|
FRA CRONACA E STORIA IV . 2002
|
fede è falsa, ogni fede è vera. / La verità è uno specchio / frantumato i n una miriade di pezzi,/ eppure ciascun frammento ritiene /- nel suo piccolo - di possederla tutta.("Kasidah" di Hagi Abdu El-Yezdi)
|
|
Ho disegnato, dipinto, scolpito per celebrare "Il giorno della memoria", ed ho a suo tempo scritto dell'incontro con uno dei tanti ebrei nel campo KZ di Muehldorf, ove ero rinchiuso nella StrafKolonne, costretto, come loro, ad un massacrante lavoro nei depositi di cemento. Ci ero finito per aver rifiutato di "scegliere" da quale parte schierarmi per sparare contro i miei fratelli. Eppure,
nonostante
questa
terribile
esperienza,
al
mio
ritorno
in
patria,
mi
schierai
contro
i
comitati
di
epurazione
e,
data
la
nostra
particolare
situazione
triestina,
contro
i
comunisti,
che
volevano
Trieste
settima
repubblica
della
Jugoslavia.
E
lo
feci
aderendo
al
partito
dell'Uomo
Qualunque
che
predicava
la
tolleranza,
e
l'unione
di
tutti
gli
italiani
per
ricostruire
l'Italia
in
una
dimensione
europeistica.
Ma
erano
sogni.
I
vincitori
ci
tolsero
tutto
ciò
che
potevano:
Briga
e
Tenda,
Sono argomenti, verità,
fatti,
cronaca
dolorosa
che,
però,
nella
nostra
patria
distrutta
e
sconfitta
è
divenuta
storia
diversa.
Mi
piacerebbe
che
oggi,
su
questa
parte
della
nostra
vita,
si
facesse
un
sondaggio
fra
gli
italiani
fino
ai
sessant'anni
di
età.
Credo
che
pochi
siano
stati
informati
correttamente.
Si
parla
(su
tutti
i
quotidiani)
di
analogia
fra
il
Risorgimento
del
19°
secolo
e
Ora si legge (Il Piccolo 28.1.02): Trieste, frontiera dell'amnesia e della memoria strabica. L'orrore delle foibe spesso è servito per tentare di bilanciare o oscurare altre colpe...La calata dei tedeschi il 9 settembre…E chi lo ha scritto probabilmente all'epoca era ancora nei calzoni del suo babbo. E poi: a Trieste AN e alleati (destra non ideologica ma etnica) potevano sfruttare un vantaggio unico: l'orrore delle Foibe. Piuttosto fazioso e inesatto. In Italia si cominciò a balbettare sulle Foibe soltanto dopo che, per le loro beghe interne, cominciarono a parlarne gli Sloveni e i Croati. Sulle nostre enciclopedie, infatti, la voce Foiba è indicata come cavità carsica e basta, mentre Fosse Ardeatine come luogo ove i tedeschi massacrarono eccetera. Io, che scelsi la deportazione pur di non accettare alcuna forma di dittatura, e men che meno quella comunista, questi avvenimenti li ho vissuti e sofferti. Il redattore dell'articolo probabilmente se li è fatti raccontare. Ma da chi? Ecco il problema Invocano la tolleranza, ma la riconoscono solo nei propri confronti, per quanto personalmente li riguarda. Per quanto riguarda gli altri, diventa voce sconosciuta, e rimangono scandalosamente, ottusamente sordi. Invocano giustizia, pace, perdono. Ma a chi in passato gli fu nemico o soltanto espresse idee contrarie alle loro non perdonano nulla, e se si presenta loro sia pure per onorare una loro verità, gli sputano addosso e gli gridano insulti, perché i principi per i quali tanto blaterano al momento della loro attuazione non esistono più. Sembra davvero che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare, che solo Dio potè aprire per far passare il Popolo eletto e inghiottire i suoi nemici. La cronaca è una sequenza cronologica di avvenimenti, di fatti, che, sebbene osservati e raccontati da soggetti diversi, possono portare solo differenze minime e comunque non rilevanti. La storia, invece, ne è l'interpretazione. E qui casca l'asino, o salta fuori l'asino, e fa ciò che vuole. Sarebbe interessante, pertanto, che qualche storico spiegasse almeno a grandi linee e in modo parallelo la storia di Israele e dell'Istria. Parlano dell'Istria e della Dalmazia, e i ragazzi del liceo nemmeno sanno che Dubrovnik era soltanto un piccolo sobborgo dell'antica Ragusa. Nemmeno sanno più i nomi delle località di quelle regioni; e sarebbe sufficiente esaminare una qualsiasi carta antecedente al 1918 per leggere i nomi italiani: Cherso, Fiume, Fianona, Pinguente, eccetera. E, dati gli odierni e pressanti problemi per i traffici con i paesi dell'Europa orientale, sarebbe interessante insegnargli che già con Augusto Roma aveva risolta la questione facendo di Lubiana, che, guardacaso si chiamava Emona, il suo centro stradale di comunicazione con i paesi del Danubio. Parlano di Israele e Palestina. Ma come stanno davvero le cose? Sembra che ognuno vada per simpatia. E la simpatia è orientata verso i Palestinesi, per una atavica, globale contrarietà al mondo ebraico. La situazione è talmente intricata che non è facile uscirne con qualche onesta convinzione. Pare, comunque, che, sebbene in minima parte, dopo la diaspora del 2° sec.d.C, alcuni Ebrei ci siano sempre stati a Gerusalemme e in Palestina, e abbiano cominciato a ritornarci numerosi nel sec.19°, dalla Russia in seguito ai pogrom, cioè, neanche a dirlo, massacri. E, dopo il 1917 e la sconfitta da parte europea degli Ottomani che da secoli dominavano in Palestina, vennero incoraggiati a ritornarvi, a immigrare, a comprare terre da lavorare per viverci. Uno stato chiamato Palestina non è mai esistito. Essa è una regione territoriale dal Mediterraneo al deserto attraversata |
Foiba dal Giordano, e comprende una parte del Sinai. Nel 1947 l'ONU la divide in due: ad ovest del
Giordano la chiama Israele e ad est Giordania (incluso l'emirato della
Cisgiordania). Quello è il momento in cui iniziano le guerre e si comincia a
credere che Cosa si può dire? Che è
tutto molto complicato. I Palestinesi hanno a disposizione la parte orientale di
Gerusalemme,
Rogo e Dalmazia non approva l'inserimento
degli Ebrei e le loro pretese dopo che hanno pagato le terre e hanno vinto tante
guerre? E non considerano più Palestina A un italiano che chiama coi nomi italiani le terre ove è nato, terre che anche sotto il dominio austroungarico conservarono i nomi italiani, e per la riconquista delle quali sono morti seicentomila italiani, si dà dello "schifosamente nazionalista" "vergognoso fascista". Mentre al palestinese, che ha ceduto per danaro alcune terre, ed ha poi voluto riaverle con guerre di aggressione clamorosamente perdute, e che continua a insistere nel suo intento con spaventosi atti terroristici, si dà del martire. E bisogna pure affermare che La memoria che può cambiare il mondo (Oggi 28.1.02) non può riguardare solo la shoah, per quanto terribile nella sua mostruosità inumana, deve includere ogni avvenimento di barbarie, di crudeltà, ogni delitto; deve esistere come il monumento al milite ignoto, perché non ammette graduatorie, né ragioni o torti o colpe. In essa non si può parlare di giustizia, pace e perdono. Dev'essere sempre presente, nel tempo, nei luoghi, in tutti i luoghi, nello spirito, non esaurirsi in discorsi e sbandieramenti che finiscono con |
l'essere ipocrisia. La memoria deve includere l'annegamento degli Egiziani nel mar Rosso, la strage dei Sichemiti, lo sterminio degli Incas, l'uccisione dei Cambogiani, dei Cinesi, degli Armeni, dei Ceceni, degli Italiani nelle foibe, dei dissenzienti politici in URSS eccetera. Che stranezze in questa Italia ancora piegata sotto l'utopia del comunismo, sebbene in gran parte guelfa, ancora incapace di vedere il disastro causato da quella ideologia che, pur avendo vinto la guerra, anche se per l'intervento degli uomini liberi d'oltreoceano, quelli dell'impero del male, del capitalismo egoista e globalizzatore - a sentire i moderni noglobal - e pur abitando un territorio ricco, è crollata per la sua inefficienza, per la sua errata organizzazione sociale, per la sua mancanza di libertà che si mascherava dietro la parola democrazia, continuando a tenere in schiavitù un grannumero di regioni, di stati, di popoli. E ancora adesso, chi è il successore di quel potere, non ha cambiato sistema poiché ne ha ereditato il dna. Che stranezze in questa Italia in cui la destra storica è stata mischiata, confusa con la parte peggiore del fascismo. Peggiore, dato che c'è anche una parte buona. In questa Italia in cui la sinistra sembra inebetita, e continua ad arrampicarsi sul mostro da presentare al popolo come un diabolico pericolo: il fascismo. Mentre, non accettando le regole del nuovo governo, eletto democraticamente appunto per cambiarle, e agitando le piazze con scioperi e dimostrazioni, e quindi pretendendo di imporsi con la violenza, dimostra da che lato stia la parte peggiore del fascismo: la ragione imposta col bastone, o col lancio di estintori. Sì, forse la violenza paga. Infatti il palestinese Harafat, cui non era permesso l'ingresso in Italia in quanto terrorista delinquente, fu poi accolto, fu baciato ed arrivò addirittura al premio Nobel per la pace. Si continua a premere su Israele affinché restituisca tutti i territori che ha occupato per difendersi contro l'aggressione araba, e ciò in quanto nessuno ha diritto di tenersi la terra di un altro. Una frase specialmente ripetuta dallo iugoslavo Tito, con tanta faccia tosta; e tutta la nostra sinistra, italiana, a fargli il controcanto. L'italiano, invece, che vorrebbe la
restituzione delle terre che gli Slavi hanno fatto proprie (non dichiarando, in
quell'occasione, che nessuno può occupare e tenersi la proprietà altrui), pare
bestemmi. E se ricorda l'olocausto e la diaspora degli Istriani e Dalmati,
causati dagli Slavi, pare uno schifoso
fascistone ( Di
Auschwitz si è parlato in gennaio, e mentre si vuole la globalizzazione degli
esseri umani contro l'apartheid e il
razzismo, non si vuole la globalizzazione dei commerci - unico modo per
riuscire a penetrare in certe zone tenute povere da sistemi dittatoriali,
retrogradi e crudeli -. Del paradiso dell'URSS, silenzio. Non vi era attuato il
vero comunismo, dicono. E continuano il loro attacco, ancora ascoltati, e
ripetendo che gli USA fanno strame dei
fondamentali diritti umani per tutti gli stranieri sospettati di terrorismo,
e con la "guerra infinita"
prospettano un apartheid a dimensioni mondiali (Unità 28.1.02). Ma guardiamo i fatti e lasciamo le chiacchiere a chi fin dai tempi di Saint-Simon pensò di poter costruire società utopistiche. Tutti vogliono entrare negli USA e nessuno andarsene. Mentre altrove vediamo uccisioni e fughe: i Curdi, gli Armeni, gli italiani dell'Istria e Dalmazia, i tedeschi dellaPolonia. E l'URSS, appena si sono spezzate le sue catene, si è frantumata: Lituani, Estoni, Lettoni se ne sono andati di corsa, come i Finlandesi, i Polacchi e tutti i popoli dell'Europa orientale Pare incredibile, e non lo si vuole
ammettere, tutto dipende dall'economia, come l'europeismo. Sorse l'OECE
(Cooperazione economica), l'UEP (Unione europea pagamenti), Il razzismo, infatti, di cui nell'Italia del dopoguerra non si parlava affatto, si ripresentò quando un nostro ministro degli esteri (anni 80) si recò in Albania a fare le sue dichiarazioni sulla ricchezza degli Italiani, nonostante l'immenso debito pubblico, e sul loro dovere, e interesse, di accogliere gl'immigrati. Anche qui si mostrò preminente il fattore economico. I tanti disoccupati furono la premessa, la causa unica delle proteste contro l'immigrazione, che i signori del governo, per soffocare, avevano tradotto in razzismo, trasmettendo l'idea per TV, accompagnata dall'immagine di un negro in croce. Il colmo dell'immoralità e della menzogna. A quante cose ci fa pensare il razzismo, e quante cose possono venire imposte in suo nome, quante ingiustizie e delitti possono venire commessi. Però è strano, ora che si esalta la memoria come necessità prima per non continuare a sbagliare, sembra che il razzismo sia nato con il fascismo, come sembra che la colonizzazione sia stata una sua caratteristica e al solo scopo di sfruttare i popoli. Quanta ignoranza nella memoria! Si dovrebbe insegnare la storia onestamente, e per quanto riguarda gli Ebrei, si dovrebbe almeno fare un elenco dei popoli dai quali, nei millenni, non solo nel secolo passato, non solo dal 1938, gli ebrei sono stati ghettizzati, allontanati, maltrattati, uccisi. E chiedersi perché. Perché? |
|
per ritornare a Blog 13.04.08 |