PITTURA                                                                                                               3                                               3 di 
                          
    LA PITTURA AD ACRILICO 
     Un modo originale per dipingere  con gli acrilici a spatola.
1. Dipingere, su tela, il bozzetto a pennello come un acquarello
2. preparare in vasetti i colori necessari nelle varie gradazioni, da mischiare
    eventualmente di volta in volta con la pasta per lo spessore delle spatolate
3. procedere a sovrapposizioni con spatolate verticali creando gli effetti che si desiderano    

    ma evitando di creare spessori inutili o non in armonia con il ritmo del quadro
4. gli spessori da eliminare vanno tagliati con una lama affilatissima, dato che il 
    colore si asciuga presto e diventa durissimo 
5. a colore bene asciutto spruzzarvi la vernice preferita.

                                                                            PREOLIMPIADI 2000 A MONFALCONE   

                                                                                 dipinto a bordo piscina  (PARTICOLARE)      

                                                                                                                      CENNI CRITICI 

     Mostra presso la Galleria Le Caveau (21/3/1994)

                            Servizio di Lodovico Zabotto

 

<font color="#FF0000" size="4">NB: se non si vede il filmato, permettere gli Script.</font>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.SPINARDI :... lo psicologo Giovanni Talleri, naturalmente con l'ausilio di una tecnica preziosa,  rappresenta  l’anima di quella folla, di quella gente che è preda della medesima suggestione, insieme gioisce e insieme dispera.

M.FERRI ...colpi su colpi di colore che sgranano le figure, quasi filtrate attraverso la memoria, e le allontanano nella dimensione del tempo. Fa emergere il ripensamento sulla cattiveria umana, la riflessione sulla follia collettiva, l'indagine su cos'è in fondo l'uomo. 

C. MILIC:…L’orientamento psicologico, oltre l’intensa qualità grottesca e la primitività del lineamento disegnativo, non subordina l’immediatezza dell’urto emotivo. Talleri – nell’accresciuta significazione del trattamento pittorico, che non ignora, conglobandolo, l’esercizio silografico – coglie i motivi rappresentativi, portando ad una "terribilità" arcaica, in cui l’onda luminosa del cromatismo dissolve l’apparenza corporea delle immagini facendo pulsare sulla tela una spasmodica e turbata vitalità trascendente, la iniziale sperimentabilità del gesto compositivo. // …le barche in litografia offrono un mirabile saggio di impianti cromatici…

M.PARLADORI:...pittura a spatola, materica e densa, che ritrae figure che sembrano quasi emergere dalla materia pittorica. Se vista da vicino la sua pittura sembra astratta, non è un'esagerazione, quando invece ci si allontana ecco lentamente affiorare il soggetto...Una pittura dolorosa come lo sono il suo colore, la sua luce e le sue atmosfere

 

 

R.A.PERA  Indivisibile dalla sua spatola, stende i colori, stratifica la materia e rende vivo il soggetto inseguendo qualcosa di ignoto che esiste solo nel suo spirito…I suoi colori "gocciolati" striati a pioggia, in verticale, sono la sintesi del suo vedere la figura ed il suo fondale…

C. MANGANARO:.. La vita quotidiana ci coinvolge ma ad ammirare queste superbe immagini (di Talleri) c’è un motivo di ritrovare noi stessi e la chiave utile per rientrare in quel mondo primitivo che invano cerchiamo, per corroborare lo spirito e riposare la nostra mente.// …Il pittore ha realizzato, ancora una volta, se stesso ed ha espresso con gusto e maestria il suo inquieto mondo interiore attraverso la gente "automa". L’occhio ne resta incantato, ma sono soprattutto i particolari, i dettagli cromatici, di luce e di colore, gli aspetti degli "automi" che ripropongono la nota frenetica e robusta della pennellata. // ...Le sue figure sono straordinariamente caratterizzate, sia quelle "autome" che quelle delle regole Mosaiche, con una miriade di segni colorati che sembrano agitarsi sulla tela e ciascuna di esse è un momento vissuto, che tuttavia non si dà come stinta memoria ma come sensazione interiore, immediata.//...Le motivazioni come le potenzialità purificano questa sua pittura dalle scorie naturalistiche..      

F.DE BERNARDI:…Per un triestino così vicino ai modelli mitteleuropei, per un uomo, soprattutto, così totalmente autentico, per il quale l’arte è essenzialmente verità, il modo più congeniale di esprimersi non poteva che essere quello espressionistico. Disegnatore e incisore robusto, usa nei dipinti la spatola in modo vigoroso, facendo piovere a striature verticali gli accesi colori… 

F.UDOVIC (tradotto dallo sloveno):..il maestro ha saputo realizzare questa apparente contraddizione. Automi che respirano la vita" proprio perché in possesso di una tecnica eccellente che si ritrova in tutte le sue opere, ognuna delle quali è frutto di una grande maestria espressiva.

G.MATTEI:...questa sua tecnica mista, dal cromatismo robusto,ben condensa le emozioni alle quali il pubblico va incontro passando in rassegna i dipinti. La spatola viene adoperata con forza quasi giustiziera nel travaglio di un materismo che si bugna addensandosi  in  chiaroscuri tattili, ove la luce entra e rimbalza creando ancora medio tono, sostanziato da un colore sorvegliato in chiave espressionistica, a tratti al limite dell'informale.

  E. LUCA:... la classica corposa spatolata di Talleri amalgama le voci e gli animi di quanti partecipano all'evento musicale senza tuttavia spersonalizzarli, e fa nel contempo emergere le mani, gli strumenti, i volti dei protagonisti di tale sublime esperienza, ponendoli sotto una luce calda e avvolgente... un cordiale omaggio da arte ad arte.

  P.RIZZI:...una meditazione sulla capacità che ha l'uomo di comunicare senza parole. Anche il  movimento si svolge nel silenzio; ed è un movimento che attiene allo stato d'animo (appunto al desiderio struggente di fuggire) che non al dinamismo fisico.  Restiamo attoniti. Il giuoco larvale della luce e dell'ombra paralizza i suonatori e comunque li avvolge in una atmosfera allucinata, come si trattasse di un rituale magico, fuori dal tempo, fuori dalla stessa vita. Ed è questa capacità persino stregonesca di Talleri che ci colpisce: egli rende ogni cosa alla dimensione di un sentimento che risale dai nostri oscuri precordi; e invade lo spazio della stessa realtà.

 

 

 

                       AUTOMI 28 - NATURISTI         ACRILICO '86 

 

  

                  SOGNO  -     ACRILICO '86                          AUTOMI 29 - NATURISTI          ACRILICO '86 

                              AUTOMI 3       ACRILICO '85

COL VENTO 11      ACRILICO '87       

                                                   TORO ACRILICO '98                                                           

 

 

                  CONCERTO 24       ACRILICO '92              SANTIFICA LE FESTE          ACRILICO'97

                     AMA IL TUO PROSSIMO   ACRILICO'97                              ALCUNE CARTOLINE

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M. CONTI: …Lo sfarfallio di colore gettato a spatolate lunghe che si sovrappongono e si mescolano creano il movimento del vento e la sua forza quale elemento incontrollabile… rappresenta il mare quale forza vitale riuscendo attraverso una tecnica coloristica forte a issare il vento nelle sue tinte più drammatiche. // …E’ la Trieste di ieri e di oggi che Talleri giudica con la drammaticità del suo gesto pittorico. Gli scorci di Cittavecchia non sono le solite vedute pittoresche e festose, un poco manieriste degli altri artisti: qui prevale il pathos, se non addirittura la crudezza della "cronaca". L’irrequieto e violento espressionismo dell’artista si manifesta in un tessuto pittorico costituito da veloci spatolate che si sovrappongono a strati di colori accesi in un vortice cromatico

L.R. CARGNELLI :.. I due suoi autoritratti anch’essi a tempera, Michelangioleschi  o miltoniani "Allegro" e "Pensoso", in realtà documentano la complessa personalità di questo artista, innamorato della natura e attento scrutatore della fisionomia e dell’interiorità umana. // …in maniera altamente personale ed attuale istintivamente espressionistica; le sue tele si caratterizzano per un uso intenso ed attentissimo dei colori, pigmenti spessi e materici, che creano vibrazioni  guizzanti, violente e delicate insieme, e che per la magia dei colpi di spatola spatola compongono le figure, i volti, i gesti, le atmosfere… La sua "Via crucis" in cinque essenziali stazioni è opera eccezionale. // …la sua pittura a spatola emerge di prepotenza, fino a diventare la tecnica per eccellenza del particolare, originale, attualissimo espressionismo di Talleri. Ciò che egli riesce a rendere con la spatola ha del prodigioso. // …Una vigorosa suggestione fiamminga                       (o rembrandtiana) investe i quartetti e i trii colpendoli con una luce avvolgente che è lo stesso ritmo del trillo e della cadenza. L’emozione così trasmessa è severa, quasi sacrale e nello stesso tempo rassicurante, benefica, gaia e dolcissima. La maestria della tecnica, pure così evidente, si scioglie nell’incanto dell’ispirazione, e il rigore è pari alla partecipazione inventiva.

E.SANTESE: E’ difficile dire di fronte a un quadro di Talleri "è bello". Sarebbe una riduzione, sarebbe un ricondurlo a una matrice, a una categoria che troppe volte noi frequentiamo nella dinamica quotidiana. Un quadro di Talleri parla, anche quando è dominato dal silenzio. // …sa mantenersi sempre fresco al di sotto di quella soglia di pericolo che è costituita dall’autocompiacimento della propria bravura. Poesia. E questa poesia la leggiamo per esempio in quella matericità che 

 

 nella sua parvenza così dilavata traccia le figure e le fisionomie… // La pittura di Talleri ha una poderosa componente di slancio plastico, rilevabile nello spessore della cromia che si dilata e si rapprende… //…Nelle superfici dipinte la materia   cromatica si macera  rigore è pari alla partecipazione inventiva.come per un’interna forza assorbente e nell’illusorio sgretolamento formale celebra loscatto costitutivo dell’immagine, mai asservita a una logica di contorni definiti, ma leggibile nella complessità dell’opera. La capacità di far uscire la luce da tonalità scure… 

  A. CASTELPIETRA:…oltre a riuscire a trattare con delicatezza e poesia una tragedia come quella dei Lager nazisti, da lui vissuta in prima persona, affronta il tema centrale della sua poetica, quello dell’uomo-automa… Opere che, attraverso una sapiente e costante erosione dei pigmenti, traducono l’erosione interiore degli uomini, sofferenti protagonisti del discreto espressionismo talleriano. 

O.PELOSO:  Per Giovanni Talleri esprimere le cose è presentarle sotto forma di poesia e di pittura.  Sarebbe riduttivo collocare questo solitario e straordinario pittore ad una scuola o ad una corrente, anche se la sua pittura la si può fare risalire al filone figurativo-espressionista. Nessun pittore ha mai esasperato l’arte, come fa Talleri, fino alla drammatica poetica della pittura figurativa.

G.BONOMO:....certo la visione dei suoi svaporanti fantasmi che dalla tela si proiettano nelle pieghe del nostro inconscio è quantomeno inquietante e drammatica... Tecnicamente pregevoli appaiono i contrasti di vivido colore nella nebbia tenebrosa, abbinati a sottili figure femminili quasi incorporee, sospese nella dimensione dello spirito. L'effetto bidimensionale   proposto crea  un'atmosfera onirica, quasi un viaggio nei vortici turbinosi della mente, nella vertigine dell'angoscia.

G. VIARENGO: L’aspetto più rilevante della pittura di Talleri consiste nella originalità del suo linguaggio, nello stile inconfondibile che fa del cromatismo spiccato l’ossatura robusta della composizione…da molte sue opere emana un senso di angoscia, quell'angoscia che stringe l'uomo in una morsa e che lo fa sentire solo anche quando è stretto in una moltitudine di persone e quando l'individuo diventa folla.

            SPOGLIAZIONE ACRILICO  '91                                                        TRIESTE PZZA S.CIPRIANO     ACRILICO '92                                                              ESODO     ACRILICO '92  

 

   MUGGIA-PORTICO   ACRILICO '92                                                                   AUTORITRATTO IN STUDIO    ACRILICO '98                                                                      CONCERTO 14    ACRILICO  '93

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S. MOLESI:... La realtà viene colta nell'immediata fragranza del suo apparire e poi restituita, nella forza del gesto e del colore, in una stenografica ed essenziale visione fervida ed appassionata. In questa operazione artistica Talleri si avvale di uno straordinario atletismo di occhio e di mano, che viene rivissuto da chi guarda, provocando così un vivo senso di vitalità percettiva e stimolando, con una sorta di spirituale sferzata metabolica, un sentire forte e propositivo.

C.MARTELLI - C.H. : Instancabile ricercatore riesce a far coincidere nelle sue opere grafiche e pittoriche la rappresentazione icastica con la sperimentazione di sempre nuove forme di linguaggio in un discorso nel quale il colore e segno si supportano vicendevolmente in effetti di grande piacevolezza cromatica e di forte suggestione narrativa… //…la forza segnica e coloristica di questo pittore che ha elaborato, in pittura e nell’incisione, tecniche assai personali e convincenti per un linguaggio capace di trasformare il vero attraverso una pregnante adesione spirituale al dato visivo.    

M. ACCERBONI:...l'artista triestino appare come una fonte inesauribile di energia, che né la tragica esperienza in un campo di concentramento tedesco, né le inevitabili asperità della vita hanno potuto scalfire. Da tale energia nasce la linfa della sua pittura di matrice espressionistica...

F.FAVRETTO: Se si tratta della pittura ecco la magica trasformazione del narrato in un evento diluito, con la stessa spatola che magistralmente ha creato dietro i segni realistici chiamata a distruggere sul davanti, a lavare l'immagine, scomponendola in un insieme di colori e di frammenti. L'effetto raggiunto è unico ma sorprendente. Talleri costruisce e distrugge contemporaneamente, 

 

 

 

 

 

 

 

con una sovrapposizione che alla fine diventa compenetrazione di spessori e discorsi. Capolavoro il quadro dedicato alle foibe...Nello scrivere come nel dipingere è uomo libero, superiore alle parti,  scomodo ma intelligente, maledettamente affascinante... 

W.ABRAMI:...Talleri si è impossessato di uno stile che pur essendo di matrice espressionista, è davvero 'unico' e inconfondibile... al fine è la luce, indivisibile conseguenza dell'ispirazione lirica e del sentimento, che dà vigore a questa pittura: essa, resa viva e corposa sia dal colore ad olio che dai colori acrilici, ci lascia 'interpretare' liberamente il non detto, ci suggerisce talora "ciò che possibilmente sta al di là del segno e del gesto", quel 'non espresso' indicato con vibrante colore...L'ultima cena del 2000, "profana, non sacra" come mi ha suggerito. 
  Ci ho messo un istante a capire: la tela rappresenta una famiglia contemporanea qualsiasi, una famiglia tipo, nucleo di automi seduti a tavola durante un pasto. Lui, lei, i figli, i nonni: comunicazione zero. Il Televisore acceso davanti agli imbecilli trasmette la solita insistente, 'perversa' odiosamata pubblicità o propaganda politica...

S.BROSSI:..verso un 'alta poetica penetrazione della realtà   ...  nel suo originale modo di dipingere i colori appaiono disposti come se fossero grandinati giù dalla tavolozza secondo un  fitto ordito .Si direbbe nei tratti decisi, verticali della spatola (cito nuovamente la similitudine della pioggia, la pittura di Talleri è a "pioggia") l'artisa riesca a far parlare più che la luce, l'assenza della stessa. Sul campo tormentato della textura dei suoi quadri egli sa proiettare i fantasmi di una realtà rivissuta emozionalmente, con un costante approfondimento delle conquiste interiori.

                 MUGGIA PORTO    ACRILICO '91

                             TRIESTE VIA DEL CROCIFISSO      ACRILICO '92   

                                                           AUTUNNO      ACRILICO '96
 

 

                LIBERI   ACRILICO '99                   ULTIMA CENA  ACRILICO 2000                                                  FOIBA    ACRILICO 1988

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WALTER ABRAMI..l dipinti inediti di quest' esposizione ci conducono lungo la pavimentazione sconnessa di un lungo  tratto delle Rive (e mi vengono in mente le polemiche innescate da Giovanni nei suoi battaglieri articoli de Il Massimiliano che ci trova 'colleghi' di penna) ad osservare i moli o in lontananza le dighe, tra le pietre azzurre e i declivi carsici che sovrastano il castello di Miramare e il porticciolo di Grignano, tra le barche dei pescatori a Muggia o poco più lontano sull'arenile ocraceo di Grado e, ... persino, in una piscina ad annotare la fatica d'alcuni nuotatori impegnati in una competizione. Uniche poderose figure di una rassegna che lascia voce alla natura (le alghe sulla sabbia, le nuvole, le lince della costa) e a piccole mute presenze del!'uomo (gli ombrelloni chiusi sulla spiaggia, i magazzini quasi vuoti del porto vecchio).

L'assenza delle persone esalta ancor più il movimento delle onde, uniche affascinanti e vere protagoniste dei suoi quadri! La materia ora si addensa ora si ricompone o si lacera, sempre energica e vibrante; i colori assalgono o svaniscono e piacciono le coraggiose scelte, i tagli.

SERENA BELLINI..Sono istantanee, impressioni raccontate suil vivo delle emozioni, come quando di ritorno da una battuta di pesca, descrive l'incanto della città riflessa da lontano, fra i bagliori delle luci riflesse sull'acqua, nelle ampie superfici modellate nei ritmi composti e aggrumati di gesti a restituire il moto calmo e sereno delle onde.

"Una città senza il mare da l'idea di un'opera incompleta alla quale manchi il contatto con l'infinito, la porta sull'ignoto, perché è priva del mistero che esiste e vibra sul suo orizzonte d'acqua che è irraggiungibile ... ": con una frase tratta dal romanzo “lo Piccolo cane", Giovanni Talleri suggerisce i contenuti delle sue più recenti opere.     

                                                                              

 

CLAUDIO MARTELLI..L’amore del mare per Talleri è antico, nato sulla barca a vela compagna di ventose scorribande - testimoniato da un quadro di piccolo formato di altra epoca ed esposto come anello di continuità rispetto a precedenti produzioni - ed è sincero, profondo, capace di esprimersi con tenerezza e con passione, pregno di ricordi e di entusiasmo.

Per rendersene conto vale la pena di ammirare l'intenso colore dell'acqua e del cielo che Talleri gradua in vibratili sfuma­ture capaci di catturare anche le luci più eclatanti degli incredibili tramonti triestini dal respiro ampio, solenne, sinfonico. Impresa non facile soprattutto se si pensa che 1'artista usa il colore acrilico che certo non ha in sé le delicate e trasparenti vibrazioni dell’olio e che al posto del pennello usa la spatola per una materia aggrumata che riesce a non appesantirsi ma assolve in modo egregio alla sfida.                                                              

MARILY CONTI  ...come "finestre sul mare" i 22acrilici della sua ultima esposizione. Sono azzurri madreperla, rossi e blu violenti, stesi a robuste pennellate a dare la sensazione delle onde che corrono e si infrangono contro la spiaggia; un castello di Miramare, fatto di vibrazioni di colore nel blu intenso dello specchio di mare, come a ricordare i "voli" dell'ultima Barcolana in baruffa di bora. Talleri espressionista violento, scrittore e velista ha solcato le "onde" dell'Adriatico su e giù per l'lstria fino alla Dalmazia. Con quelle onde che di getto, dopo averle abbozzate di fronte al mare, lui dipinge nel suo studio con quella pennellata, che lui chiama a "spatolate" rapida, decisa e robusta, a dare un senso a tutto quello che è mare, magia di tramonti, attrazione fatale delle onde. E alla domanda su come dev'essere l'arte, risponde con le parole di Scuiele: "L'arte non può essere moderna, ritorna eternamente all'origine".

 

 

 

  TRIESTE E IL MARE   ACRILICO 2000        

DENTRO LE DIGHE   ACRILICO '99

      MARINA 10   ACRILICO 2000

 

 

                     LA BAIA DI GRIGNANO    ACRILICO '99                       TRAMONTO A TRIESTE 2    ACRILICO '98                                      MARINA 22   ACRILICO '99

 

                                  MARINA 12   ACRILICO '99

            MARINA 18   ACRILICO 2000

            MARINA 15   ACRILICO '99

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FABIO FAVRETTO ... Talleri è scrittore e pittore o pittore e scrittore, sempre e comunque narratore, prosaicamente intenso e sanguigno, dai tratti come dal dire scomodo alle volte, ma rispettabile nelle sue idee e indiscutibile nella sua arte... Dopo la straordinaria serie delle marine, Giovanni Talleri si confronta con l'altro scenario connotatorio del paesaggio giuliano: il Carso... Talleri si impossessa della Natura, la piega alla sua volontà, la modifica, trasforma gli scorci senza una necessaria adesione alla realtà immanente... E’ il suo Carso, chiamato ad una nuova genesi piena di emozioni e di ricordi, è un Carso in posa per farsi descrivere dalla consumata abilità del pittore che si giustifica attraverso le sue stesse parole: " Ho ripreso le passeggiate in Carso. Una mia passione, però di alcuni anni fa, sessanta, per l' esattezza, quando mi piaceva arrampicarmi sulla roccia. E mi pare ieri... ed ho sempre il desiderio di dipingere quei luoghi, perché il paesaggio è sempre bello e suggestivo, ha un suo fascino in tutte le stagioni, come le belle donne e le cose antiche". MARCO GIOVANETTI...Nel suo ultimo libro "Pensieri e immagini" Talleri racconta di aver ripreso le passeggiate in Carso, e precisa che si tratta di una passione di  alcun i anni fa, sessanta per l'esattezza. Infatti, il Carso rappresentato nelle tele ha un sapore antico, un ricordo di sentieri incontaminati, di muretti e colori. E sono proprio  la luce e i colori che colpiscono appena ci si sofferma a guardare i dipinti. I verdi, i gialli, i marroni scandiscono il passare delle stagioni; e ogni stagione ha il suo fascino tanto che una delle tele più ammirate rappresenta il Carso d'inverno, innevato e con gli alberi spogli, ma con un tramonto alle spalle che lo rende affascinante.

SERENA BELLINI  Questa volta Giovanni Talleri si è lasciato coinvolgere dalle atmosfere limpide e melanconiche degli incantevoli paesaggi che in autunno  caratterizzano il Carso. Gettata via l'inseparabile spatola, ha preso pennelli e colori per stendere sulla tela morbide e serene immagini, come piccoli appunti, frasi che fissano le linee di un lungo discorso interiore, un dialogo che ha origini remote, iniziato or sono più di sessant'anni.......I dipinti su tela segnano il punto di arrivo di una lunghissima carriera che l'ha visto interprete di una visione del mondo che ha avuto come principale soggetto d'indagine i limiti che segnano la condizione dell'essere umano, osservato con lucidità ed ironia. Soggetto che l'artista ha saputo tradurre sotto mille aspetti e sfumature espressive...Nel suo studio, all'ultimo piano di un panoramico appartamento di Trieste, attorniato da scaffali stracolmi di libri, decine di tele, disegni, medaglie, mi dice:  «Non mi sono mai piaciuti gli ismi, perciò mi definirei talleriano, e senza presunzione, mi creda, solo perché amo essere me stesso, nel bene e nel male, ispirato a quel senso della libertà che costituiva il principio del pensiero così egregiamente espresso da Spinoza». E ancora:  «Penso che qualsiasi espressione d'arte, dalla musica, che è l'arte astratta per eccellenza, alla pittura, alla scultura, alla letteratura, alla danza, a tutto ciò che è espressione dell'animo umano, sia la manifestazione di un rapporto tra il soggetto e l'oggetto e dunque sia, anche non volendolo, perché istintiva, una indagine, per l'ancestrale, millenaria curiosità di conoscere, di sapere, di afferrare l'inafferrabile verità».     
 

                                                   CARSO 4  ACRILICO '02                                                                                CARSO 11    ACRILICO '02
 

 

 

         CARSO 10    ACRILICO '02                            CARSO-NAPOLEONICA ACRILICO '98                                CARSO 8    ACRILICO '02

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