L'INFORMAZIONE  Gli uomini sono disposti a credere piuttosto che a conoscere (Edward O.Wilson)        2/2003                                  

 

Fascinosa parola. L'informatio di Cicerone, la nozione naturale di una cosa, la cognitio. E da essa il verbo informare, dare notizia di che che sia: certiorem facere.

Come dunque immaginare che non sarebbe stata prima di tutto fonte di diritto? vestita pomposamente e inserita tra le regole della nostra Costituzione? Eppure non è così. Non esiste, infatti, un articolo che precisi il diritto di ogni cittadino ad essere informato e perciò a conoscere quanto avviene nel proprio Paese. Per esempio, oggi che si parla di eutanasia, ma si costringe uno a vivere come un vegetale, attaccato a un paio di tubi, contro la propria espressa volontà di essere lasciato morire secondo natura, si viola quanto prescritto al 2° comma dell'articolo 32, cioè non si rispetta la persona umana, la sua dignità. Ma chi ne parla? dov'è l'informazione? In merito all'articolo 32, intendo, perché per il resto se ne parla anche troppo, semplicemente per emozionare il lettore e aumentare le vendite.

Il principio di codesta libertà fu proclamato in campo internazionale l'8.3.45 e poi il 15.5.49, a Ginevra, dall'Assemblea delle Nazioni Unite.

 

 

La nostra amministrazione   china acquerellata

       

Nella nostra Costituzione ne tratta l'articolo 21, parlando però del diritto d'informare, non di essere informati. E in ciò mi sembra di scorgere, magari con un po' di malizia, qualcosa di sottilmente subdolo. A me sarebbe piaciuto leggere: "Lo 

Stato, cioè le persone elette a governare, ha il dovere di garantire che i cittadini vengano informati di quello che accade nella Repubblica, anche in riguardo ai suoi rapporti con gli altri Stati". Esso, come diceva il mio professore di matematica,  ha il dovere di fare el conto dela serva, perché il buon padre di famiglia sa quanto entra e sa quanto può uscire, non gioca a illudere i figli su un benessere inesistente, basato sui debiti, che porterà la famiglia alla rovina, alla sottomissione ai creditori. E ciò solo per vanità, megalomania, che nei politici equivale a demagogia. El conto dela serva, che all'indomani forse dovrà essere inferiore o potrà essere superiore, secondo quanto entrerà nella cassa dicasa.                

Anzi, all'art.67 stabilisce che ogni membro del Parlamento "esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato". Il che legalizza l'irresponsabilità e non qualifica rispettosamente l'elettore.

Straparlano di diritto all'informazione per giustificare, con le chiacchiere infinite su certi temi, la mancata informazione su altri, anzi alla plurinformazione, perché in democrazia dev'essere così. E purtroppo tutto ciò serve solo a creare confusione perché non si limita a fornire la notizia, non fa la cronaca esatta dei fatti, ma li interpreta, alla solita maniera del visto da destra e visto da sinistra alla quale da qualche tempo, specie da quando il popolo ha inutilmente votato compatto per il sistema maggioritario, bisogna aggiungere - pensate l'ironia - visto dal centro, da un po' più in qui, un po' più in lì e da tante altre numerose posizioni sopraggiunte. Vengono stampati, infatti, moltissimi quotidiani di 30, 40 pagine, spesso con i titoli degli articoli redatti in modo non proprio corrispondente al contenuto del relativo testo, basandosi sul fatto che la maggior parte dei lettori sfoglia il giornale dando ad essi un'occhiata di sfuggita per poi fermarsi sulla pagina della cronaca nera o dello sport, e rimanendo intanto con l'impressione di una notizia non proprio veritiera, perché a leggerla completamente risulterebbe diversa.

Ho accennato al referendum. In Italia ne sono stati indetti parecchi, ma molti, nonostante la volontà popolare con essi chiaramente espressa, non hanno trovato applicazione per la furbizia dei legislatori, causando soltanto discussioni, spese e spreco di tempo.

Io che sono un liberale per nascita, oltre che per scelta, sia pure in qualche momento sofferta, non posso concepire 

che esistano soltanto due mondi: quello del totalitarismo, della soppressione di ogni libertà nella strana concezione di una giusta uguaglianza; e quello della libertà sfrenata, dell'egoismo, dell'eliminazione del più debole in una specie di crudele selezione naturale. Ecco, di conseguenza, quanto a scuola mi piaceva del fascismo: quel voler creare una via di mezzo che smussasse gli spigoli taglienti di quei due  estremismi. Sarebbe andata bene perciò la Magistratura del  lavoro se…eccetera. Di se e di ma sono piene le fosse, tanto che possiamo camminarci sopra senza correre alcun pericolo. Anzi, dovremmo ormai saper tirare le somme e trarne profitto se…, eccone un altro, e siamo punto daccapo, e dobbiamo concludere il ragionamento ammettendo che il persistere degli ideologismi finisce sempre col fregarci. Insomma la storia infinita: cervello e cuore, raziocinio e sentimento che determina il completo caos nel quale viviamo.

Privatizzare sì, e perciò permettere di più guadagnare a chi più lavora e più produce; ma i servizi essenziali che riguardano tutti, le necessità vitali di tutti, come l'assistenza medica, l'insegnamento, i trasporti, l'informazione, farli gestire dallo Stato, cioè da quell'Ente pubblico che rappresenta tutti i cittadini e che da loro riscuote il denaro proprio per svolgere dette funzioni. Oppure quei signori, lo Stato cioè, aspirano soltanto a diventare, o rimanere, professionisti della politica, pensando a litigare tra di loro per semplicemente apparire agli elettori ciò che con i fatti dimostrano invece di non essere?

Ed allora qualsiasi scemo, di destra, di sinistra, un po' più di qua e un po' più di là capirebbe che lo Stato ha tanti quattrini quanti riesce a toglierci dalle tasche, e che ce li toglie per gestire gli affari di tutti noi cittadini che a tale scopo abbiamo eletto i suoi membri e li paghiamo, non per arricchire la sua corte di ministri, senatori, sottosegretari, consulenti, parlamentari, portaborse, eccetera, i quali, a metterli in fila, risulterebbero veramente troppi, un apparato burocratico veramente eccessivo, che, tra l'altro, vive e si muove in ampi palazzi, lussuosamente arredati e gestiti.  

Occorrerebbe proprio fare el conto dela serva, sapere tutto dalla A alla Z, responsabilizzare gli amministratori dei nostri soldi, a proposito dei quali conoscere pure i motivi della non utilizzazione dei fondi assegnatici dall'Unione Europea per l'esecuzione di "opere importanti e necessarie".

L'informazione, invece, ci riempie la testa di qualche singolo caso di corruzione, ma non ci dà l'intero quadro della situazione. E noi non sappiamo niente, sentiamo soltanto parlare per radio e tv di centinaia di milioni di euro con la sola libertà di girare canale e, frastornati, borbottare tra di noi: speriamo bene.

Poi gli scioperi. Quand'è la stagione del turismo e dei traffici, regolarmente sciopera il personale dei traghetti, dei treni, degli aerei. Questi, in particolare, lo fanno sistematicamente più volte all'anno. E tutto ciò che sa dirci l'Informazione è che gli scioperi sono dovuti al "mancato rinnovo contrattuale". Ma che contratti hanno codesti signori? Mi fa una rabbia! Non dovremmo sapere almeno quale è la loro paga, quali condizioni contrattuali vogliono modificare, quanto vogliono ricevere in più, per poter capire ed eventualmente confortarci per il mancato volo, o per incazzarci com'è nostro diritto? Oppure gli scioperi hanno sapore politico più che economico, e per noi sarebbe troppo difficile comprendere? 

L'Informazione! Chi di noi ha investito i suoi sia pure piccoli risparmi in azioni della Fiat, per esempio, cosa sa della Fiat? che un suo presidente se ne è andato ricevendo più di cento miliardi di liquidazione? Ed è possibile se la sua azienda viveva già allora, come oggi, di sovvenzioni ricorrendo annualmente, per decenni, alla cassaintegrazione, per una media di dodicimila dipendenti, gravando così sulle casse dello Stato, in particolare dell'INPS, cioè sempre sui soldi da noi versati per mille rivoli e fiumi al pubblico erario? E' stato mai messo in evidenza il conflitto d'interessi relativo alla signora Agnelli, comproprietaria dell'azienda e ministro degli esteri quando la Fiat installava succursali all'estero? Sono mai stati informati che la Fiat è il più grande trust, almeno in Italia dove si parla tanto di antitrust, e che ha conglobato, assorbito, tutte le altre fabbriche di automobili italiane? La Lancia , l'Alfaromeo, la Bianchi , la Maserati , la Ferrari , la Innocenti ? E che ora  forse diventerà 

americana? E che controlla parte dell'informazione stampata?

Nelle cofferatiane "adunate oceaniche" e nei famosi e pietosi girotondi proprio da regista cinematografico, i sinistri hanno mai gridate tali verità? Dico pietosi perché, contrariamente a quanto affermano, anche un bambino capisce che sono antidemocratici. Infatti, prima discutono, scrivono, parlano, votano; e dopo, siccome hanno perduto, si mettono a battere i piedi in terra, a fare le bizze, a gridare che non c'è più democrazia.

Cosa ci dice l'Informazione sulle pensioni? Ci fa un discorso serio ribadendo che ogni Istituto assicurativo deve capitalizzare i contributi o premi che incassa? Che non esiste altro sistema al mondo per potere a distanza di anni, 

 addirittura quaranta, pagare quanto dovuto a chi si è assicurato in proporzione ai propri redditi, e che ha versato i contributi o premi richiesti in continuo crescendo? No, ora, siccome hanno sperperati i capitali regolarmente incassati per un ben determinato scopo, cercano d'incantarci con la storia della ripartizione. Infatti hanno attinto al ricchissimo fondo pensioni come si trattasse di un fondo comune e perpetuo per l'assistenza.  

E' giusto, è umano assistere chi ha bisogno, ma è indispensabile prima costituire un fondo a tale scopo. Anche la Costituzione all'art.81 stabilisce che:"…Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte". Eppure siamo arrivati - povero buon padre di famiglia - ad avere uno spaventoso debito pubblico. Le pensioni (baby) con vent'anni di servizio? Bene, ma solo 20 quarantesimi dello stipendio. Però chi sa, a parte i beneficiati, che lo stipendio era costituito da due voci, la paga in media di 500 mila e la scala mobile di un milione, e che i quarantesimi venivano computati solo sulla paga mentre la scala mobile rimaneva intera? Conseguenza: una fuga generale alla pensione e uno svuotamento delle casse dell'INPS. Idem per le pensioni integrate al minimo garantito. Un'infinità di gente che con i contributi pagati avrebbe diritto forse a 70 mila lire di pensione e invece ne riceve 760 mila. Bene, è giusto aiutare, ripeto, ma la differenza di 690 mila da dove salta fuori? dalle saccocce del signor Bertinotti? o da quelle del signor Cofferati?  

 

 

 

     Quanto si potrebbe parlare dell'Informazione, così come viene propinata sui giornali, alla radio e alla tv da personaggi dall'eloquio facile e piacevole, dalla penna elegante e scivolosa! E quanti gli argomenti, dalla Giustizia - a proposito della quale nessuno ricorda che addirittura nell'antica Roma repubblicana vigeva il sistema accusatorio e l'accusato poteva scegliersi i giudici - alle miserie della cronaca nera, raccontate nei minimi particolari con ritmo ossessivo, agli incidenti stradali, al servizio di polizia, ai pronti soccorsi ospedalieri, a tutto ciò che, in definitiva, rientra nella spesa pubblica. Ma l'ideologia, il cuore, il sentimento dominano a tale punto da non voler nemmeno ammettere, anche di fronte al più evidente crollo di certi sistemi di vita e di governo, il fallimento di tutto ciò che va contro il semplicissimo principio del conto dela serva.

 

 

                  Due  vignette, pubblicate nei primi anni            

                 '50, che riguardano l'informazione inutile          

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