I ricordi scolpiti nel cuore

 

    ALCUNI  BASSORILIEVI  DI  BRONZO

 

eseguiti per esprimere ancora  una volta  

che la violenza va comunque condannata, 

sia quella di chi perde sia quella di chi 

vince, senza le consuete ipocrisie e i soliti 

millenari voltafaccia

 

 LA CONSEGNA A GIOVANNI TALLERI DEL

 SIGILLO DELLA CITTA' DI MONFALCONE

             Servizio tv di Laura Buccarella

<font color="#FF0000" size="4">NB: se non si vede il filmato, permettere gli Script.</font>

 

, qui, adesso, di fronte a queste celle tetre, tombali, mi chiedo come avrei reagito se vi fossi stato tenuto nell'inerzia, nell'attesa della fine, costretto ad abituarmi all'idea della morte; immobile, ridotto ad un essere vegetale, pressato tra gli altri come me, ammutoliti dallo stesso destino,in uno stato di sempre maggiore abbandono, quasi in un "cupio dissolvi" non di fede e speranza, ma di disperazione. Non so se chi non ha provato il martirio di certa prigionia possa capirne le sofferenze, perché qui si ritrova nel mezzo di un Sacrario, di un monumento che, senza una adeguata preparazione e conoscenza storica, ed anche una buona capacità di sentimento, rimane una fredda curiosità, riducendosi quasi ad una occasione di turismo, a qualcosa di estraneo, di reorico, com'è in fondo la sorte di tanti avvenimenti  umani.                            (da un mio articolo pubblicato sul MassimilianoG.T

                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                            

                                   I bronzi escono dalla FONDERIA  PICCHIANI E BARLACCHI S.R.L.di FIRENZE

 

   

 

  1.  NEI VENTI MESI DELL'OCCUPAZIONE TEDESCA QUESTO EDIFICIO FU SEDE DEL COMANDO DELLA POLIZIA-SS LUOGO DI   

                   SOFFERENZE E TORTURE  

  2.  QUI SORGEVA "VILLA TRISTE" LUOGO DI SOFFERENZE E DI TORTURE SEDE DEL COMANDO DELL' ISPETTORATO SPECIALE  

                   (1942-1945)

  3.   IN MEMORIA DI TUTTI COLORO CHE SEPPERO ACCETTARE LE SOFFERENZE E LA MORTE CON CORAGGIO E DIGNITÀ

  4. DURANTE L'OCCUPAZIONE TEDESCA (1943-1945) QUESTA SCUOLA FU TRASFORMATA IN PRIGIONE QUI CENTINAIA DI PATRIOTI   

                   STAVANO IN ATTESA DI VENIR DEPORTATI NEI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI  

  5.  DA QUESTA STAZIONE DURANTE     L'OCCUPAZIONE TEDESCA (1943-1945) PARTÌ LA MAGGIOR PARTE DEI TRASPORTI DELLA MORTE 

                  DIRETTI DALL' ITALIA AI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI

  6. IN QUESTO GENEROSO ASILO FU INFERTA NEL GENNAIO 1944 L'OFFESA RAZZIALE E PERPETRATA LA DEPORTAZIONE VERSO I    

                  LAGER NAZISTI

                                                                                                                                               

 Il 5 maggio 1945

  Posto dalla Provincia di Trieste in via Imbriani angolo CorsoItalia,  in memoria di coloro che caddero manifestando il proprio sentimento d'italianità      

 

  Foiba n.1       

Fuso in bronzo a spese dell'Amministrazione provinciale di Trieste nel 2000, non è stato ancora esposto al pubblico mancando  l'autorizzazione alla sua collocazione.

Foiba n.2

Gesso che ho effettuato su richiesta di un dirigente della Casa degli ex Combattenti, poi defunto. Mi è stato in seguito restituito perché "troppo vero, troppo crudo".

 

 

          La mia patria tra cielo e mare   

          Trieste-Piazza Unità d'Italia  (gesso)

...L'anima della città era piombata nel buio della disperazione. Ma il cinque maggio fu tutta per le strade. Il popolo sfilò in corteo, a manifestare i propri sentimenti d'italianità per ore ed ore; e dopo la sosta in via Silvio Pellico, sotto la sede de "Il Piccolo", mentre cominciava a disperdersi giù per il Corso, intervennero i "liberatori" con la stella rossa sparandole contro come fosse un branco di bisonti da cacciare. Cinque caddero morti e molti furono i feriti...

         

.in quei quaranta luridi giorni     

di odio                       

di foibe riempite
venire correre

gridare il dolore                                          piangere urlare in strada nei boschi
l'abominevole carneficina
la delazione
le oscure vendette dipinte di sangue
dei tristi fautori
di cieca rivalsa sui
deportati a migliaia e buttati
ferocemente
negli orridi abissi
freddi forni crematori
con l'odio nel cuore barbara gente
guardinga si muove e se può ti rovescia
ti spinge
in bocche oscure e profonde...

da "Vent'anni no pag.268                   G.T.

... Nelle enciclopedie si trovano Oberdan e  Balilla, ma non si trova Pasquinelli; si trova"Ardeatine, Fosse, dove furono uccisi dai Tedeschi 335 prigionieri", ma senza un accenno ai motivi; si trova "foibe" come cavità di origine carsica e, generalmente, senza il particolare, evidentemente trascurabile, che gli slavi le hanno riempite  con migliaia di italiani, da loro uccisi per un opera di pulizia etnica.

   E' un segno della nostra debolezza, come le parole, che allora venivano facilmente ripetute dagli uomini politici, "di fiducia in un più sereno avvenire per i fratelli dell'Istria"...                                                  

da "Il mio amore sei tu" pag.71             G.T.    

...Ognuno convinto delle proprie ragioni, che esponeva con accanimento riuscendo ad ascoltare soltanto la propria voce. Ognuno una piccola isola dolorosa e rumorosa, che ripeteva la propria verità con incredibile fiducia, come in un assurdo gioco tra fanatismi diversi che cercassero di penetrarsi gridando più forte. Anche da Genova arrivarono, i marinai del Saturnia. E tutti, e questi e quelli, esuli istriani e dalmati o emigrati triestini in cerca di lavoro, tutti convinti che Trieste ed anche l'Istria sarebbero ritornate all'Italia, perché erano italiane e non poteva finire diversamente. Che anni terribili!...

da "Io, piccolo cane" pag.127               G.T.

       

 

 

                                                      

                    ALCUNI  BOZZETTI

 

 

 

E non mettiamoci bandiere o divise. In certi momenti gli umani se non sono proprio tutti uguali si assomigliano molto. Ciò che m'infastidisce, per non dire addolora, è il silenzio o il vociare delle medesime persone  secondo lo spostarsi della mano del potente di turno. 

                                                G.T

                                                           

        .                                                  

   

 

A chi piace modellare, sentire sotto le dita il volume delle cose che crea, il bassorilievo può offrire molta soddisfazione, senza impegnare spazi eccessivi e usando utensili elementari.

Un paio di kili di stucco da scultore, qualche spatoletta di legno a varie forme per lavorarlo secondo le necessità, un paio di sgorbiette e di spatolette metalliche per gli eventuali ritocchi ai gessi. Quindi la gomma da sciogliere in una pentola 

   

antiadesiva, in quantità sufficiente. E infine il gesso, da usare secondo le precise prescrizioni del fornitore. 

Lo stucco dovrà essere posto in una cassettina almeno un centimetro più larga e due più alta, così che versandoci la gomma essa abbia un sufficiente spessore e i bordi per trattenere il gesso che successivamente le verrà versato sopra.

 

 

   

 

UN ALTRO TIPO DI BASSORILIEVO

 

 

Effettuato il bozzetto bene ombreggiato a carboncino od altro, si disegnano i suoi contorni sull'espanso e poi si procede a incidere usando un paio di saldatori elettrici , uno sottile e uno grosso.

Il lavoro deve essere eseguito con molta attenzione e sicurezza perchè il calore scioglie l'espanso inesorabilmente e bisogna evitare i rattoppi. Le gradazioni, l'intensità dei vari segni, sono rese dalla profondità e dalla larghezza dei solchi. 

In fine si pittura tutto con colore acrilico e vi si spruzza vernice opaca.

Incollato su una parete o soffitto serve pure in modo egregio da isolante termico.

                                            Bassorilievo   '76                                                                                               espanso  3.25 x 1.20 x 0.09
 

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