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Alcuni reperti archeologici e i movimenti del popolo dei
kurgan:
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Distribuzione delle razze sulla terra Poco più a nord ovest,
intanto, quasi sul medesimo parallelo dei Sumeri,
in mezzo al Mediterraneo vivevano i Cretesi, sulla loro isola protetta dal mare; i quali, invece di soggiacere alle invasioni dei
barbari del nord-est, li sedusse e conquistò con la propria cultura che già si
esprimeva nell’arte, nella scrittura, e nella danza. Dai Cretesi, infatti, i Fenici impararono a navigare, e
colonizzarono Così si sa degli Egiziani, che usavano il vetro colorato già
nel Quindi, per passare dagli europoidi ai mongoloidi, osserviamo un po’ i Cinesi, che usavano la carta già 200 anni avanti Cristo e la bussola ancora prima, nel 400; essi come forma di scrittura inventarono gli ideogrammi; e invece di sentirsi attratti dalle isole a oriente, le isole giapponesi davanti alla loro costa, si fa per dire a poche bracciate, si spinsero, pure loro, verso ovest, determinando la migrazione degli Unni.
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Successivamente gli Slavi, per le battaglie continue con
i popoli che li circondavano, e per la discesa dei Goti, lungo
il problema responsabilmente. Cioè, come osserva Benedetto Croce, per quella dimenticanza che è opera nostra, che vogliamo dimenticare e dimentichiamo. Si scrive di Protoveneti, di Celti, di Carni, di Catali, di Giapidi, di Liburni; e non si parla di Slavi solo perché è proprio impossibile trovarli da queste parti qualche secolo prima di Cristo. Sebbene ci sia qualche studioso della ex Iugoslavia - spinto da un sia pur larvato sottofondo nazionalistico - che ipotizzi un’affinità tra Illiri e Protoslavi, e quale sede originale dei Protoveneti le valli della Vistola, creando così qualche dubbio e confusione. E ci sono i Serbi, che qualcuno dice siano arrivati dal Caucaso settentrionale, pure loro con le invasioni barbariche del 400 d.C., e i Croati, che, giunti in questi lidi dopo i Serbi, dal Caucaso meridionale, dovettero vedersela con gli Ungheresi, mentre i primi dovettero duramente combattere contro i Turchi. Comunque sono tutti Slavi che continuano a premere sulle terre italiane, a infiltrarsi, ad avanzare pretese, diritti; e, ciò che è peggio, e che pare faccia parte del loro DNA, a combattersi tra di loro ferocemente, senza pietà, come negli ultimi anni del secolo scorso, appena liberi dalle catene del loro despota maresciallo Josip Broz, detto Tito. Avvenimenti che mi fanno dubitare dei loro tradizionali sistemi comunitari per una, pretesa, innata inclinazione allo scambio di aiuti, in cui qualcuno ha voluto leggere un’ espressione di “socialismo naturale”.
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Le popolazioni in
Italia prima della fondazione di Roma
Roma, organizzando i popoli
con il suo pragmatismo, anche quando lottava contro il diffondersi del
cristianesimo, ha sempre rispettato le usanze e la cultura delle genti
vinte, come, a proposito del cristianesimo, si comportò con gli Israeliti al
processo a Gesù. Pilato, infatti, magistrato romano, chiese al popolo della
Giudea, e non per lavarsene le mani,
se Gesù dovesse venire condannato, e
fu il popolo a decidere rispondendo: sia crocifisso. E qui, penso, andrebbe
ricordato Ernesto Renan che ne La vita di
Gesù così scrisse: “Il cristianesimo fu intollerante; però
l’intolleranza non è un fatto essenzialmente cristiano, ma un fatto giudaico;
infatti il giudaismo stabilì per la prima volta la teoria dell’assoluto in
religione, e pose il principio che ogni innovatore, anche quando adduca miracoli
a sostegno della propria dottrina, debba essere subito lapidato.” Roma, comunque, perfino nel linguaggio artistico si forma
accettando gli apporti provinciali e barbarici,
non come accadde in Grecia. Un’arte che, a differenza della greca,
classica, plastica, oggettiva, è quasi aspaziale, coloristica, soggettiva.
L’architettura greca, con i suoi porticati, gli architravi solidi, essenziali,
si definiva, si chiudeva in se stessa. Quella romana, con le ampie volte, era
come se partecipasse allo spazio intero. Ma non stiamo qua ad esprimere le
emozioni che ci offrono i resti di
quelle magnifiche opere d’arte, e proseguiamo nella nostra corsa attraverso i
secoli. 33 Indietro |
L’Impero romano nel 1°secolo d.C. e la pressione dei Barbari sul suo
“limes”,costituito
dal Reno, dal Danubio dai Carpazi e dal Caucaso.
Ed anche in Germania, paesi baltici inclusi, per restare ai paesi confinanti
allora con l’Italia, avviene eguale fenomeno. Si parlavano tante lingue, perché
tante erano le popolazioni che la abitavano, come gli Sciti, i Cimbri, i Teutoni,
gli Ambroni, gli Islandesi, i Danesi, gli Svedesi, i Sassoni, i Goti, i Franchi.
E dove finì con l’imporsi la lingua tedesca - da theod che significa
Eppure tuttavia rimango dubbioso nel ripetermi il pensiero espresso nella Bibbia all’Ecclesiaste 1,9: “Ciò che è stato è lo stesso che sarà, e ciò che è stato fatto è lo stesso che si farà…”. E il mio dubbio è animato dalla speranza profonda che invece un qualcosa di nuovo, di meglio, avvenga di volta in volta, sebbene in misura infinitesimale; che qualcosa cambi, si modifichi, migliori il nostro pensiero, ogni nostro comportamento, ogni nostra azione.
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Nel
396 l’Impero romano, organizzato in 13 diocesi, si divide in Impero Romano
d’Occidente e Impero Romano d’Oriente. Già allora, per l’influenza della
Chiesa, l’Italia è spaccata in due tra nord (V diocesi) e sud (IV diocesi), a
differenza di Spagna (I), Gallia (II),
Britannia (III) in cui sono state delineate precise identità.
In Italia, nella parte orientale, dato che è interesse mio e di tutti i fratelli italiani seguire il formarsi dei vari nazionalismi che con essa confinano, passò parecchio tempo prima che arrivassero su detto territorio le popolazioni slave. Infatti, fino al sopraggiungere degli Unni, e siamo nel 5° sec.d.C , vi si trovavano i Carni, i Catali, gli Istri, gli Illiri e i Dalmati, con lingue originariamente vicine al latino, e i Veneti, dai quali la civiltà atestina. Gli Slavi non c’erano ancora; essi giunsero sui confini di Roma con gli Avari e gli Unni, guidati da quella catastrofe che fu Attila, così arrivando sui monti della Drava e della Sava, e spingendosi poi verso il Timavo e l’Isonzo con i Bavari, i Magiari, i Germani, mentre tutto il mondo barbaro premeva sui confini dell’Italia, anzi dell’Impero romano, sul suo “limes” che dal Mare del Nord sino al Mare Nero correva lungo il Reno e il Danubio, e attraverso il quale i barbari filtravano per diventare mercenari negli eserciti romani, per ottenere lo stato di “civis romanus”, creandovi così una fonte di disgregazione e indebolimento. Degli Slavi, prima, sui nostri confini non c’era traccia né
ombra. Trieste e l’Istria,
infatti, già costituite come “thema”, cioè provincia militare di
frontiera, formarono il “numerus tergestinus” nella milizia di difesa contro
le invasioni. Ma chi erano gli Slavi?
Da dove venivano? Sembra
fossero un popolo stanziale che
si dedicava
alla coltivazione e al pascolo. Qualcuno indica i Croati provenienti dall’Iran e i
Serbi dal Caucaso settentrionale; altri vede i Croati sulle rive della Vistola e
i Serbi, o Sorabi, su quelle dell’Elba. Certo mi è apparso, comunque, dai
vari scritti, che gli Slavi...
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Da Cinesi, in Turchia dai Bizantini, e sui Pirenei dai Franchi, si espande nell’Africa e nel
Caucaso.
...lui, e il suo diritto alla poligamia; la promessa nell’al di là di un paradiso, solo per lui, colmo di vergini; mentre obbliga solamente a recarsi alla Mecca almeno una volta durante tutta la vita, alle abluzioni, a pregare cinque volte al giorno e fare l’elemosina e digiunare nel mese del ramadan durante le ore solari. Una religione, quindi, che non è impegnativa come quella di Cristo, la quale impone di offrire l’altra guancia a chi offende, di sacrificare se stessi per l’altro, di dividere con lui i propri beni e le proprie gioie chiedendo all’uomo come alla donna i medesimi doveri di fedeltà, di purezza. Dante incontra Maometto nella bolgia degli scismatici: “…/rotto
dal mento in fin dove si trulla./ Tra le gambe pendevan le minugia; / la corata
pareva, e il tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia /…” E
Maometto gli dice: “…/ E tutti gli altri che tu vedi qui, / seminator di
scandalo e di scisma / fur vivi; e però son fessi così. / ” . E a noi non
rimane che immaginare quanti altri, se Dante scrivesse oggi, risulterebbero in
quella bolgia, spaccati in due, con le budella a penzoloni. Gli Arabi in breve
diventano tutti maomettani e si stampano bene nel cuore il versetto coranico 81
della IV sura: “Qualsiasi fortuna ti tocchi essa viene da Dio e
qualsiasi sfortuna ti incolga essa
viene da te stesso…”. Una predestinazione in cui permane, e non potrebbe essere altrimenti, il principio cristiano del libero arbitrio. Con loro l’Impero musulmano si espande dall’Indo e dal Mare Arabico al lago d’Aral, al Caucaso, al Mediterraneo, e sulla costa africana fino ai Pirenei, diffondendo rapidamente la nuova religione per gli estremi privilegi che elargisce ai maschi nel complesso sociale, e, a detta di alcuni, per la sua tolleranza, benché alla IX sura, verso 5, prescriva: “Quando saranno trascorsi i mesi sacri, uccidete i politeisti, ovunque li
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troviate,
prendeteli prigionieri …”; e al verso 14: “Combatteteli dunque; Dio li
punirà per mano vostra…egli vi renderà vincitori…”; ed ancora, al verso
30: “I giudei dicono: Uzair è figlio di Dio; e i cristiani dicono: il Messia
è figlio di Dio; questo è ciò che loro dicono con le loro bocche, imitando i
detti di coloro che, prima di loro, non credettero; Dio li combatta! Quanto
vanno errati!”. Infatti, benché di lì a non molto l’impero arabo si spezzetti per il persistere dei tanti stati che vogliono ritornare indipendenti, la religione permane e si rafforza; e come viene respinta e ricacciata fuori dall’ Europa, si espande soprattutto nell’Africa occidentale. Arriviamo così nel secolo 11° e pure
Quindi si fanno prepotenti gli Ungheresi insieme con i Croati che
premono sulla costa veneta della Dalmazia;
e i Bosniaci, i Serbi, i Bulgari. E’ il momento che possiamo seguire le
crociate per la liberazione del Santo Sepolcro, complessivamente sette, con
grande apporto della piccola ma potente repubblica di Venezia. Essa resiste nel
Veneto, in Istria e in Dalmazia all’invasione
dei Turchi che, costituito il forte impero Ottomano, nuova massa di genti islamiche,
s’incuneano nell’Europa occupando
I Veneziani ebbero per secoli il Friuli, l’Istria e
(1200/1671),Ragusa (1205/1358), Cipro (1489/1571). I Serbi
mantennero la loro indipendenza a Cettigne. 43
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Dalla Cina, con i commercianti arabi che trafficano sull’oceano indiano, arriva pure la carta, novità destinata a diffondere le notizie, le preghiere, le immagini, che vengono stampate su di essa con la xilografia. E cominciano ad uscire i primi “libricini”. Quindi viene inventata la calcografia, che permette di scrivere e disegnare molto più finemente. Così inizia quel processo di conoscenza e d’informazione, di diffusione delle notizie che non avrà più confini in un continuo sviluppo, attraverso la stampa con i caratteri mobili di Johannes Gutenberg nel 1445, il telefono di Antonio Meucci nel 1871, la radiotelegrafia di Guglielmo Marconi nel 1896, poi la televisione e infine il computer con l’odierno internet, molto utile ma anche molto invadente. Siamo ancora alla fine del 14° secolo, al tempo in cui in Italia i Comuni si trasformano in Signorie e rafforzano i propri confini, le proprie rivalità. Lo Stato della Chiesa si è esteso oltre l’Appennino sino all’Adriatico ed è giunto al Po, consacrando il suo potere temporale. Mentre Trieste ha voluto mantenere le proprie istituzioni municipali, col suo Dominio che nella massima estensione arriverà da Duino a Starada, dentro nell’Istria oltre a Castelnuovo; pressato a nord dai Goriziani, a nord-est dagli Austriaci tramite gli Sloveni, e a sud dai Veneziani sempre signori nella regione. Però, a causa delle troppe lotte con i confinanti, sia per i commerci che per il controllo delle relative vie di transito, dopo un lungo assedio, chiederà aiuto...
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L’Italia nel 1500, e rimarrà così per parecchio, divisa in due dallo Stato della Chiesa cioè dal suo potere
temporale.
in qualche modo dipese per ben cinque secoli, a mantenersi italiano, non facendosi assorbire da quella
potenza, come invece è scritto, ad esempio, sulla piccola Treccani; e ciò pur
rimanendo sino al 1700 nel modesto limite dei 5.000 abitanti; acquistando
Castelnuovo per tagliare la via dei
traffici fra C’è, insomma, su questa terra italiana un insopprimibile bisogno di protagonismo, un virus di orgoglio, di rivalità a volte meschina, tale da far spendere ogni energia nell’intento d’impedire all’altro la riuscita là dove si ha personalmente fallito. 53 Indietro |
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1.Isole della
Manica,Gibilterra,Malta,Suez;2.Bermuda,Giamaica,Barbados,Trinidad 3.Starbuck,Caroline,Cook,Pitcairn;4.Falkland,Georgia;5.Ascensione,S.Elena,Tristan
daCunha,Gough;6.Aden;7.Zanzibar,Seychelles,Maurizio;8.Christmas,Chagos Maldive,Laccadive;9.HongKong;10.Tasmania,Ackland,Campbell,Macquarie.Nel
15°/16° sec.: l’Inghilterra
aveva abbandonato le vicende europee per dedicarsi alla conquista delle colonie
e al dominio commerciale del mondo.
terra, non permette a un
cristiano di portare con sé il Vangelo e non rispetta il simbolo del Cristo in
croce. Un mondo, insomma, che sembra sia stato Ed è la fine, la ricerca
pignola del particolare, l’impossibile specificazione d’infinite diversità,
che segna, in fondo, l’alto grado d’ipocrisia al quale si è giunti nel
democratico Occidente, il senso di viltà del quale ci si è lasciati invadere.
Con un milione di scuse, di motivazioni, di parole. Ciò che sta succedendo ai
giorni nostri in Palestina tra musulmani ed ebrei, l’esaltazione
dell’intolleranza e dell’odio, ricorda il momento in cui, alla fine
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1810, il Regno d’Italia con Napoleone Bonaparte, il Regno di
Napoli con Gioacchino Murat,
fine non disdegnavano d’imprigionare ostaggi, a proposito di grandeur, di nobiltà d’animo: dieci illustri cittadini chiusi nel castello nel dicembre 1805, e trentuno tenuti nella fortezza di Palmanova nel giugno 1809. E’ proprio il caso di sottolineare che in queste guerre tra Francesi e Austriaci Trieste ci rimise parecchio in quanto avevano causato un fuggifuggi e una notevole decadenza economica, concludendosi con un’Austria che, uscita alla fine vincitrice, non volle più concederle le antiche libertà, e la classificò terra di conquista, non perdonandole certa sua condiscendenza con il Napoleone della coccarda bianco-rosso-verde. Quel Napoleone che inconsciamente aveva diffuso il germe della discordia, prima inesistente, tra Italiani e Slavi, con le sue imposizioni di vincitore, in una visione troppo...
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L’Italia dopo guadagnato sono i Croati con gli Ungheresi e gli Sloveni con gli Austriaci, che si sono impossessati di territori veneto-italiani.
solidarietà nazionale che noi ancora, purtroppo, non abbiamo dimostrato di possedere. Credo sia il caso di fare un piccolo salto in avanti, alla terza guerra del nostro Risorgimento, nel 1866, per averne un po’ chiarezza e conferma. Dopo quattro anni che gli Italiani erano finalmente uniti in regno, ancora non si sentivano amalgamati, e non furono perciò capaci di battere gli Austriaci, almeno fino a che essi, impegnati a nord contro i Prussiani, si trovavano in inferiorità numerica; e abbandonarono il proposito di liberare Trieste, Trento, Gorizia e l’Istria, com’era già d’allora negli auspici e nei programmi, e si ritirarono anche sul mare a Lissa (pag.87). Non poca cosa, non esaltante verità, dalla quale, però, si può se non altro intuire quale sia la differenza tra il popolo italiano e quello tedesco. Mi riferisco al popolo...
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17.3.1861: finalmente, con
Vittorio Emanuele II, il Regno d’Italia. Manca ancora qualche pezzo. che ci hanno
rosicchiato a nord e a ovest, e ad est dove sono arrivati all’Isonzo dopo aver
superato le Alpi Giulie che delimitano naturalmente e storicamente la terra
italiana e che, alla sua liberazione, sarà chiamata Venezia Giulia.
modo,come si usava nelle epoche passate, e dalle
mie parti si continuò a usare anche nel meno lontano 1945, disposero delle genti come
fossero mandrie di animali, barattandole, vendendole. Situazione, quest’ultima, che ho personalmente vissuto
e sofferto, che ho disegnato per alcuni giornali nel primo dopoguerra e che mi
ha lasciato una ferita profonda.
Anche allora c’erano
forti tensioni politiche e contrasti e gelosie; e, a parte Garibaldi con il suo
sofferto “obbedisco” e il suo ritirarsi dal Trentino che stava occupando con
le proprie truppe, nessuno sapeva rinunciare ai propri particolari
convincimenti, finendo col rendere più difficile ogni soluzione del solito
problema ormai millenario: raccogliere in un’unica nazione tutti gli Italiani;
o, meglio, raccogliere in un unico stato tutte le genti di nazionalità
italiana.
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1866 – I Prussiani, alleati degli Italiani, senza rispettare i patti, concludono con l’Austria un armistizio separato, e l’Italia deve fermare la sua avanzata. Comunque,
ad essere riusciti a difendere, nel Montenegro, la propria indipendenza. Quando c’è di mezzo la fede, arriva facilmente il fanatismo e con esso l’intolleranza religiosa. Niente di peggio per gli uomini. Essa è una piaga che nasce come la gramigna e si diffonde implacabile, portando morte e disperazione. Non ricordo se sia citata nell’apocalisse tra le calamità. Di certo è un male subdolo che s’insinua nel cuore e addormenta la ragione. Lo vediamo pure ai giorni nostri che cos’è, e l’odio che ne deriva. Eppure evitiamo di ammetterlo, ignoriamo il passato, ci rifiutiamo, con un’ assurdità quasi perversa, di imparare dalle esperienze dei nostri padri e nonni e...
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La zona del Caucaso dove è sempre successo
di tutto e dove, da qualche secolo, Turchia, Russia (ex URSS), Irak, e Iran (ex
Persia) hanno fatto, e pare
continuino a farlo, i macellai dei popoli. Da ricordare, per quanto riguarda gli
Armeni, i massacri del 1894, 1895, 1909, e lo sterminio ad Erzerum e Trebisonda
nel 1916, al quale seguì la diaspora; e il Kurdistan (chiamato
l’Arabia,
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AFRICA I914 –
Inserimento italiano nel gioco europeo delle colonie, nel quale la prevalenza
della Gran Bretagna e della Francia è notevolissima. E ciò rimanendo in
Africa, perché nelle altre parti del mondo l’Italia è inesistente pur
essendo spesso menzionata come colonialista. ALTRE
COLONIE NEL MONDO: G.B: Canada, Guiana br., Belucistan br., India , Birmania, Malesia,
Australia: - F. : Indocina
francese (Vietnam, Laos, Cambogia), Guiana fr. - Olanda : Guiana ol, Indie orientali ol. - G: Nuova
Guinea.
dunque peccato da scontare; e di esaltare la situazione di Trieste e Gorizia come pacifico punto
d’incontro, addirittura “unico esempio al mondo”, di culture, lingue,
religioni diverse. Studiosi che
probabilmente non si sono
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Si tratta di una regione soggetta all’Austria da alcuni secoli, nella quale l’Austria faceva immigrare gli Sloveni, come ho già scritto in precedenza. Infatti, ci sono volute le nuove carte stampate dopo il 1945, e dopo il nuovo spostamento dei confini, per variarne i toponimi in lingua slava. E ancora, sulle carte austriache stampate
successivamente, nel 1877 e nel 1910, gli Austriaci, piuttosto preoccupati
dell’ irredentismo italiano, avevano indicato Caporetto solo con il toponimo
tedesco di Karfreit, lasciando però i toponimi italiani in tutta
l’Istria, Fiume inclusa, L’infiltrarsi nelle regioni italiane soggette all’Austria, di Sloveni e Croati, avveniva ormai da secoli; finché con Henrik Tuma, nel periodo dell’ irredentismo, essi cominciarono a premere non solo come operai, contadini, artigiani, ma anche come intellettuali. Iniziò allora una dura azione culturale, economica e finanziaria secondo il principio etnico ch’egli predicava, molto semplice ma efficace, che divenne la loro parola d’ordine: “Svojik svojim” (vai dai tuoi).
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TRATTATO DI OSIMO, 10 novembre 1975. Qui è riprodotta la situazione accettata dall’Italia per il golfo di Trieste con rinuncia di parte dello specchio d’acqua spettantele secondo la convenzione di Ginevra; e il tracciato della zona di pesca comune che penalizza l’Italia in quanto è
maggiormente
estesa nelle sue acque. Infatti per Trieste non ci sono traffici, navi, strade, ferrovie, commesse per i cantieri. Forse l’Adriatico si è prosciugato? Eppure Pola, Capodistria, Fiume cominciano ad avere ciò che Trieste non ha più. Che succede? Chi è che ha amministrato gli interessi della città negli ultimi cinquant’anni? O meglio, chi è che ha impedito alla città di amministrarsi secondo i propri interessi? Trieste non ha gente che lavora, perciò è necessario far
immigrare sloveni, croati, macedoni, serbi, montenegrini. Strana anche questa
conclusione se si pensa che i giovani triestini sono stati costretti ad emigrare
in cerca di quel lavoro che a casa propria non trovavano; se si pensa che
l’insieme dei nuovi Stati, che al tempo di Osimo costituivano
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EUROPA1920: passaggi territoriali dopo la prima guerra
mondiale. All’ITALIA (a parte il Dodecaneso che le appartiene dal 1912): 1.Trentino- AltoAdige, VeneziaGiulia,Fiume,Zara,Lagosta----Alla FRANCIA: 2. temporaneamente) Renania,3.Alsazia-Lorena---- Alla Nuova LITUANIA: 4. Memel---- Alla POLONIA: 5.Posnania, 6.Galizia---alla ROMANIA: 7.Transilvania---Nella penisola balcanica 8 si forma il Regno dei Serbi,
Croati,Sloveni,che
sarà Iugoslavia nel 1929
Dell’Impero ottomano rimase
l’europea Traccia orientale con gli Stretti del
mar di Marmara, e l’asiatica Anatolia fino alla Persia e all’URSS ad est, la Quanto alla Palestina, consultando vari testi, enciclopedie e
atlanti storici, si trova il suo nome, ben chiaro, ai tempi di Roma, in cui è
precisato pure che la parte orientale del Sinai si chiamava Palestina Salutare,
concludendo che era chiamato Palestina tutto il territorio fra il Mediterraneo a
ovest, il deserto Al Hamad a est, il deserto del Sinai a sud, il deserto siriaco
e i monti Hermon a nord. Non è che per me cambi qualcosa, ma è solo per
capire. In fondo è l’argomento con il quale quotidianamente c’
intrattengono radio e televisione, a parte
i giornali. E non si riesce a capire, almeno
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Come dal disegno, la regione denominata Palestina comprende parte
del Sinai, parte del Libano, parte della Siria, e tutta
(cioè Cisgiordania e Transgiordania). Invece si continua a indicare
come Palestina soltanto
Israele che gli Europei, vincitori dei Turchi, gli hanno assegnato, e che gli Ebrei hanno in parte acquistato e reso fertile con l’ingegno e
con il
lavoro.
Pare che a tutto si faccia l’abitudine, anche al terrorismo attuale, un genere di guerra vigliacca, che il signor Harafat iniziò or sono tanti anni, così da venire considerato un criminale e da vedersi perfino respinto il permesso di entrare in Italia. Poi tutto fu dimenticato e cominciò a venirci, ad abbracciarsi e baciarsi con i nostri rappresentanti politici, e via così sino ad ottenere il premio Nobel per la pace. Ma il terrorismo non cessò. Misteri della politica. E qualcuno insiste nel dire che la violenza non paga. Credo, come controprova, sia sufficiente volgere per un solo attimo l’attenzione agli Istriani che hanno subito la storia in silenzio, con una gran forza d’animo, e che dopo più di mezzo secolo continuano a ricevere, metaforicamente, calci in faccia; a sentire le loro città chiamate con altri nomi.
171 per ritornare a Blog 9.3.08 |
1939. L’Italia, bene o male, era riuscita ad avere il suo “posto al sole.” I giudizi sono sempre tanti e raramente equilibrati se si imposta il problema almeno in campo europeo. Avrebbe dovuto tenerselo questo “fatidico posto al sole” e rinforzarlo, zitta, neutrale; riaprirsi alla democrazia, respingere la legge razziale, che voleva risolvere un problema da noi inesistente, e darci sotto con l’industria e con il commercio. Invece permise al proprio Capo, addirittura assecondando entusiasta la sua ambizione, di commettere il grosso errore che sappiamo.
che la obbliga ad agire nell’ entusiasmo più sfrenato e illogico o nell’ira più funesta; tanto che il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera”, almeno qui da noi è stato smentito, offrendo l’esempio più lampante che si tratta di un detto in cui c’è troppa approssimazione e superficialità, dalle quali possono solo derivare la confusione e le false speranze, un genere di esaltazione che rasenta l’ottundimento. 221 Indietro |
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ANNO
2000 - DOMINI DEGLI EUROPEI NEL MONDO Gli stati Europei segnati su questa carta, tra i quali non figura l’Italia, né è mai figurata su qualche isolotto in giro per il mondo, anche dopo la seconda guerra mondiale sono riusciti a mantenere certe posizioni di dominio, Gran Bretagna e Francia in testa. Le colonie rimaste sono diventate “dipendenze”e costituiscono una rete di punti di controllo e di basi di ogni tipo. Tutte isole ad eccezione delle zone dell’Antartide e di Gibilterra (RU) in Spagna, Ceuta e Melilla (S) in Marocco, di Guyana(F) in America del sud.
anche in quelle poco importanti, meschine, dove lo spirito avventuroso non occorre proprio, ma quello di corpo non dovrebbe mancare mai. E così ogni nodo viene sempre al pettine, un vecchio detto che da noi si verifica giornalmente, ma nessuno sembra farci caso. Ora, ad esempio, per
parlare di economia, argomento
sempre legato a tutti gli altri argomenti, abbiamo il piccolo nodo delle
pensioni. I nostri politici sono arrivati al punto, per quanto riguarda le
assicurazioni di previdenza sociale, di eliminare il termine capitalizzazione. I
nuovi economisti ora usano la tecnica, o chiamiamola contabilità, della
ripartizione. Affermano che la capitalizzazione è sistema sorpassato. Pertanto
occorrono i contributi versati oggi per pagare le pensioni a coloro che hanno
lavorato e pagato i contributi nei quarant’anni precedenti. Meno gente lavora,
meno contributi entrano nelle casse e di meno, perciò, si possono pagare le
attuali pensioni. Ma dove sono finite le montagne di soldi previdentemente versati per dette pensioni? Non esiste Istituto assicurativo che non abbia acquistato beni immobili, che non li abbia fatti rendere e che non ne abbia avuto la rivalutazione; che non abbia cioè capitalizzato. Non esiste altro sistema al mondo. Ognuno si assicura versando un certo importo, i famosi contributi, e in base all’importo versato, a una data età, comincia a riscuoterne la rendita, cioè la pensione, che non è assistenza,...
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EUROPA 1947. Conseguenze
della seconda guerra mondiale: territori perduti dall’ITALIA: 1 Venezia Giulia, 2 Dalmazia e isole (alla Iugoslavia), 3 Moncenisio e Piccolo S.Bernardo, 4 Briga e Tenda e Monginevro (alla Francia), 5 Albania (indipendente), 6 Dodecaneso (alla Turchia), fuori carta: colonie (indipendenti) -- perduti dalla GERMANIA: 7 Pomerania, 8S Prussia sud, 9 Slesia (alla Polonia), 8NPrussia nord (all’URSS), 10 Alsazia Lorena (alla Francia) --perduti dalla ROMANIA: 11 Moldavia (all’URSS) -- perduti dalla CECOSLOVACCHIA:12 Rutenia all’URSS) -- perduti dalla POLONIA:(13 Galizia, 14 Volinia(all’URSS) -
infine: 15 Lituania, 16 Lettonia, 17 Estonia (assegnate all’URSS).
Churchill aveva predicato di bombardare l’Italia, perché gli Italiani avrebbero senz’altro ceduto. Io stesso mi ritrovai a scavare con le mani tra le macerie per giungere ai lamenti che si udivano da sotto la polvere e le pietre nel centro di Trieste, a due passi da casa mia ove avevo già moglie e figlia. Ed ora il caso ha voluto che abiti ed abbia lo studio all'ultimo piano proprio del palazzo costruito su quelle macerie ..
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L’EUROPA 2004, che per l’unione politica di tutte le sue parti ha decretato la propria Costituzione - purtroppo non semplice ed essenziale come quella degli Stati Uniti d’America - continua a litigare o perlomeno a mantenere rapporti sospettosi tra i suoi vari popoli confinanti, in quanto deve ancora risolvere molte questioni relative ai confini tracciati (dai vincitori) dopo l’ultimo conflitto mondiale. E ciò in quanto i vari nazionalismi, cioè le varie culture, lingue, ed anche religioni, tendono a rimanere orgogliosamente sulle proprie posizioni, sia pure decidendo di appartenere ad una medesima, unica organizzazione statuale. Ne
elenco le più note. Alto Adige; Italia - Slovenia - Croazia; 2. Slovenia - 3. Bosnia - Croazia - Kossovo - Serbia -; 4. Albania - Croazia; Grecia; 5. Macedonia - Grecia; 6.Ungheria - Romania; 7. Ungheria -Rep,Slovacca; 8. Germania - Rep.Ceca; 9. Germania - Polonia; 10. Germania - Russia. E inoltre ci sono i problemi di cui ainumeri:11.Granbretagna -Ulster; 12. Province basche Spagna; 13. Portogallo -
Spagna; 14. Gran Bretagna -
Spagna.
ribellioni. Come avvenne per il Risorgimento. Ed ora, sia pure dopo i vent’anni di fascismo, non era ancora successo il miracolo, non si era verificata questa fusione, questa compattezza, quest’ essere unico corpo tra nord e sud, persino tra regione e regione, comune e comune. Era necessario un tempo più lungo, occorreva combattere la giusta guerra, certamente, ma con l’arma della neutralità, con la diplomazia, per ridiventare padroni del nostro mare, per tenere unita la nostra famiglia di litigiosi, presuntuosi divorziati e non, e consolidare la nostra nazione. Invece tutto fu subito bruciato con incosciente spavalderia. E “fu bruciato” equivale a “si lasciò che venisse bruciato”, perché non si può certo negare il proprio coinvolgimento nelle responsabilità, come hanno fatto e continuano a fare tutti i voltagabbana. Lo so, sono cose avvenute che non possono mutare, ma parlarne serve; e rivederle, riconsiderarle senza essere “schierati” e dunque privi di pregiudizi, serve pure, e molto, per capirle. Bisogna però sapersi liberare da quei rancori, odi, sentimenti che riempiono il cuore e invadono il cervello quasi...
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Eppure queste sono le DENSITA’ DI POPOLAZIONE(2002- Calendario atlante De Agostini): Italia 192 ab/kq - Friuli Venezia Giulia 151 ab/kq - Provincia di Trieste 1166 ab/kq - Slovenia 98 ab/kq - Croazia 79 ab/kq. E questi i DATI ANAGRAFICI (1880- G.Perselli in bibiografia) a Buie 2587 italiani e 167 sloveni; così rispettivamente a Capodistria 7314 e167, a Cittanova 4543 e 5, a Isola 4407 e 25, a Parenzo 2734 e 12, a Pirano 7338 e 1; a Rovigno 9136 e 10 e 87 croati; a Grisignana 1445 italiani e 1croato; a
Montona 1315 ital. e 1croato.
rapina,
che
abbiamo
subito a seguito della sconfitta. E ciò in quanto persiste in me, come in ogni
uomo in ogni parte del mondo, e in modo autonomo sia
chiaro, senza un atto della mia volontà, senza un calcolo della mia
intelligenza, direi nonostante me, la memoria delle cose, quella tensione
ineliminabile che il senso dell’ ingiustizia provoca nell’animo, a volte
pacatamente, a volte in modo tumultuoso. Ed è qui appunto, nel
nostro animo, che potremo, che possiamo, dobbiamo risolvere ogni problema
241 per ritornare a Blog 18.02.08 o 13.03.08 Indietro Index |
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