1928  Gli allievi della prima elementare alla scuola Edmondo De Amicis

 Ogni classe aveva dai 34 ai 40 allievi. Il maestro era uno solo, a parte il sacerdote per l'ora settimanale di religione. Nella palestra della scuola sistemavano pure il refettorio durante il riposo delle ore 10 e talune volte proiettavano qualche pellicola e i famosi "film Luce".

  

...E via tutti e tre di corsa verso la cantina della villa, alla quale si giungeva scendendo la scala sotto il portico retrostante.

      La nostra vita era il nostro gioco. Avevamo finito il primo anno di scuola  e per me la scuola costituiva un vero incubo; andarci significava un sacrificio enorme, da piangere, da fingermi ammalato. Non volevo studiare, non volevo leggere, mi piaceva soltanto arrampicarmi sugli alberi, correre in campagna, scarabocchiare con le matite colorate imbrattando le pagine dei quaderni...(pag.16)

     ...A scuola non figuravo certo tra i migliori. Però ogni anno, conun paio di esami di riparazione, riuscivo a cavarmela. I compiti che il maestro mi correggeva scomparivano sotto i suoi marcati segni

 rossi e blu che sembravano furiose frustate, come se la pagina fosse la mia schiena perché «pur avendo una notevole capacità - diceva - non vuol studiare». E dovevo portarli a casa e farli firmare al babbo. Erano tirate d’orecchie da una parte e celesti sguardi lampeggianti dall’altra. Per non dire delle firme che doveva apporre in calce alle tante pagine di penitenza che il maestro mi ordinava di scrivere e che io consideravo una vera perdita di tempo, non potendomi dedicare con gli amici alle gare di tiro a segno, anche perché ci riuscivo molto bene sia con il flobert che con la cerbottana...(pag.29)

 

      Dal mio romanzo VENT'ANNI NO - UNA STORIA TRIESTINA

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