CHI E’ CHE PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO?                       03.09.08      

                                            

 

 

Se permettete rispondo io, e senza esitazione: è l’opposizione politica in Italia, in cui esiste uno strano concetto di democrazia. In Italia democrazia vuol dire libertà di pensare ciò che si vuole, di fare ciò che si vuole; significa diritto ad avere un lavoro, diritto ad avere una casa, diritto a una pensione, diritto all’assistenza medica, diritto…Ma ai doveri non si fa mai cenno. E si crea così una contrapposizione infinita tra infiniti diritti, chiari, precisi, isolati, che non si riconoscono, non vogliono accettarsi e perciò non riescono a creare quella catena, quel fluido comunicativo indispensabile alla vita di una qualsiasi collettività. Anzi, dato il loro fondamentale diritto ad avere diritti, finiscono col remare ognuno per conto proprio, e spesso intenzionalmente a sfavore degli altri, consumando le proprie energie e non approdando mai da nessuna parte.

Lo stato, invero, è come una nave, un veliero, e specie quando c’è burrasca guai se ognuno dell’equipaggio e dei passeggeri, od anche uno solo d’essi, eseguisse una manovra diversa, contraria a quanto disposto dal comandante. Potrebbe causare danni gravissimi, persino il naufragio.

      Ora, se pensiamo all’equipaggio come ai politici e ai passeggeri come ai cittadini elettori, non possiamo non renderci conto del motivo per il quale l’Italia non riesce a navigare alla pari degli altri stati europei. E non è un vezzo degli ultimi vent’anni, anzi, nei precedenti quaranta i governi, che non duravano in media nemmeno dieci mesi, avevano condotto l’Italia, con la loro pervicace demagogia, con la loro presunzione ideologica, sull’orlo del fallimento.

Eppure c’è ancora oggi, tra i passeggeri, chi non ha capito che il vantato benessere conseguito durante la cosiddetta prima repubblica fosse solamente una montagna di debiti, di cambiali che prima o poi dovevano, o più esattamente dovranno, essere pagate, e non certamente dai membri dell’equipaggio, sistemati bene nelle loro scialuppe d’oro: ma dai passeggeri.

Ed ora l’opposizione con Dipietro in testa ha portato all’ordine del giorno la questione delle intercettazioni telefoniche e della loro giusta divulgazione, in quanto, afferma, “ l’informazione non può essere imbavagliata”.

Si tratta, pare, di centinaia di migliaia o addirittura milioni di intercettazioni che nel nostro Paese vengono effettuate dietro regolare autorizzazione della magistratura, nell'interesse di indagini importantissime. Io, che personalmente non lo credo, trovo comunque inammissibile che vengano rese pubbliche fino a che il processo non sia compiuto, specie quando il loro contenuto non ha niente a che vedere con il motivo dell'intercettazione e coinvolge la privatezza(privacy) di terze persone. Penso piuttosto che le motivazioni siano esclusivamente politiche, anche considerando che l’opposizione, pur di remare contro, si è ridotta a insinuare che il governo intende ritornare ai metodi fascisti.

      Resta perciò da spiegare ai passeggeri rimasti sulla nave, che si mantiene a galla con una certa difficoltà, e forse proprio per la loro intelligenza e pazienza, quale sia il valore degli artt.616,617,619,620 della sezione V del Codice Penale italiano di cui cito qualche riga:    "art.616. Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza. -   Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o dal farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione  di legge,  con la  reclusione fino a un anno o con una multa....  

     Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza s'intende quella epistolare, telegrafica o telefonica (618,619; Cost. 15). "

     Tutto ciò premesso, mi chiedo perché nessuno di quelli che tanto ci tengono all’informazione, addirittura appunto delle intercettazioni in gran parte soltanto pettegolezzi (gossip), non abbia mai preteso dai mezzi di comunicazione, come invece avrebbero dovuto - qui sì, in questo caso - le notizie relative alla vendita di

 tutti i beni immobili dell’INPS, INPDAP, INAIL¸ il preciso rendiconto; benché si tratti di soldi della collettività, di contributi versati dai lavoratori da ottant’anni a questa parte, e che sono stati capitalizzati per assicurare il loro valore nel tempo e consentire a detti istituti il versamento delle relative pensioni e prestazioni previste.

       No. Qui l’opposizione ha la faccia di dichiarare che  gli anziani possono ricevere la pensione grazie ai contributi assicurativi che oggi vengono versati dalle badanti e dagli immigrati regolari. Notizia che dovrebb’essere punibile, non con la fucilazione o con la fustigazione  o il taglio della lingua, che nel nostro mondo civile non sono più ammesse, ma con l’obbligo di vivere per un paio di mesi in una baracca e di raccogliere patate o carote per dieci ore al giorno., sole o pioggia che sia.

       A parte che il grande indebitamento e l’alta inflazione sono iniziati con il ’68, il fatidico anno e movimento con il quale è iniziata la “grande” rivoluzione culturale al grido che i bambini hanno diritto di contestare l’insegnante, che la politica dev’essere praticata da tutti e dappertutto, in officina, a scuola, per strada, in palestra …

       Ora si sta vivendo un momento difficile, in campo mondiale; un po’, per certi versi, sulla lama del rasoio, con l’incombente pericolo del terrorismo, al quale ha dato inizio decine d’anni or sono il signor Harafat, quel tale che fu tuttavia onorato col premio Nobel per la pace.

 Dunque, osservavo che l’opposizione, da noi, non perde il vizio. E per vizio intendo non una opposizione dialettica, costruttiva, tendente ad evitare errori, a creare il bene per la collettività cui appartiene. No, sarebbe un’opposizione intelligente e quindi utile. Il vizio, invece, è dovuto alla rivalità più sfacciata e più controproducente, è dovuto al permanere di orme profonde di ideologie passate e forse nemmeno ben capite e interpretate, è dovuto alla moltitudine di affamati e di arroganti che vivono di politica, nella politica.

 Adesso il loro lavoro consiste nel seminare  mine sul terreno in cui opera il governo, di addossargli ogni responsabilità, addirittura della liberazione di un delinquente decisa dalla magistratura, dell’aumento continuo del costo della vita e del prezzo dei pomodori, del ripetersi di disgrazie sulle autostrade, dei tanti immigrati clandestini, del costo dei libri scolastici, dei danni causati dalle alluvioni e via elencando. Tutto è conseguenza del malgoverno della destra che pensa soltanto a tutelare i propri interessi con leggi ad personam. E con le loro critiche al veleno, ampiamente divulgate dalla radio, dalla televisione e dalla stampa, dimostrano chiaramente, se ce ne fosse ancora bisogno, che ogni loro azione mira soltanto a recuperare potere, riconquistare elettori  per sedersi nuovamente sulle già loro privilegiate poltrone.

Ringraziando per l’ospitalità di questo foglio, che continua la sua opera pur non godendo di nessuna sovvenzione, riporto dal mio blog un’immagine che mi sembra azzeccata: “Ora, tutto ciò che fanno coloro che sono stati scelti dai cittadini per governare, li disturba enormemente e li fa predire un ritorno della dittatura nera, un disastro per la nazione, la fine della democrazia, la desertificazione,  il ritorno della miseria. Perciò, invece di collaborare per risolvere i problemi, per rimettere un po' sulla rota giusta la navicella,  direi l'immenso cargo data la quantità di debiti che deve trasportare, e che loro hanno ammassato dal '68 in poi con una serie di governi demagogici e irresponsabili, che cosa fanno? Con qualche barchetta che gli è rimasta, e paradossalmente sovvenzionati dai proprietari del cargo, cioè gli elettori, ci navigano intorno e cercano di bucarne lo scafo. Meglio che tutto affondi piuttosto di ammettere che il tipo di navicella da loro agognata possa navigare solamente sotto la ferrea dittatura comunista, come è stata la russa, come  è la cinese, dove esistono, ma nessuno lo deve sapere, una massa di derelitti, di schiavi, e dove nessuno, comunque, ha diritto di parola e tanto meno di fare e anche soltanto di dire ciò che desidera. 

per ritornare a Blog 1.09.08

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