P A R O L E,  P A R O L E              9/'07

Largo è il pascolo delle parole che si fanno da una parte e dall’altra    (Iliade)

“Il mio infinito ragionare fa sì che io non compia  nulla”. Non ricordo chi l’ha detto, eppure è una verità assoluta che, specie nel caso dei nostri politici, può collegarsi all'affermazione  “non c’è più pazzo al mondo di chi crede d’aver ragione”. E questo, ricordo, lo ha detto Pirandello.

Lo verifichiamo ogni giorno, in abbondanza, sui giornali e alla tv durante le ripetute  rassegne di quel solito mazzo... di fiori o altri vegetali in gran parte appassiti, circondati da microfoni, accarezzati da intervistatori, e tutti presi dal mostrare, appunto, quanto ragionano e quanto, appunto, abbiano ragione su qualsiasi argomento. Tema che svolgono con una convinzione totale, che pare sincera, che pare pura, che pare tutto, ma che non è democratica, lasciando così intendere anche al meno attento , diciamo, ascoltatore-elettore-plebeo-punto della folla, che nonostante sia stata la democrazia a farli salire sul loro piccolo ma indistruttibile trono, nell’Olimpo dei nobili intoccabili, privilegiati, tra di loro di democrazia c’è solo l’apparenza, una grande e costosissima maschera d’ipocrisia a spese dei “sudditi”.  

Avevo scritto a suo tempo: “la classe dei privilegiati, dei nuovi baroni e conti e duchi come nell’oscuro periodo antecedente all’ illuminismo, una volta conquistato il piccolo scettro, e senza l’onere di dover risponderne a chi per fiducia glielo ha messo in mano, iniziano la loro personale lotta di potere e di personale benessere; disattenti, non a parole ma in pratica, verso chi li ha eletti.” E non ho mutata opinione.

Sono stati scritti libri interessanti, vendutissimi, e sono state fatte adunate interessanti, affollatissime, a proposito della situazione italiana, a proposito di quanto sopra ho detto. Anch’io ne scrivo da alcuni anni. Ma sono tutti sfoghi che non servono a nulla, poiché fino a quando non si entrerà col bisturi a togliere le parti inguaribili, a eliminarle senza pietà per esse ma con tanta profonda pietà per il corpo che stanno devastando, tutto risulterà inutile, tutto rimarrà soltanto l’eterno ragionare di sempre, l’arrotolarsi all’infinito di petulanti chiacchierii, frastuoni, battimani. I battimani, poi, addirittura, ormai, anche nelle chiese e ai funerali.

Non c’è uno dei “nobili” che non dichiari la necessità per lo Stato italiano di diminuire le spese di amministrazione e perciò il numero dei deputati e dei senatori, le tanto costose e numerosissime consulenze, i portaborse, i viaggi, le auto blu, le scorte e la serie di facilitazioni economiche che vanno dal barbiere al sarto al cuoco; le sovvenzioni ai partiti sempre più numerosi e con pochi iscritti per il loro continuo frazionarsi. Non c’è uno che non dichiari la necessità di rendere l’ amministrazione più funzionale, meno litigiosa, e di escludere perciò dal potere almeno i partititi che non riescono a superare, alle elezioni, una certa percentuale di voti.

Eppure, e dipende da loro, nulla cambia, anzi, tutto peggiora; mentre continuano a dichiarare che il sistema maggioritario ha fallito in pieno avendo soltanto causato il proliferare dei partiti, a decine. Una questione questa di faccia tosta, di arroganza, o per dirla semplicemente di scarsa considerazione per la plebe, per la folla che li ascolta e li applaude, per i tanti uomini qualunque, che come tali gli fanno comodo anche se come tali li disprezzano, dato che in Italia, nonostante il volere della plebe espresso chiaramente ad un referendum, il maggioritario non fu mai attuato.

Non esiste altro Stato come il nostro che su ogni questione anche minima debba sentire il giudizio di tutti i rappresentanti dei vari partiti e partitini, rimandando così all’infinito la relativa soluzione. E si tratta di questioni, progetti, investimenti anche molto importanti che avrebbero bisogno di una pronta attuazione per offrire i risultati migliori. Basta volgere l’attenzione all’Inghilterra, alla Francia, alla Germania, alla Spagna. Inutile,anzi doloroso, rammentare, per esempio, i cospicui fondi europei ai quali si è dovuto  rinunciare perchè non investiti nei tempi dovuti; i vari prodotti agricoli che si sono dovuti distruggere a  tonnellate per non aver saputo concludere, in campo europeo, accordi adeguati ad un popolo che vive su un

 

 territorio montuoso privo di qualsiasi altra risorsa; benché sia l’unico che abbia rifiutato le centrali nucleari, e di più, addirittura demolendo quelle che aveva già costosamente edificato. Il Paese del sole e del vento, l’unico che non ne usufruisce per produrre energia, ma che ha costruito la grande diga del Vaiont in zona di terreni franosi; che discute senza mai concludere per costruire un po’ di indispensabile autostrada, mentre non sa decidersi di difendere Venezia dalle maree, di riaprire i manicomi almeno per i piromani e gli assassini, di non lasciar edificare qua e là gruppi importanti di case, come se tutto fosse invisibile, per poi demolirle; che ad ogni acquazzone subisce danni enormi perché non sa provvedere ai suoi corsi d’acqua con arginamenti e canalizzazioni almeno in base al coefficiente di deflusso; che effettua i trasporti quasi esclusivamente su gomma, non sfruttando le sue vie d’acqua ad est e ad ovest lungo le sue coste. E via di seguito.

Ed ora, in campo umano, sta accettando il diluvio della gente dell’Est, mentre con la propria plebe si arrabatta con il lavoro precario, con i minimi aumenti delle pensioni minime; e non sa almeno contenere i costi delle merci all’ingrosso, cioè i guadagni del grosso capitalismo, dato che in qualche buco devono pur finire gli aumenti che si verificano su ogni tipo di merce e che la plebe paga. E ciò a parte gli evasori fiscali che, se vengono pescati, concordano; come ha fatto il motociclista con l’orecchino: hanno comunicato di sessanta milioni evasi e del pagamento concordato di duemilioniseicentomila; ed abbiamo negozianti con negozi lussuosi che dichiarano meno di diecimila euro annuali; e il caso del fotografo Corona, che si fa le sue chiacchierate alla tv dopo che, mentre raccontava delle sue scarpe e della sua automobile di lusso, avevano proiettato la sua dichiarazione dei redditi degli ultimi due anni: cinquemila euro nel 2005 e zero nel 2006. Eppure i nostri professori che insegnano da trent’anni ricevono una retribuzione di millequattrocento euro mensili; proprio loro che dovrebbero essere la base della formazione culturale delle nuove generazioni.

Si potrebbe proseguire molto a lungo, ma sarà sempre inutile se non si elimineranno i chiacchieroni mentitori di professione ed anche gli stupidi che gli fanno bordone.

Tutti sanno, e lo dicono, che bisogna perlomeno unire i partiti in due schieramenti affinché alternandosi al governo possano attuare il proprio programma. Ma questo passaggio, questa unione non la faranno mai perché non gli riuscirà mai possibile fare qualcosa: sanno solamente parlare, discutere, polemizzare, come succedeva nel primo dopoguerra, purtroppo,  fino a che non si trovarono davanti al manganello e all’olio di ricino. E la plebe, come oggi ai girotondi o alle adunate di qualche comico, si adattava facilmente al solista, che in quel caso proseguì a fare il solista per vent’anni, applauditissimo anche quando ebbe a proclamare: “Ed ora vi dimostrerò come l’ Inghilterra non può vincere la guerra”.

 

 

 

                         Ma soltanto parli?    -  matita'06  

                                                                              

 

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