10.06.2009   Questo nuovo libro

  è in via di pubblicazione.

 Stampato presso la Tipografia  

 Adriatica a Trieste, in via 

 Rismondo, per conto della   

 Editrice IL MURICE

 Con un caro saluto e un augurio di votare bene. Dobbiamo fare del    Pdl e della Lega un partito unico.

 

 

       Il 17.06.09   avevo scritto:"...  Certo che vi è, purtroppo, una disposizione, secondo me un illecito dei nostri padri costituzionali, che impone il famoso quorum, e che dovrebb’essere cassata. 

Non lo so. Forse gli Italiani si stimano tanto poco da preferire il pluralistico caos di mille inconcludenti signori, senza vincolo di mandato nonostante le preferenze, liberi addirittura di cambiare partito, senza una seria effettiva responsabilità per le loro azioni, in quanto avvolti in una rete burocratica e di leggi e di disposizioni intricatissima, dove tutto si confonde, si perde, diventa anonimo. Non lo so per certo, ma spero di no. Spero che scelgano il sistema maggioritario in cui c’è sempre, deve esserci, un buon partito di opposizione e di controllo..".

      20.06.09. Quanto al referendum, chi è pragmatico non può che scegliere il sistema bipartitico alla statunitense.  Perciò un bel SI.  

Evitando di inoltrarci nei particolari interessi dei vari politici, ma  puntando sempre all'unico sistema che serve a noi, non cambiamo  idea, abbiamo bisogno di un governo agile, forte, responsabilizzato.

Chi è pragmatico non può che scegliere il sistema bipartitico alla statunitense.  Perciò un bel SI.  

Evitando di inoltrarci nei particolari interessi dei vari politici, ma  puntando sempre all'unico sistema che serve a noi, non cambiamo  idea, abbiamo bisogno di un governo agile, forte, responsabilizzato.

E il 25.06.09 avevo scritto: "... Ha vinto l’astensione. Evidentemente gli Italiani si accontentano de bipolarismo. Ma io continuo a sperare perché il bipolarismo, che già rappresenta un bel passo avanti, non mi sembra sufficiente per una famiglia cui piace molto polemizzare e i cui membri s’impediscono reciprocamente di agire..".

<font color="#FF0000" size="4">NB: se non si vede il filmato, permettere gli Script.</font>  

Lunedì 21 settembre, il libro è stato presentato a Trieste da Enzo Santese. Io, tra le altre cose, ho precisato: Premetto, per chi non mi conosce, che non sono ingabbiato in nessun partito o corrente politica, benché formalmente, direi soltanto per questione di età, sia presidente di una Associazione deportati per definizione antifascista. Mentre il termine dovrebb’essere antitotalitarista, includendo tutti i regimi a carattere totalitario, dittatoriale. Sono un uomo libero che si ritrova ora avversato da questi (premio 20anni no) ed ora da quelli (mostra al Comune Ts: alla Costanzi o al museo Gopcevich)). Amo esprimere nei miei libri, chiaro e tondo, senza alcun intoppo ideologico le mie idee. Così i miei pensieri, seguendo il loro filo conduttore, talune volte urtano questi e talune volte quelli.

        Nel presente libro sono raccolte tante mie opinioni, appunti, come un diario che certamente non riguarda la mia vita personale, ed ognuna con la data della sua pubblicazione in internet e sul Massimiliano, dal febbraio 2008, in merito al discorso del presidente della Repubblica, che non mi è piaciuto, per la fine dell’ultimo governo Prodi, al giugno 2009 sull’esito dell’ultimo referendum. Disastroso secondo le mie speranze chiaramente ripetute e pubblicate qualche giorno prima nel mio sito internet, in quanto io sono per il sistema bipartitico, nel quale intravedo l’unico modo per poter diminuire, responsabilizzare e rendere pragmatici i nostri troppi politici, coloro cioè che eleggiamo ad amministrarci, a governare le sorti del nostro paese.

        Sono un liberale. Lo sono sempre stato, prima ancora di

 

nascere, quando mio nonno paterno, di famiglia austriaca di commercianti a Trieste, accettò d’essere diseredato pur di non rinunciare a mia nonna italiana. Un mio zio, di origine ungherese ma italianissimo di spirito e cultura, fu un irredentista e come tale imprigionato nella fortezza di Göllersdorf durante tutta la prima guerra mondiale. E mio nonno materno, nei primi anni della mia vita, si dimise da sindaco, anzi da podestà di tre Comuni in provincia di Bolzano piuttosto di rinunciare al proprio libero giudizio; ricopriva importanti incarichi nella nostra regione, in Dalmazia, nel Trentino Alto Adige, ed era interprete ufficiale delle lingue italiana, tedesca, slovena e serbocroata. E mio padre, che ha fatto le Reali tedesche e che, per mantenere l’impiego al Comune italianizzò il nome quando io avevo 5 anni, era già lui di sentimenti italianissimi e purtroppo (in senso culturale) non mi parlò mai in tedesco. Mia madre, invece, nata a Zara, quando fui balilla mi mise subito il fazzoletto azzurro con le tre teste dalmate, ero l’unico.

        Io veramente penso, l’ho già scritto in qualche libro, che le origini di ogni essere si ritrovano nei primi anni di vita, dove essa si svolse, come, con chi. Perché ne respira l’aria, l’atmosfera, gli odori, ne vive i colori suoi particolari e i rumori, i suoni, la musicalità.

       Il bello di questo libro è che non occorre leggerlo cominciando dalla prima pagina. Si può aprirlo a caso e leggere di qualche argomento attuale rallegrandosi o incazzandosi a seconda dei punti di vista, delle personali convinzioni o simpatie. Ma tutto nella mia prosa scorrevole e senza i tantissimi barbarismi oggi di moda.     

                    

                                                          

Mie vignette degli anni '46,'47 pubblicate sul lA FIACCOLA dell'UQ

 

 

La civiltà, la democrazia jugoslava:

il vescovo Santin aggredito a Capodistria

 

Il comunismo italiano (Vidali e Stoka),

 il GMA (Winterton) e la Jugoslavia(Tito):

 le teste dell'idra su Trieste

   

La mela antitalia nel paradiso terrestre con Tito,Vidali,Winterton, Stoka

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