CENNI CRITICI
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Mostra presso la Galleria Le Caveau (21/3/1994)
Servizio di Lodovico Zabotto
A.SPINARDI :... lo psicologo Giovanni Talleri, naturalmente con l'ausilio di una
tecnica preziosa, rappresenta l’anima di quella folla, di
quella gente che è preda della medesima suggestione, insieme gioisce e insieme
dispera.
M.FERRI ...colpi su colpi di colore che sgranano le figure, quasi
filtrate attraverso la memoria, e le allontanano nella dimensione del tempo. Fa
emergere il ripensamento sulla cattiveria umana, la riflessione sulla follia
collettiva, l'indagine su cos'è in fondo l'uomo.
C. MILIC:…L’orientamento
psicologico, oltre l’intensa qualità grottesca e la primitività del
lineamento disegnativo, non subordina l’immediatezza dell’urto emotivo.
Talleri – nell’accresciuta significazione del trattamento pittorico, che non
ignora, conglobandolo, l’esercizio silografico – coglie i motivi
rappresentativi, portando ad una "terribilità" arcaica, in cui
l’onda luminosa del cromatismo dissolve l’apparenza corporea delle immagini
facendo pulsare sulla tela una spasmodica e turbata vitalità trascendente, la
iniziale sperimentabilità del gesto compositivo. // …le barche in litografia
offrono un mirabile saggio di impianti cromatici…
M.PARLADORI:...pittura a spatola, materica e densa, che ritrae figure
che sembrano quasi emergere dalla materia pittorica. Se vista da vicino la sua
pittura sembra astratta, non è un'esagerazione, quando invece ci si allontana
ecco lentamente affiorare il soggetto...Una pittura dolorosa come lo sono il suo
colore, la sua luce e le sue atmosfere
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R.A.PERA Indivisibile dalla
sua spatola, stende i colori, stratifica la materia e rende vivo il soggetto
inseguendo qualcosa di ignoto che esiste solo nel suo spirito…I suoi colori
"gocciolati" striati a pioggia, in verticale, sono la sintesi del suo vedere la figura ed il suo fondale…
C. MANGANARO:.. La vita quotidiana ci coinvolge ma ad
ammirare queste superbe immagini (di Talleri) c’è un motivo di ritrovare noi
stessi e la chiave utile per rientrare in quel mondo primitivo che invano
cerchiamo, per corroborare lo spirito e riposare la nostra mente.// …Il
pittore ha realizzato, ancora una volta, se stesso ed ha espresso con gusto e
maestria il suo inquieto mondo interiore attraverso la gente "automa".
L’occhio ne resta incantato, ma sono soprattutto i particolari, i dettagli
cromatici, di luce e di colore, gli aspetti degli "automi" che
ripropongono la nota frenetica e robusta della pennellata. // ...Le sue figure
sono straordinariamente caratterizzate, sia quelle "autome" che quelle
delle regole Mosaiche, con una miriade di segni colorati che sembrano agitarsi
sulla tela e ciascuna di esse è un momento vissuto, che tuttavia non si dà
come stinta memoria ma come sensazione interiore, immediata.//...Le motivazioni
come le potenzialità purificano questa sua pittura dalle scorie
naturalistiche..
F.DE BERNARDI:…Per un triestino così vicino ai modelli mitteleuropei, per un uomo,
soprattutto, così totalmente autentico, per il quale l’arte è essenzialmente
verità, il modo più congeniale di esprimersi non poteva che essere quello
espressionistico. Disegnatore e incisore robusto, usa nei dipinti la spatola in
modo vigoroso, facendo piovere a striature verticali gli accesi colori…
F.UDOVIC
(tradotto dallo sloveno):..il maestro ha saputo
realizzare questa apparente contraddizione. Automi che
respirano la vita" proprio perché in possesso di una tecnica eccellente
che si ritrova in tutte le sue opere, ognuna delle quali è frutto di una
grande maestria espressiva.
G.MATTEI:...questa sua tecnica mista, dal cromatismo robusto,ben condensa le
emozioni alle quali il pubblico va incontro passando in rassegna i dipinti. La
spatola viene adoperata con forza quasi giustiziera nel travaglio di un materismo
che si bugna addensandosi in chiaroscuri tattili, ove la luce entra e rimbalza creando ancora
medio tono, sostanziato da un colore sorvegliato in chiave espressionistica, a
tratti al limite dell'informale.
E. LUCA:... la classica corposa spatolata di Talleri amalgama le voci e gli animi
di quanti partecipano all'evento musicale senza tuttavia spersonalizzarli, e fa
nel contempo emergere le mani, gli strumenti, i volti dei protagonisti di tale
sublime esperienza, ponendoli sotto una luce calda e avvolgente... un cordiale
omaggio da arte ad arte.
P.RIZZI:...una meditazione sulla capacità che ha l'uomo di
comunicare senza parole. Anche il movimento si svolge nel silenzio; ed è
un movimento che attiene allo stato d'animo (appunto al desiderio struggente di
fuggire) che non al dinamismo fisico. Restiamo attoniti. Il giuoco larvale
della luce e dell'ombra paralizza i suonatori e comunque li avvolge in una
atmosfera allucinata, come si trattasse di un rituale magico, fuori dal tempo,
fuori dalla stessa vita. Ed è questa capacità persino stregonesca di Talleri
che ci colpisce: egli rende ogni cosa alla dimensione di un sentimento che
risale dai nostri oscuri precordi; e invade lo spazio della stessa realtà.
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AUTOMI 28 - NATURISTI ACRILICO
'86
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SOGNO - ACRILICO '86 |
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AUTOMI 29 - NATURISTI ACRILICO '86 |
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| AUTOMI 3
ACRILICO '85 |
COL VENTO 11 ACRILICO '87
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TORO ACRILICO '98
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M. CONTI: …Lo sfarfallio di colore gettato a spatolate lunghe che si
sovrappongono e si mescolano creano il movimento del vento e la sua forza quale
elemento incontrollabile… rappresenta il mare quale forza vitale riuscendo
attraverso una tecnica coloristica forte a issare il vento nelle sue tinte più
drammatiche. // …E’ la Trieste di ieri e di oggi che Talleri giudica con la
drammaticità del suo gesto pittorico. Gli scorci di Cittavecchia non sono le
solite vedute pittoresche e festose, un poco manieriste degli altri artisti: qui
prevale il pathos, se non addirittura la crudezza della "cronaca".
L’irrequieto e violento espressionismo dell’artista si manifesta in un
tessuto pittorico costituito da veloci spatolate che si sovrappongono a strati
di colori accesi in un vortice cromatico
L.R. CARGNELLI :.. I due suoi
autoritratti anch’essi a tempera, Michelangioleschi o miltoniani
"Allegro" e "Pensoso", in realtà documentano la complessa
personalità di questo artista, innamorato della natura e attento scrutatore
della fisionomia e dell’interiorità umana. // …in maniera altamente
personale ed attuale istintivamente espressionistica; le sue tele si
caratterizzano per un uso intenso ed attentissimo dei colori, pigmenti spessi e
materici, che creano vibrazioni guizzanti, violente e delicate insieme, e
che per la magia dei colpi di spatola spatola compongono le figure, i volti, i
gesti, le atmosfere… La sua "Via crucis" in cinque essenziali
stazioni è opera eccezionale. // …la sua pittura a spatola emerge di
prepotenza, fino a diventare la tecnica per eccellenza del particolare,
originale, attualissimo espressionismo di Talleri. Ciò che egli riesce a
rendere con la spatola ha del prodigioso. // …Una vigorosa suggestione
fiamminga
(o rembrandtiana) investe i quartetti e i
trii colpendoli con una luce avvolgente che è lo stesso ritmo del trillo e
della cadenza. L’emozione così trasmessa è severa, quasi sacrale e nello
stesso tempo rassicurante, benefica, gaia e dolcissima. La maestria della
tecnica, pure così evidente, si scioglie nell’incanto dell’ispirazione, e
il rigore è pari alla partecipazione inventiva.
E.SANTESE:
…E’ difficile dire di fronte a un quadro di
Talleri "è bello". Sarebbe una riduzione, sarebbe un ricondurlo a una
matrice, a una categoria che troppe volte noi frequentiamo nella dinamica
quotidiana. Un quadro di Talleri parla, anche quando è dominato dal silenzio.
// …sa mantenersi sempre fresco al di sotto di quella soglia di pericolo che
è costituita dall’autocompiacimento della propria bravura. Poesia. E questa
poesia la leggiamo per esempio in quella matericità che
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nella sua parvenza così dilavata
traccia le figure e le fisionomie… // La pittura di Talleri ha una
poderosa componente di slancio plastico, rilevabile nello spessore della cromia
che si dilata e si rapprende… //…Nelle superfici dipinte la materia
cromatica si macera rigore è pari alla partecipazione
inventiva.come per un’interna forza assorbente e nell’illusorio sgretolamento
formale celebra loscatto costitutivo dell’immagine, mai asservita a una logica
di contorni definiti, ma leggibile nella complessità dell’opera. La capacità
di far uscire la luce da tonalità scure…
A. CASTELPIETRA:…oltre a riuscire a trattare con delicatezza
e poesia una tragedia come quella dei Lager nazisti, da lui vissuta in prima
persona, affronta il tema centrale della sua poetica, quello
dell’uomo-automa… Opere che, attraverso una sapiente e costante erosione dei
pigmenti, traducono l’erosione interiore degli uomini, sofferenti protagonisti
del discreto espressionismo talleriano.
O.PELOSO:
Per Giovanni Talleri
esprimere le cose è presentarle sotto forma di poesia e di pittura.
Sarebbe riduttivo collocare questo solitario e straordinario pittore ad una
scuola o ad una corrente, anche se la sua pittura la si può fare risalire
al filone figurativo-espressionista. Nessun pittore ha mai esasperato l’arte,
come fa Talleri, fino alla drammatica poetica della pittura figurativa.
G.BONOMO:....certo la visione dei suoi svaporanti fantasmi che dalla
tela si proiettano nelle pieghe del nostro inconscio è quantomeno
inquietante e drammatica... Tecnicamente pregevoli appaiono i contrasti di
vivido colore nella nebbia tenebrosa, abbinati a sottili figure femminili quasi
incorporee, sospese nella dimensione dello spirito. L'effetto bidimensionale
proposto crea un'atmosfera onirica, quasi un viaggio nei vortici
turbinosi della mente, nella vertigine dell'angoscia.
G.
VIARENGO: L’aspetto più rilevante della pittura di
Talleri consiste nella originalità del suo linguaggio, nello stile
inconfondibile che fa del cromatismo spiccato l’ossatura robusta della
composizione…da molte sue opere emana un senso di angoscia, quell'angoscia che
stringe l'uomo in una morsa e che lo fa sentire solo anche quando è stretto in
una moltitudine di persone e quando l'individuo diventa folla.
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SPOGLIAZIONE ACRILICO '91 |
TRIESTE PZZA S.CIPRIANO ACRILICO '92 |
ESODO ACRILICO '92 |
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S. MOLESI:... La realtà viene colta
nell'immediata fragranza del suo apparire e poi restituita, nella forza del
gesto e del colore, in una stenografica ed essenziale visione fervida ed
appassionata. In questa operazione artistica Talleri si avvale di uno
straordinario atletismo di occhio e di mano, che viene rivissuto da chi guarda,
provocando così un vivo senso di vitalità percettiva e stimolando, con una
sorta di spirituale sferzata metabolica, un sentire forte e propositivo.
C.MARTELLI
- C.H. : Instancabile
ricercatore riesce a far coincidere nelle sue opere grafiche e pittoriche la
rappresentazione icastica con la sperimentazione di sempre nuove forme di
linguaggio in un discorso nel quale il colore e segno si supportano
vicendevolmente in effetti di grande piacevolezza cromatica e di forte
suggestione narrativa… //…la forza segnica e coloristica di questo pittore
che ha elaborato, in pittura e nell’incisione, tecniche assai personali e
convincenti per un linguaggio capace di trasformare il vero attraverso una
pregnante adesione spirituale al dato visivo.
M. ACCERBONI:...l'artista triestino appare come una fonte
inesauribile di energia, che né la tragica esperienza in un campo di
concentramento tedesco, né le inevitabili asperità della vita hanno potuto scalfire. Da tale
energia nasce la linfa della sua pittura di matrice espressionistica...
F.FAVRETTO:
Se si tratta della pittura ecco la magica trasformazione del narrato in un
evento diluito, con la stessa spatola che magistralmente ha creato dietro i
segni realistici chiamata a distruggere sul davanti, a lavare l'immagine,
scomponendola in un insieme di colori e di frammenti. L'effetto raggiunto è
unico ma sorprendente. Talleri costruisce e distrugge contemporaneamente,
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con
una sovrapposizione che alla fine diventa compenetrazione di spessori e
discorsi. Capolavoro il quadro dedicato alle foibe...Nello scrivere come
nel dipingere è uomo libero, superiore alle parti, scomodo ma intelligente, maledettamente
affascinante...
W.ABRAMI:...Talleri si è impossessato di uno stile che pur essendo
di matrice espressionista, è davvero 'unico' e inconfondibile... al fine è la
luce, indivisibile conseguenza dell'ispirazione lirica e del sentimento, che dà
vigore a questa pittura: essa, resa viva e corposa sia dal colore ad olio che
dai colori acrilici, ci lascia 'interpretare' liberamente il non detto, ci
suggerisce talora "ciò che possibilmente sta al di là del segno e del
gesto", quel 'non espresso' indicato con vibrante colore...L'ultima
cena del 2000, "profana, non sacra" come mi ha suggerito.
Ci ho messo un istante a capire: la
tela rappresenta una famiglia contemporanea qualsiasi, una famiglia tipo, nucleo
di automi seduti a tavola durante un pasto. Lui, lei, i figli, i nonni:
comunicazione zero. Il Televisore acceso davanti agli imbecilli trasmette la
solita insistente, 'perversa' odiosamata pubblicità o propaganda politica...
S.BROSSI:..verso un 'alta poetica penetrazione della realtà
... nel suo originale modo di dipingere i colori appaiono disposti come se
fossero grandinati giù dalla tavolozza secondo un fitto ordito .Si
direbbe nei tratti decisi, verticali della spatola (cito nuovamente la
similitudine della pioggia, la pittura di Talleri è a "pioggia") l'artisa
riesca a far parlare più che la luce, l'assenza della stessa. Sul campo
tormentato della textura dei suoi quadri egli sa proiettare i fantasmi di una
realtà rivissuta emozionalmente, con un costante approfondimento delle
conquiste interiori.
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WALTER ABRAMI..l dipinti
inediti di quest' esposizione ci conducono lungo la pavimentazione
sconnessa di un
lungo tratto
delle Rive (e mi vengono
in mente le polemiche innescate da Giovanni nei suoi battaglieri articoli
de Il
Massimiliano che ci trova 'colleghi' di penna) ad osservare i
moli o in lontananza le dighe, tra le pietre azzurre e i
declivi carsici che sovrastano il castello di Miramare e il porticciolo
di Grignano, tra le barche dei pescatori a Muggia o poco più lontano
sull'arenile ocraceo di Grado e, ... persino, in una piscina ad annotare la
fatica d'alcuni nuotatori impegnati in una competizione.
Uniche poderose figure di una rassegna che lascia voce alla natura (le alghe
sulla sabbia, le nuvole, le lince della costa) e a piccole mute presenze
del!'uomo (gli ombrelloni chiusi sulla spiaggia, i
magazzini quasi vuoti del porto vecchio).
L'assenza delle persone
esalta ancor più
il movimento delle onde, uniche affascinanti e vere protagoniste dei suoi
quadri!
La materia ora si addensa ora si ricompone o si lacera, sempre energica e
vibrante; i colori assalgono o svaniscono e piacciono le coraggiose scelte, i
tagli.
SERENA BELLINI..Sono istantanee, impressioni
raccontate suil vivo delle emozioni, come quando di ritorno da una battuta di
pesca, descrive l'incanto della città riflessa da lontano, fra i bagliori delle
luci riflesse sull'acqua, nelle ampie superfici modellate nei ritmi composti e
aggrumati di gesti a restituire il moto calmo e sereno delle onde.
"Una
città senza il mare da l'idea di un'opera
incompleta alla quale manchi il contatto con l'infinito, la porta sull'ignoto,
perché è priva del mistero che esiste e vibra sul suo orizzonte d'acqua che è
irraggiungibile ... ": con una frase tratta dal romanzo “lo Piccolo
cane", Giovanni Talleri suggerisce i contenuti delle sue più recenti
opere.
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CLAUDIO MARTELLI..L’amore
del mare per Talleri è
antico,
nato sulla barca a vela compagna di ventose scorribande - testimoniato da un
quadro di piccolo formato di altra epoca ed esposto come anello di continuità
rispetto a precedenti produzioni - ed è
sincero,
profondo, capace di esprimersi con tenerezza e con passione, pregno di ricordi e
di entusiasmo.
Per
rendersene conto vale la pena di ammirare l'intenso colore dell'acqua e del
cielo che Talleri gradua in vibratili sfumature capaci di catturare anche le
luci più eclatanti degli incredibili tramonti triestini dal respiro ampio,
solenne, sinfonico. Impresa non facile soprattutto se si pensa che 1'artista usa
il colore acrilico che certo non ha in sé le delicate e trasparenti vibrazioni
dell’olio e che al posto del pennello usa la spatola per una materia aggrumata
che riesce a non appesantirsi ma assolve in modo egregio alla sfida.
MARILY CONTI ...come "finestre sul mare" i 22acrilici
della sua ultima esposizione. Sono azzurri madreperla, rossi e blu violenti,
stesi a robuste pennellate a dare la sensazione delle onde che corrono e si
infrangono contro la spiaggia; un castello di Miramare, fatto di vibrazioni di
colore nel blu intenso dello specchio di mare, come a ricordare i
"voli" dell'ultima Barcolana in baruffa di bora. Talleri
espressionista violento, scrittore e velista ha solcato le "onde"
dell'Adriatico su e giù per l'lstria fino alla Dalmazia. Con quelle onde che di
getto, dopo averle abbozzate di fronte al mare, lui dipinge nel suo studio con
quella pennellata, che lui chiama a "spatolate" rapida, decisa e
robusta, a dare un senso a tutto quello che è mare, magia di tramonti, attrazione fatale delle
onde. E alla domanda su come dev'essere l'arte, risponde con le parole di
Scuiele: "L'arte non può essere moderna, ritorna eternamente all'origine".
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TRIESTE E IL MARE ACRILICO 2000
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DENTRO LE DIGHE ACRILICO '99
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MARINA 10 ACRILICO 2000
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LA BAIA DI GRIGNANO ACRILICO '99 |
TRAMONTO A TRIESTE 2 ACRILICO '98 |
MARINA 22 ACRILICO '99 |
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MARINA 12 ACRILICO '99 |
MARINA 18 ACRILICO 2000 |
MARINA 15 ACRILICO '99 |
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7 di 7 |
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FABIO
FAVRETTO ...
Talleri è scrittore e pittore o pittore e scrittore, sempre e comunque
narratore, prosaicamente intenso e sanguigno, dai tratti come dal dire scomodo
alle volte, ma rispettabile nelle sue idee e indiscutibile nella sua arte...
Dopo la
straordinaria serie delle marine, Giovanni Talleri si confronta con l'altro
scenario connotatorio del paesaggio giuliano: il Carso... Talleri si impossessa
della Natura, la piega alla sua volontà, la modifica, trasforma gli scorci
senza una necessaria adesione alla realtà immanente... E’ il
suo Carso, chiamato ad una nuova genesi piena di emozioni e di ricordi, è un
Carso in posa per farsi descrivere dalla consumata abilità del pittore che si
giustifica attraverso le sue stesse parole: " Ho ripreso le passeggiate in
Carso. Una mia passione, però di alcuni anni fa, sessanta, per l' esattezza,
quando mi piaceva arrampicarmi sulla roccia. E mi pare ieri... ed ho sempre il
desiderio di dipingere quei luoghi, perché il paesaggio è sempre bello e
suggestivo, ha un suo fascino in tutte le stagioni, come le belle donne e le
cose antiche".
MARCO GIOVANETTI...Nel suo ultimo libro "Pensieri e
immagini" Talleri racconta di aver ripreso le passeggiate in Carso, e
precisa che si tratta di una passione di alcun i anni fa, sessanta per
l'esattezza. Infatti, il Carso rappresentato nelle tele ha un sapore antico, un
ricordo di sentieri incontaminati, di muretti e colori. E sono proprio la
luce e i colori che colpiscono appena ci si sofferma a guardare i dipinti. I
verdi, i gialli, i marroni scandiscono il passare delle stagioni; e ogni
stagione ha il suo fascino tanto che una delle tele più ammirate rappresenta il
Carso d'inverno, innevato e con gli alberi spogli, ma con un tramonto alle spalle
che lo rende affascinante.
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SERENA BELLINI Questa volta
Giovanni Talleri si è lasciato coinvolgere dalle atmosfere limpide e
melanconiche degli incantevoli paesaggi che in autunno caratterizzano il
Carso. Gettata via l'inseparabile spatola, ha preso pennelli e colori per
stendere sulla tela morbide e serene immagini, come piccoli appunti, frasi che
fissano le linee di un lungo discorso interiore, un dialogo che ha origini
remote, iniziato or sono più di sessant'anni.......I
dipinti su tela segnano il punto di arrivo di una lunghissima carriera che l'ha
visto interprete di una visione del mondo che ha avuto come principale soggetto
d'indagine i limiti che segnano la condizione dell'essere umano, osservato con
lucidità ed ironia. Soggetto che l'artista ha saputo tradurre sotto mille
aspetti e sfumature espressive...Nel
suo studio, all'ultimo piano di un panoramico appartamento di Trieste,
attorniato da scaffali stracolmi di libri, decine di tele, disegni, medaglie, mi
dice:
«Non
mi sono mai piaciuti gli ismi, perciò mi definirei talleriano, e senza
presunzione, mi creda, solo perché amo essere me stesso, nel bene e nel male,
ispirato a quel senso della libertà che costituiva il principio del pensiero
così egregiamente espresso da Spinoza». E ancora: «Penso che qualsiasi
espressione d'arte, dalla musica, che è l'arte astratta per eccellenza, alla
pittura, alla scultura, alla letteratura, alla danza, a tutto ciò che è
espressione dell'animo umano, sia la manifestazione di un rapporto tra il
soggetto e l'oggetto e dunque sia, anche non volendolo, perché istintiva, una
indagine, per l'ancestrale, millenaria curiosità di conoscere, di sapere, di
afferrare l'inafferrabile verità». |
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| CARSO 4 ACRILICO '02 |
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CARSO 11 ACRILICO '02 |
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