergli qualche spiegazione. Come vorrei farlo a suo padre per quanto riguarda la Mediolanum.

   Inoltre, di lui ha detto suo padre, appunto, a una signorina che lamentava le difficoltà in cui si trova dovendo sopravvivere con il lavoro precario e mal retribuito: "Sposi un milionario. Sposi mio figlio". Battuta che non si può certo considerare scherzosamente ironica, con tutta la più buona volontà e comprensione.

Ed io continuo a domandarmi dove siano andati a finire i risparmi investiti in queste due aziende da tantissima gente

che tira avanti. Perciò sarebbe bene si cominciasse col gridare

                            

                              Rialzati Mediolanum!            

                                            Rialzati Mediaset!

NOTA  02.07.08 continuano a scendere e nessuno ne parla:  3,968 - 2,540                                                                                                             per commenti > GT

 
 
  

      16.03.08

LEGGETE I PROGRAMMI PER LE NUOVE ELEZIONI, ALMENO PER CURIOSITA'. ALMENO PER CAPIRE CHE BISOGNEREBBE USARE MEZZI  MOLTO SEVERI CON I NOSTRI POLITICI A VITA.

 

 Qui a fianco ho espressa la situazione che non è    nuova: è vecchia come l'uomo, perché l'uomo è nato così, milioni d'anni fa. L'ho espresso in vari articoli e libri e, sia chiaro, ben sapendo che non serve a niente. Uno sfogo. Un semplice amaro sfogo che arriva quasi a comprendere chi la considera necessaria.   

 Scriveva il Quinet, salutando con fervore il sorgere del positivismo: “Ci sono tre modi di condurre la lotta contro una religione sorpassata e di vincerla: uno, e il più efficace, è di farla sparire con l’autorità, con la violenza".

E Oriani: "Tutto o quasi, nella storia, fu pagato col sangue,  e ciò non solo a causa delle guerre, ma per qualsiasi altra attività, rischio, lotta, gara, dal commercio all’industria, all’arte.

E pure Marx, l’inventore della religione comunista, lo cito  per i tanti che ci credono, affermava che la violenza è la levatrice della storia, che la potenza materiale deve essere abbattuta con la potenza materiale.

Addirittura il giovane Gramsci predicava che alla violenza si deve opporre la violenza per non subire umiliazioni. E, se vogliamo andare più indietro, arriviamo a Eraclito quando affermava che “La violenza è padre e re di ogni cosa".

Ma allora è tale anche quando esplode negli

 

Se qualcuno non farà paura, cioè non terrà a freno il capitalismo, ritorneremo alle situazioni del 1800.

 

 

 

 

attentati subdoli e vili del terrorismo, per di più santificato da una religione? Purtroppo credo sia così. La violenza ha una faccia sola: è violenza.

Non c’è davvero via di scampo. Rimane solo il martirio, rimane la vera non violenza, che, come diceva Gandhi, è coraggio e non codardia. Ed io aggiungo: quella che ti consegna al nemico, al boia, e non quella che declami mentre te ne stai protetto e comodo nel tuo giaciglio o alla tua finestra. 

E perciò ho scolpito dei  bassorilievi in memoria della deportazione in Germania, della Risiera di Trieste, delle prigioni naziste ed anche degli eccidi effettuati dagli Slavi nelle foibe; ed ho fatto disegni e dipinto quadri, perché la violenza, certo tipo di violenza non ha colore: è solamente la manifestazione di quanto rimane di bestiale nell’ essere umano, indifferenti i torti, le ragioni, la fame, la sazietà.

 Ma allora, come liberarsi dai tanti chiacchieroni che vivono alle nostre spalle?

E'un problema molto difficile,  una domanda che, data la moda attuale, non può che rimanere senza risposta.

 

INFORMATEVI SULLA SORTE dei beni immobiliari strumentali dell'INPS,INPDAP, INAIL

Ed anche sulla famosa cartolarizzazione (o meglio svendita dei beni immobiliari di proprietà dei lavoratori, perchè acquistati con i loro contributi assicurativi). Perché ci ricoprono di notizie su delitti e stupri, e di ciò non ci dicono niente? In fondo anche questa pare sia cronaca nera.

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     26.03.08        

       Le  ELEZIONI rimangono utili soltanto per coloro che vengono eletti. Come sempre. Per gli elettori non cambia nulla. Come sempre.  Loro si creano il "posto al sole", che è di vari tipi, lo sappiamo, anche "all'ombra" per non farsi vedere. E continuano a parlare, mantenendo ben vivo il "sistema democratico italiano" che è unico al mondo per creare e mantenere in vita fino all'ultimo respiro una schiera di politici, la più numerosa rispetto a tutte le altre nazioni, e la più ben retribuita, e la più irresponsabile. Irresponsabile nel senso che, come si mantiene combinata nella sua democraticamente dichiarata e vantata veste pluralistica, non può mai scoprire e additare e quindi giudicare e se del caso severamente punire IL RESPONSABILE. Con il sistema italiano ciò non potrà mai avvenire. Qualcuno dirà di Craxi... ma la mia opinione è che la condanna di Craxi servì proprio per evitare la via che avrebbe potuto portare alla loro responsabilizzazione, come classe politica... 

     Ora, a sentire le decine di leader politici, anche se con piccoli seguiti di qualche centinaio di persone, non si può non rendersi conto, anzi si dovrebbe rendersi conto perfetto, che tirano solo alla loro personale sistemazione, in primo luogo economica. 

     A me ricordano i vecchi film western quando nella piazza del paese arrivava il carro pieno di cianfrusaglie con il venditore di turno, venditore di tutto,  dalle parole di verità alla medicina miracolosa. E tutti erano ben contenti di ascoltarlo, di credergli.    

     27.3.08

      Una volta davano al cinema QUELLA SPORCA DOZZINA, ora danno alla televisione QUELLA SPORCA FACCENDA. Parlo della faccenda dell'Alitlia.

     Chiariamo, io non sono un economista: io sono un elettore che segue un po' l'informazione per tv, per radio e carta stampata, e che per il comune buon senso di un normale comune cittadino, rimane di giorno in giorno sempre più meravigliato e incredulo.

     Per anni abbiamo sentito, e molti ne hanno subito le conseguenze, dei ripetuti scioperi del personale dell'Alitalia, senza che ci venissero spiegati i motivi, dichiarate le cifre, dato che sempre di cifre si tratta. L'informazione sapeva soltanto dichiarare ch'erano dovuti al mancato rinnovo contrattuale. E ciò generalmente in periodi di massimo movimento turistico per arrecare il massimo danno. Eppure si sentiva, senza sapere nulla di certo, che le retribuzioni erano più alte che nella maggioranza delle altre aziende italiane; e in seguito si è saputo che il suo direttore generale, colui dal quale dipendeva l'amministrazione e il buon andamento dell'azienda, se n'era andato in pensione  ricevendo una liquidazione di parecchi milioni di euro e un rateo mensile, lo dissero di volata, pari a cinquecento volte il mensile di un normale lavoratore.

    E non basta, scomparso lui, si è cominciato a sentire che l'Azienda era in grosse difficoltà, sempre più grosse, sino a dover essere ceduta, per continuare a vivacchiare, alla Compagnia Airfrance.

     Siamo sempre al vecchio                    Colombo che è dovuto

andare in Spagna perché ai ricchi italiani, e tanto miopi, non piaceva arrischiare.

    Ora non di navi si tratta, non di scoprire nuove terre e nuove verità in contrasto con la parola della Chiesa, eppure...preferiscono nascondere il denaro all'estero, ammalati, sofferenti, poveri loro, di avidità e avarizia.

     Ma in tutte queste chiacchiere, in tutto questo dibattere intorno alle sorti dell'Alitalia, è stato mai richiesto un parere al Sommo Amministratore, che per essere tanto pagato avrebbe dovuto rendere parecchio? E poi, chi gli aveva assegnato una retribuzione talmente alta da essere assurda? Da quando svolgeva detto incarico, o meglio, dati i risultati, da quando sedeva dietro quella scrivania per ottenere una liquidazione talmente alta e assurda?

     Gli è piovuto sopra il silenzio perché tutto dipende dai politici. Ed ora, probabilmente,  l'Italia perderà la sua compagnia di bandiera con varie, molte conseguenze negative specie nel turismo e nel commercio.

    Ma chi se ne frega. L'Italia basta che vinca al calcio.

Un po' come con le automobili: basta che vinca la Ferrari, senza nemmeno sapere o, ancora peggio, volere sfruttare in qualche modo le sue vittorie per dare qualche spinta alla Fiat, ormai agli ultimi posti nella vendita di automobili..

     A noi poveri, semplici elettori, schiavi della scheda elettorale, non rimane che urlare, o piangere. O, perché no? ridere come ride sempre l'onorevole Prodi.

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     28.03.08 (RICERCA SCENTIFICA)

    LA COREA E IL GIAPPONE  respingono le mozzarelle italiane perché contaminate con la diossina. E l'immagine dell'Italia coperta dalle immondizie, qua e là date alle fiamme, qua e là imputridite dalla pioggia, passa sui televisori di tutto il mondo. Italia, la terra della poesia, dell' arte, del diritto, dove alla prima pioggia i fiumi straripano e danneggiano coltivazioni e strade; dove se per un po' non piove manca l'acqua per irrigare i campi e per fare la doccia in casa. Italia, dove si è costretti a razionare il condizionamento termico delle case per scarsità di energia; dove ci si continua a scontrare con le macchine per insufficienza di autostrade; dove si continua a inquinare le città con la circolazione di un numero sempre più elevato di autovetture, e non ci si decide almeno a sostituire i tantissimi mezzi pubblici, tutti sbuffanti il gas della nafta, per svolgere il medesimo servizio con le tranvie o meglio ancora con le filovie. Italia e Italia, unico paese in cui, dopo l'incidente di Chernobyl, non solo si è bloccata l'attività atomica: si sono pure  demolite le centrali atomiche già costruite con ingenti spese e sacrifici. Tanto che mi viene da pensare che se il fuoco fosse stato scoperto dagli Italiani, lo avrebbero subito spento e ignorato per non 

bruciarsi, ed ora il mondo sarebbe ancora a battere pietre nelle caverne, dominato dai Pecoraro Scanio, da quelli che vanno a salvare le balene o gli ippopotami mentre bambini, donne e uomini continuano a morire di fame e di freddo in tante parti del mondo; da quelli che non hanno capito, o non vogliono ammetterlo, quanto immensa sia la potenza della natura, quanto indifferente essa rimanga anche all'esplosione atomica causata dall'uomo. 

     Ricordo il libro di Robert Jungk "Lo stato atomico", del1977, dove si accenna alle tecniche socialpsicologiche miranti a superare l'opposizione alle centrali nucleari; dove si prevede che lo spreco, all'epoca, delle nazioni industrializzate avrebbe causato un tempo di restrizioni, tanto che, alla fine del secolo,cioè alla fine del 1900, i modelli per l'umanità sarebbero stati i "frugali", coloro che avrebbero saputo rinunciare al superfluo.

      Visioni piuttosto pessimistiche che non si sono verificate, almeno sino ad oggi; dove di virtuosi frugali  ce ne sono semmai di meno, e lo spreco di quanto l'immenso progresso dell'ultimo periodo del secolo ha, invece, donato all'uomo  è visibile a tutti.  I cattivi internazionali industriali che hanno appoggiato gli scienziati, gli studiosi, i ricercatori sia pure  guidati dal proprio 

 interesse, per ottenere maggior potere e maggiore ricchezza, hanno reso le centrali nucleari maggiormente sicure;  e sovvenzionando ulteriori esperimenti sia pur pericolosi, dato che il rischio non manca mai in nessuna azione, permetteranno a scienziati, ricercatori, studiosi - di cui nessuno parla, che nessuno conosce, dato che non prendono a calci una palla o non cantano, diciamo cantano, su di un palcoscenico - di migliorare sempre di più i mezzi, le possibilità, la conoscenza della natura per l'uso delle sue immense energie. 

     E così, ritornando alle mozzarelle, tutto è causato da che cosa? Ci facciamo coprire dalla sporcizia perché non vogliamo il fumo di un inceneritore, perché la trasformazione delle immondizie in energia obbliga a sacrificare un pezzo di terreno per gli impianti relativi, i quali a loro volta, se non sono fatti a regola d'arte e nel posto giusto (che comunque non deve essere il nostro) possono causare qualche inquinamento...e così via, e così via. Tanto che le immondizie, con grandi spese, le mandiamo in Germania, e l'energia, con grandi spese, la comperiamo dalla Francia che la produce con le proprie numerosissime centrali nucleari. 

 

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