RIMANENDO NEI PROBLEMI DELL’UNIONE EUROPEA  

In un precedente articolo, parlando dell’Unione Europea, ebbi occasione di osservare che l’istinto di conservazione della gente in genere è l’effetto dell’egocentrismo e della presunzione di cui è  radicalmente affetta, tanto da non saper rinunciare alle proprie particolarità, alle proprie personalissime esigenze. Vediamo, in merito, la neonata Costituzione  dell’U. E. consistente in più di 500 articoli. Mentre,  è  il caso di ricordare, quella degli Stati Uniti d’America consiste in soltanto 7 articoli per un totale di 20 sezioni, ai quali vanno aggiunti,  in  ben 228 anni di vita, 21 emendamenti divisi in 21 sezioni, per un totale complessivo di  circa 58000 battute spazi inclusi; e gli U.S.A. raccolgono sul proprio territorio quasi trecento milioni di persone delle più svariate razze, religioni, lingue.

E’ un bel discutere il nostro, di noi europei, con le nostre insopprimibili esigenze e particolarità, appunto, ognuno gelosissimo della propria nazionalità, lingua, cultura, religione e soprattutto dei propri interessi economici, della propria presunta superiorità. E se non sapremo allontanarci dai nostri luoghi personali in modo da perdere i particolari che ci condizionano, limitandoci nei nostri concetti e quindi nelle nostre azioni, e non sapremo di conseguenza rinunciare ad una parte di noi, l’Unione non potrà avere successo.

Ora, a dimostrazione che non ci ero andato tanto lontano, è accaduto il penoso incidente di un nostro deputato cattolico, sul quale poi tutti hanno espresso il proprio giudizio, inquadrato, ben s’intende, nella propria gabbia culturale, una delle innumerevoli gabbie culturali, religiose, politiche eccetera. Anzi,  non gabbie, che pure offrono la possibilità di contatti: vere celle stagne.  E lo può costatare anche la persona  meno avveduta, semplicemente seguendo i quotidiani dibattiti alla tivù: un gran parlare senza ascoltarsi, ognuno rimanendo sulle proprie esatte posizioni, e perciò senza mai concludere, senza mai giungere ad un punto di comprensione, di accordo, di unione.

Io, che sono stato battezzato, ho fatto la prima comunione e la cresima, ma che non sono praticante, anzi sono piuttosto critico, diffidente, nei riguardi di tutto ciò che è esteriorità, manifestazione con atti rituali delle proprie convinzioni morali, in quanto proprio in essi generalmente si esaurisce l’attuazione di detti principi, trovo giusto che il nostro rappresentante, o candidato tale alla Commissione europea, abbia espresso in merito all’omosessualità il suo pensiero. E ciò per varie ragioni.

Così è sorto, anzi, diremo più esattamente, è stato evidenziato un problema a tante facce,  tra le quali  la deviazione sessuale,  la religione, il peccato. Noi Europei, infatti, abbiamo una serie notevole di omosessuali che si sono distinti in ogni campo dell’attività umana, e una storia lunghissima di avvenimenti religiosi: guerre, torture, roghi, massacri, conversioni, miracoli, santificazioni. Parlo di questi due aspetti in quanto su tale piano, a ragione o a torto, è stata posta l’osservazione del deputato cui ho fatto cenno. Per secoli dominati dalla Chiesa, dalla sua ferrea burocrazia che riusciva con la censura in tutti i campi, da quello dei rapporti sessuali a quello degli studi scientifici, a reprimere la naturale spinta dell’uomo alla libertà, e a limitare, a frenare il progresso anche in cose apparentemente quasi insignificanti.

 Un problema a tante facce, quello dell’omosessualità,  che si confondono tra il sacro e il profano. Naturale, morale, religiosa, giuridica, estetica, sanitaria, sociale e via dicendo, dato che infinite sono le situazioni, le diversità nell’essere umano,  nella costituzione della sua materia, nel palesarsi del suo spirito. In natura il sesso serve per la procreazione e da ciò il normalissimo istinto all’unione tra maschio e femmina; come il vivere  in comunità  serve ad aiutarsi, a difendersi e da ciò la spiccata tendenza alla vita sociale. Tanto che chi esce da questi due primitivi istinti, che nello scorrere dei  millenni hanno fornito, modellato esperienza dopo esperienza, errore dopo errore, il senso della moralità, del bene e del male, la base del diritto e quindi la necessità delle leggi, esce dalle regole generali dello svolgersi della vita ed entra nel disordine morale, contro gli usi e i costumi per il cui travaglio è sorto il sentimento religioso, l’amore, il fascino, il desiderio di ciò che si ignora.

Qualcuno si lamenta che gli omosessuali, poveretti, sono discriminati. Ma altri affermano invece che i veri discriminati sono i cristiani. Pare impossibile che tali siano le argomentazioni intorno alle quali si è trattato per la formazione del governo della U.E.

A parte che ci sono cristiani omosessuali e omosessuali cristiani, e che i cristiani sono di tanti tipi e di tante diverse convinzioni religiose - come del resto gli omosessuali: attivi, passivi, e questo e quello,  ambisessuali o soltanto pedofili -  a me, in un momento come l’attuale in cui solo gli Anglosassoni dimostrano di possedere le controcose battendosi senza ipocrisie contro il terrorismo islamico (per i signori menagramo preciso: non l’ Islam terroristico ma il terrorismo islamico), io ho la netta sensazione che non si tratti di omosessualità e di Islam, ma della solita eterna, millenaria disputa fra i cristiani stessi. E qui si potrebbe saltare indietro nel tempo agli Acta Archelai del III sec. d.C. contro i manicheisti, e al Concilio di Nicea del secolo successivo contro gli ariani, fino a Lutero, Calvino; e alle molte divisioni dei cristiani; alla Riforma, alla Controriforma, all’Inquisizione, al potere temporale della Chiesa.

Pensiamo, ad esempio, ai cristiani ortodossi russi che non permettono al Papa, che pur ha contribuito a liberarli  dal comunismo, di visitare le loro terre. Vediamo il sangue tra Irlandesi cristiani e Inglesi anglicani, l’odio tra Croati cattolici e Serbi ortodossi; vediamo come i vari protestantesimi stiano sul chi va là di fronte al cattolicesimo. Ricordiamo un po’ la cattolicissima  Spagna nell’America del sud, le protestantesimi stiano sul chi va là di fronte al cattolicesimo. Ricordiamo un po’ la cattolicissima Spagna nell’America del sud, le persecuzioni  cattoliche e cristiane degli Ebrei, il potere temporale del papato in Italia; i viaggi del Papa attuale in giro per il mondo a sollevare gli                                                           

 

 

spiriti già credenti, ma  a seminare nel cuore delle tante categorie di cristiani protestanti la volontà di emulazione, e in quello dei musulmani anche la rabbia e l’invidia.

Rivediamo la storia della lotta per l’aborto e il divorzio ed ora la delicatissima faccenda  relativa alle cellule staminali, agli embrioni e ovociti, in cui il cattolicesimo esercita una pressione notevole che risulta sempre contraria ad ogni forma di progresso.

La verità è che se si vuole capire la storia dei popoli bisogna studiare, conoscere, capire la storia delle loro religioni, che spesso diventano fanatismi. Storia che, purtroppo, non è inclusa nei programmi scolastici e nemmeno universitari, intendo come cultura generale, non specifica. Perlomeno si eviterebbe di sentire e leggere tante sciocchezze, risultato solo di determinati orientamenti politici che, rimanendo sulla superficie di certi fenomeni sociali, li interpretano e li gestiscono in buona fede senz’altro, ma semplicemente secondo i propri desideri, la propria impostazione ideologica.

L’Europa ha radici cristiane e deve difenderle senza i ma i se i forse dei suoi troppo sazi e presuntuosi abitatori, che sono stati sempre guerrieri e che ora, attraversando un’epoca di riflessione, direi di riposo, di assestamento, insomma di pigrizia, qualcuno si affretta a definire popolo di Venere, applicando agli Americani l’etichetta di popolo di Marte.

L’Europa non può diventare un condominio di cristiani e maomettani, perché finirebbe fagocitata nel mondo musulmano. Perciò deve mettere da parte, eliminare le sue millenarie beghe interne e unirsi compatta nel nome di Cristo, regolando tutti coloro che per le proprie particolari inclinazioni tendono all’universale disordine interiore. Può capire, accettare, aiutare  minoranze di maomettani, ma niente di più.

La storica, secolare, anzi millenaria  migrazione da oriente a occidente ha ripreso in modo subdolo e terribilmente pericoloso, mettiamocelo bene in testa, dato che in occidente,  per  pigrizia,  si insiste a parlare di civiltà, cultura, religione, etnia, tutto pluralista, esaltando la bellezza della diversità  quale fonte di arricchimento sia materiale sia spirituale, pur in effetti volendo ognuno difendere, e con un certo accanimento,  la propria identità. E’ insomma un parlare per parlare, pieno di contraddizioni, che significa soltanto mancanza di volontà di agire, e può portare ad una sorta di sincretismo di maschera; benché a me appaia  improbabile nella evoluta, civilissima Europa il verificarsi di una situazione da paese coloniale. Si potrebbe piuttosto ricordare, in proposito, il testo Della dissimulazione onesta del poco noto marinista Torquato Accetto, del secolo 17°, in cui si parla della necessità di dissimulare la vita interiore, le proprie convinzioni, al fine di conservare la quiete dell’animo e la libertà dall’oppressione degli eventi. Condizione che dovrebbe essere rifiutata con fermezza, ma che gran parte della gente, per il quieto vivere, finisce con l’accettare.

Non bisogna distinguere, come alcuni pretendono, tra i molti “diversi”, che sono buoni, tranquilli, e i pochi “diversi” che sono cattivi, fanatici;  perché tutti a momento opportuno, dunque favorevole, diventano fanatici e perciò pericolosi, nemici.

Lo vediamo, ritornando alle deviazioni della natura, con la storia degli omosessuali. Dalla  loro situazione di ostracismo in ogni campo sociale - con condanne addirittura alla prigione, come accadde ad Oscar Wilde - alla situazione attuale, di comprensione, di accettazione, che sta travalicando in una sorta di pubblicizzazione, di vanto del loro stato e di pretese assurde di matrimonio e di adozione di figli, sino alla psicopatica richiesta di sempre più numerosi interventi di chirurgia plastica per cambio di sesso.  Da un eccesso all’altro. Tanto che oggi, è successo nel mese di novembre scorso, alla tivù si è costretti a sentire un noto e superpagato conduttore di programmi culturali che, intervistato, dice dopo una serata d’intrattenimento sulle buone ragioni e i diritti degli omosessuali: “…ma che credete, noi non ci scopiamo soltanto, anche ci amiamo”. E ciò nell’applauso della platea di giovani presenti sul set.

E la esilarante immagine a tali parole è di questi due uomini che si scopano e si sbaciucchiano, mentre sulla scena non può non apparire il sedere del maomettano inginocchiato nella preghiera, con le sue donne  mute, nascoste nei neri cappucci.

 

                                        Gli Europei e il pluritutto  

                                                   matita '06

 

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