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Dal mio romanzo VENT' ANNI NO UNA STORIA TRIESTINA
(pag186)
....Chiunque da noi imbracciasse un’arma, lo poteva
fare soltanto in favore di uno straniero. E non bastava, il peggio era che si
sprofondava sempre di più nella guerra civile, nel fratricidio. E ciò soltanto
per regalare queste nostre terre ad uno straniero, quello che avrebbe vinto con
l’aiuto di una parte di noi. Io non volevo farlo. Ci avevano buttati in un
pozzo d’ignominia, di stupidità, di vigliaccheria, di disperazione. Io
rimanevo fermo, poteva succedere la fine del mondo. Io incrociavo le braccia e
dicevo “no”. Ci avevano divisi e obbligati a fare scelte assurde,
vergognose. Potevo mettermi con i partigiani e aiutare gli slavi a infoibare
italiani solo perché erano italiani. Potevo mettermi con i tedeschi e aiutarli
a rastrellare italiani e farli martoriare in campi di concentramento. Potevo
passare la linea del fronte a sud e mettermi con gli anglo-americani per entrare
vittoriosamente con loro nelle mie città, dopo che i bombardieri, proprio per
farmi entrare vittoriosamente, le avevano pressoché rase al suolo.
Magnifico! Ed ognuno ad esaltare la propria verità
scoprendo i delitti dell’altro e nascondendo i propri.... |