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IL RITORNELLO IX '06 |
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Il ritornello. La lotta è sempre politica. Il fine è sempre il bene del popolo, la libertà, la giustizia.... Panzane. Il fine è sempre l’interesse, il privilegio di pochi, quelli che vivono furbescamente abbarbicati sulla massa, sulla folla, sul popolo e lo incantano con le loro trombe. E gli eroi e i santi, che pure ci sono, sono talmente pochi e talmente diversi, incredibili, da venire derisi, tormentati, giustiziati, proprio loro. Continuiamo a leggere sulle riviste, sui giornali, e tutti sovvenzionati, un’infinità di notizie che ci informano in modo diverso e spesso contraddittorio su ciò che accade nel mondo; notizie che ci vengono propinate giorno e notte per radio e per tv con uno scorrere continuo, insistente, perfido d’immagini che riempiono la nostra fantasia e piano piano la escludono, la limitano, la fanno morire. E allora si formano le verità che possono tranquillamente non essere vere. La folla ascolta, crede e dimentica, e all’astuto trombone di turno non resta che ascoltare i suoi applausi. La folla applaude sempre. La folla ricorda ciò che la inducono a ricordare. Il signor Andreotti, vent’anni fa, eravamo con un’inflazione
spaventosa, affermava che non era da preoccuparsi per la situazione
economica perché la riserva
d’oro in Italia copriva ogni debito, lo diceva chiaramente per tv; e che
la lotta agli evasori fiscali era già iniziata con buon profitto.
Corrispondevano a verità le sue affermazioni? Pare proprio di no.
Purtuttavia la ricca Italia regalò alla Iugoslavia l’ultima fetta di terra
istriana e le pensioni a chi, ormai iugoslavo, aveva fatto soltanto pochi
giorni di servizio militare nell’esercito italiano, mentre in Italia il
servizio militare solamente concorreva come contribuzione figurativa al
diritto alla pensione. Eppure lo fanno sempre parlare, e qualche settimana
fa ebbe a dire che “quando nacque Israele anche i Palestinesi avevano
diritto a uno Stato, e non è giusto che ancora non lo abbiano”.
Evidentemente dimenticando che per i Palestinesi fu creata, inventata
Il signor Prodi, con tutto rispetto, che lasciò la presidenza dell’IRI con i conti completamente in rosso e dopo aver regalato al signor Agnelli la ditta Alfaromeo, contribuendo a fargli ottenere il controllo di tutte le fabbriche automobilistiche italiane; trust del quale nessuno parlò mai, permettendo, anzi, ad una Agnelli d’essere ministro degli esteri in palese eppure ignorato conflitto d’interessi. Ebbene il signor Prodi, ciononostante, ora è stato scelto per sistemare i conti dell’Italia. Io, sia chiaro, al contrario degli oppositori politici che nel pazzesco gioco di potere si augurano che fallisca, spero proprio che riesca a farcela anche se per riuscirci pare mi abbia aumentato le tasse. Ma, purtroppo, la classe dei privilegiati, dei nuovi baroni e conti e duchi come nell’oscuro periodo antecedente all’ illuminismo, una volta conquistato il piccolo scettro, e senza l’onere di dover risponderne a chi per fiducia glielo ha messo in mano, iniziano la loro personale lotta di potere e di personale benessere; non a parole, ma in pratica disattenti verso chi li ha eletti. E il signor Dipietro, il quale, all’apice della sua bella, lodevolissima inchiesta che scoperchiò la corruzione politica, là, in tribunale – lo si vide per tv – si tolse la tonaca e abbandonò platealmente il caso, direi la sua creatura, affermando chiaramente che mai si sarebbe dedicato alla politica (sfruttando, quindi, il successo e le simpatie ottenute con il caso “mani pulite”). E invece? E la signora Boniver che una quindicina d’anni fa perorava l’immigrazione dei poveri albanesi nella ricca Italia affermando che non si doveva essere razzisti, che si aveva il dovere di accoglierli e di aiutarli. Era il tempo in cui per tv trasmettevano addirittura lo spot del negro in croce con l’invito a non essere razzisti, e così ponendo il problema e la situazione economica su un piano completamente falso. Eppure è sempre nel transatlantico, che purtroppo non parte mai. E il signor Diliberto, che una decina d’anni fa, ministro, apriva le carceri perché superaffollate, mentre le“carceri d’oro” rimanevano vuote dato che l’ inchiesta sulle eccessive spese relative rimaneva irrisolta. Come è andata a finire questa storia? Ora, dopo tanti anni, per la stessa ragione ne hanno liberati mi sembra 24.000. Dunque sic transeat indifferentia mundi. Anche se la classe politica sia ben pagata e non indifferente ai propri personali interessi. Vediamo i trasporti. Vi sono linee ad unico binario, mancanza di puntualità nelle comunicazioni e mancanza di sottopassaggi agli incroci con strade statali e provinciali: causa di ripetuti disastri. Montagne di carrozze ferroviarie nuove ammassate e abbandonate e coperte di vegetazione. E poi la vecchia storia delle “lenzuola d’oro”, come è andata a finire? Forse l’amministratore di allora continua ad amministrare qualcos’altro di pubblico da qualche altra parte? Ed ora il direttore delle Ferrovie, ciononostante, se ne va in quiescenza con una liquidazione milionaria e, lo dicono e ripetono, con una pensione mensile equivalente a 10 anni di paga di un suo dipendente. O l’informazione, niente? Ieri un’impiegata all’INPS è stata condannata ad un anno di carcere per aver usato il telefono d’ufficio a scopo personale. Ma ci si rende conto di essere sempre nella situazione del ladro del pezzo di pane che viene sbattutoin prigione, mentre quello che ha fatto fallire la banca ritrovandosi poi all’estero un bel mucchio di soldi viene assolto? |
Serenata bozzetto a china ('72)
Il signor Romiti lasciò Giorni or sono hanno informato il popolo - che pare sia ormai tutta gente benestante la quale per andare a comperare le sigarette usa l’autovettura o la motocicletta, la quale si rifiuta di dedicarsi a certi lavori faticosi facendoglieli fare agli immigrati -hanno informato che tre direttori di aziende sono andati in pensione con liquidazioni di 3, di 7 e di 12 milioni di euro pur avendo lasciati i conti in rosso, in situazione pressoché fallimentare. Io perciò mi chiedo: perché pagare tanto, in modo così assurdamente eccessivo, un manager che, oltretutto, manda in malora o non sa raddrizzare le sorti di un’azienda? Mentre si licenzia un semplice lavoratore se rende poco e si paga a percentuale un rappresentante? E così mi chiedo perché non si sospenda l’assegno di disoccupazione al disoccupato che si rifiuta di svolgere altro lavoro, e non si chiudono i centri sociali offrendo a quei signori i lavori per i quali è richiesta l’ immigrazione? Per quanto poi riguarda il tema della previdenza sociale e dell’assistenza sanitaria sarebbero necessarie pagine e pagine per evidenti situazioni fallimentari e di cattivo funzionamento. In merito alla previdenza hanno demagogicamente stravolto la verità tanto che ora i giovani sono convinti di dover pagare loro le pensioni agli anziani. Hanno fatto un tale uso del fondo pensioni, togliendo da esso a favore della cassa integrazione per motivi politici e non strettamente economici, concedendo a certe classi sociali facilitazioni e prepensionamenti non coperti da contribuzione, sostituendo alla prevista pensione contributiva la più onerosa pensione retributiva, concedendo in locazione a carattere assistenziale beni immobili che invece avrebbero dovuto rendere secondo il valore del mercato, e ciò in difesa proprio dei contributi versati dai lavoratori. Ed ora si sono ridotti a dover addirittura vendere i beni immobili acquistati proprio con quei contributi. E fanno predicare i loro professori di economia per convincere che la capitalizzazione è desueta, che ora vige la ripartizione. Bestemmie. Eppure la nostra burocrazia è numerosissima e molto ben pagata. Basta pensare un attimo a come è suddiviso il nostro territorio e a quante sono le persone pagate per amministrarlo, dai consiglieri rionali con le loro sedi ai Comuni con consiglieri,assessori, presidente e sindaco; alle Province con consiglieri, assessori, vicepresidente e presidente; alle Regioni con consiglieri, assessori, vicepresidente e presidente; al parlamento con presidente eccetera, al senato con presidente eccetera, al governo con ministri e viceministri, presidente e vicepresidente. E tutti con i loro portaborse, e liberi di attingere a numerosissimi e costosissimi consulenti professionali. Facciamo un calcolo, trascurando i rioni, di quanti sono in Italia i comuni, le province, le regioni, e ci renderemo conto che con tutti i signori che vi sono addetti ne esce la popolazione di una grossa, molto grossa città da far scuotere la testa agli amministratori di tutti gli altri Stati. Tutti pagati bene e con vari privilegi. Tutti sistemati bene, in uffici decorosi e spesso lussuosi che richiedono arredo, pulizia, manutenzione, custodia, condizionamento termico, ammortamento o affitto. Per non dire delle autovetture blu e delle guardie del corpo. Per non dire, almeno per parlamentari e senatori, dei tanti particolari privilegi come il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo di servizio con la reversibilità alla loro compagna o compagno pur senza vincolo matrimoniale. E smetto qui perché il ritornello è sempre quello.
per ritornare a Blog 7.2.08 |