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QUELLE e … QUELLI L’egoismo è la prima legge della natura: lo è soprattutto nei piaceri lubrichi - de Sade |
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Nulla di nuovo sotto il sole, e direi anche sotto la luna. Da quando nel febbraio del 1958 fu approvata la legge per la salvaguardia della moralità e sanità pubblica - la cosiddetta Legge Merlin dal nome della deputata che l’aveva proposta e caldamente sostenuta - di moralità e sanità pubblica ce n’è sempre meno, ma che dico, non ce n’è più. Da che mondo è mondo, o diciamo più correttamente da che se ne ha notizia scritta o figurata, la prostituzione e il luogo d’incontro per il relativo esercizio non sono mancati mai. La chiamassero sacra o profana non è che faccia differenza, è solo questione di forma e direi pure d’ipocrisia. La troviamo anche in Babilonia e presso i Sumeri migliaia d’anni prima di Cristo. Si svolgeva in un quartiere isolato, vicino al tempio. I |
struzzi ben pasciuti e troppo elevati per pensare a certe cose. Un po’ come succede per tutti i grandi problemi sociali, i più difficili, i più drammatici. Le carceri non sono sufficienti? Liberiamo i condannati, addirittura invitando le famiglie per bene ad adottarli. Gli ospedali psichiatrici sono indecorosi, malfunzionanti, con personale infermieristico che non solo trascura i ricoverati ma li maltratta crudelmente e ne approfitta in tutti i modi; bene, li chiudiamo inventando la storiella del diritto al reinserimento nella vita sociale, del diritto a vivere con la propria famiglia. E così creiamo famiglie di disperati che, generalmente, non hanno i mezzi né fisici, né psicologici, né economici per offrire al proprio famigliare l’assistenza adeguata E così divulghiamo la delinquenza, lasciando che il nostro orto venga coperto dalla gramigna, e che la situazione civile generale peggiori, obbligando la società a provvedere con speciali guardie del corpo alla protezione di… ma chi sono i protetti? ma quanti sono? se ne ha almeno un’idea approssimativa? E quanto viene a costare tutto ciò? Mentre la gente comune deve arrangiarsi e deve farlo con misura, con molta ponderazione e delicatezza, perché…e qui sì ce ne sono molti di perché: perché deve prima distinguere con quale arma viene aggredito, perché deve capire se l’aggressore abbia davvero intenzioni cattive, perché deve controllarsi bene per non cadere nell’eccesso di difesa personale, perché deve considerare le |
Ora, il risultato di questa politica, e sia ben chiaro che non m’interessa se di sinistra, di destra, di centro, di sotto, di sopra, un po’ più in qua, un po’ più in là, si dimostra fallimentare, disastrosa. E’ da molti anni che tutti lo hanno visto, capito, sofferto sotto casa, o addirittura nel proprio condominio, e deprecato, anche protestando vivacemente. Da molti anni. Ma girotondi per eliminare tanta schifezza, non ci sono mai stati, per invocare una buona, decorosa sistemazione del “fenomeno”, come lo hanno definito. Vi è stata anzi una ripresa, una pubblicizzazione delle prostitute, spesso invitate, tre, quattro, cinque anni fa, ai programmi TV nazionali, con la loro rappresentanza sindacale; e trattate come maestre di vita. Una addirittura di schiena per non essere riconosciuta (questione di privacy!) la quale dichiarava di essere affetta da aids ma di esercitare egualmente. ViSolo che si ammetta una rappresentanza sindacale e si dia voce a chi, esercitando un determinato mestiere, non dei più dignitosi - e non lo dico per moralismo, sia ben chiaro anche questo - non sia soggetto ad alcun controllo né legale né sanitario, né ad alcun obbligo previdenziale, né al pagamento delle tasse sui propri guadagni, solo che si dichiari ciò logico e inevitabile, è estremamente ipocrita e, peggio, estremamente negativo. Specie poi se si osserva che a tale privacy non hanno diritto i rispettivi clienti..i l Se non si vuole più tollerare le “case chiuse”, di tolleranza, appunto, si deve in qualche modo provvedere, come del resto in tante altre parti del mondo, ad eliminare lo sconcio attuale, |
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Sumeri lo chiamavano mugig. In Grecia e ad Erice in Sicilia, e in India dove si raccoglievano sino a 400 cosiddette “schiave degli dèi” che i navigatori portoghesi chiamavano “baiadere”. Ma sono tanti gli usi, le abitudini che si riscontrano nelle varie popolazioni, nelle varie parti della Terra, per risolvere il problema del desiderio, o forse sarebbe più semplice e più adeguato dire del naturale bisogno sessuale degli uomini. In Persia e in Babilonia dovevano passare per il tempio tutte le vergini, e compiacere agli stranieri dietro pagamento. E al tempio veniva devoluto tutto il ricavato di detto servizio. Usanza dovuta anche a certe credenze in merito alla contaminazione del primo incontro, conseguente all’atto della deflorazione, che perciò doveva essere negata al futuro marito e padre. Un buon pretesto che i furbi usavano per fare soldi, e che gli stranieri accettavano di buon grado per soddisfare, appunto, i propri lubrichi piaceri. Siamo sempre nell’umanità maschilista, che in gran parte ignora, o per suoi interessi vuole ignorare, l’esistenza del piacere erotico femminile, pretendendo addirittura di eliminarlo là dove, per qualche folgorante rivelazione occulta, scopre che davvero esiste. Ed allora ecco i barbari, primordiali, crudeli interventi fisici, sanguinosi e dolorosi sul sesso femminile, che deve essere modificato, che non può rimanere come la natura, o Dio, lo ha creato. Per la donna è l’uomo il dio, il padrone. Ed essendo fisicamente più debole, deve soggiacere e adattarsi alla sua volontà, sino, nei secoli, a farne una ragione di vita. I “quelli” del titolo, infatti, sono anch’essi dediti alla soddisfazione dei piaceri lubrichi del maschio, definiamolo così; sempre più numerosi, sempre più richiesti, ricercati per le loro duplici, triplici prestazioni. E tutto concorre alla formazione di sempre più folte schiere di corna che, invisibili e ignare, vagano in ogni dove, dal mare, alla città, alla montagna. Corna grandi, di ogni genere. E non intendo quelle che i clienti delle prostitute di ogni tipo mettono alle proprie rispettive donne, ma quelle che le donne vere, intelligenti, sensitive, mettono a loro. E’ un gioco che si svolge in modo silenzioso, coperto, direi automatico. Certo, non è un problema tanto semplice da risolvere. Ma da questo a fingere che non esista…Ed è stato proprio così. Come se i nostri ben retribuiti, numerosissimi e dottissimi governanti avessero tutti insieme ficcato la testa nella sabbia, come tanti |
conseguenze alle quali va incontro, eccetera eccetera. E così ci siamo comportati con il problema della prostituzione, sicuri, almeno formalmente, che chiudendo i postriboli tutto svaniva come bolle di sapone. Gli uomini avrebbero smesso di avere certi desideri e le donne, da prostitute si sarebbero miracolosamente trasformate in…che cosa? operaie in qualche fabbrica? impiegate in qualche ufficio? commesse in qualche negozio? domestiche in qualche famiglia? E poi sarebbe stata sufficiente l’azione di qualche patronato di assistenza, qualche istituto di rieducazione, e un po’ di polizia femminile specializzata per controllare e dare eventualmente qualche tiratina d’orecchie. E tutto ciò, che assolutamente non ha funzionato, con la retorica premessa che il fenomeno sarebbe stato eliminato tramite una conveniente azione sociale, la quale, date le sue finalità, doveva escludere ogni forma di tesseramento anche sanitario, in difesa della dignità umana di coloro che si prostituiscono, in quanto il loro diritto, in uno Stato di diritto, è di essere libere e non schedate, e da qualche tempo anche liberi e non schedati. Un’utopia, quindi, di una evidentissima evidenza. Un vero sogno da non-politici. Una vera, voluta ipocrisia. Un lavaggio di mani da parte dello Stato. Si rifletta a tale proposito, per esempio, su di un fatto mio personale, scusatemi. Negli anni settanta, sono stato per un certo periodo presidente della Società Scacchistica Triestina. Ebbene, siccome nella sede c’era per i soci un piccolo servizio di bar, io, che col bar non avevo niente a che fare, sono stato obbligato, tramite visite mediche e iniezioni varie, ad ottenere la tessera sanitaria, altrimenti il bar non avrebbe ottenuto la licenza di esercizio. Occorre altro? Le leggi penali più severe per i trafficanti e sfruttatori della prostituzione sono state promulgate, è vero, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti. Invece di essere lo Stato ad aver rieducato le prostitute, sono i trafficanti e gli sfruttatori, sempre più numerosi e tracotanti, ad aver agevolmente iniziato ed educato al mestiere una folla sconcertante di bambine, sempre più bambine e sempre più puttane, sguaiatamente seminude in offerta per le strade. |
che si è sparso proprio come la gramigna dentro e fuori delle città, dappertutto, producendo e divulgando le malattie, e favorendo lo spaccio della droga. Ora anche la vicina Slovenia lo ha risolto senza tante sottigliezze, così le code di macchine al confine si allungheranno ancora di più: oltre ai tanti casinò frequentatissimi, ci saranno le prostitute tesserate e sicure. E noi continuiamo a dormire. E ci svegliamo soltanto per recarci qualche metro più a est dove spendere i nostri quattrini giocando alla roulette e fottendo (perdonatemi il termine). Come farlo? Secondo me, e secondo i Francesi, i Tedeschi, gli Olandesi eccetera, isolando il “fenomeno”. Vuoi l’orchestra? Vai a teatro. Vuoi i giocatori di calcio? Vai allo stadio. Ti occorrono le cure dei medici? Vai in ospedale. Desideri vedere clowns e domatori di leoni? Vai al circo. Hai bisogno di un giudice? Vai in tribunale. Ti occorre una prostituta o un prostituto? Vai…Ecco, si tratta di stabilire il luogo e tutte le relative modalità. Infatti, non è che uno, per esempio, s’ improvvisi portiere di una squadra di calcio, o arrivando in tribunale pretenda di fare il giudice, oppure in teatro a suonare il violino. Ci vogliono preparazione, documenti d’identità, certificati di ogni tipo, e un determinato luogo ove adeguatamente svolgere una determinata attività; e, inoltre, è ovvio, con l’obbligo dell’assicurazione sociale e del pagamento delle tasse, poiché, almeno si dice, tutti sono uguali di fronte alla legge. Quanto poi alla catalogazione, data l’odierna consuetudine che il cieco non è più cieco ma è non vedente, lo spazzino è l’addetto ecologico, la serva è la collaboratrice familiare e via di seguito, la prostituta diventerebbe la consulente del cazzo, con l’obbligo, dato il carattere particolarmente intimo delle sue prestazioni, di una visita medica di controllo almeno settimanale. Quando le cose devono avere una regolamentazione, un limite, bisogna metterceli. I miracoli non avvengono, e l’ipocrisia va chiusa in cantina perché rende impossibile la risoluzione di certi problemi. Abbiamo milioni di drogati, di figli andicappati, di invalidi, di ammalati, di gente infelice da assistere. Ed uno dei motivi è questo bubbone del libero meretricio. Usiamo, per chiudere, questa voce dotta. |