LA TECNICA  XILOGRAFICA     Capire e interpretare la stampa artistica       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Oggi, nell'età del computer, in cui ognuno può disporre di una veloce e perfetta stampante, limitandosi a sfiorare un paio di tasti senza nulla sapere in merito a ciò che avviene in quel cervello elettronico, e che ha del miracoloso, rivolgere il pensiero alla xilografia può commuovere perché ci riporta a secoli indietro, quando ancora, per tramandare qualcosa di sè alla storia, si scriveva a mano sulla charta papyri e sulla charta pergamena. E non è nemmeno un'età tanto lontana.
     Dopo la scoperta della carta - che passando per l'Africa settentrionale era giunta dalla Cina, dov'era usata sino dal 200 a.C. - cominciarono a comparire in Europa i primi fogli volanti xilografici, che venivano stampati con tavolette di legno nelle quali si incidevano una illustrazione ed eventualmente un testo. Sulla superficie rimasta in rilievo si stendeva l'inchiostro e quindi, posatovi sopra un foglio di carta inumidito, si esercitava pressione con un tampone, effettuando così la stampa. Fu il diffondersi della carta - comparsa in Italia nel 1200, a Fabriano - ad incrementare, per il suo basso costo e facile uso, la xilografia. Come oggi, il tipo migliore di carta, così detto da impressione, composto da un impasto di cotone, iuta, legni vari e cellulosa, serviva per la scrittura, il disegno e, appunto, la stampa.
     L'arte xilografica risale in Cina al VI° Sec. d.C. e si espande in Giappone due secoli dopo per la divulgazione, col buddismo, di immagini sacre stampate xilograficamente.
     In Europa comincia molto più tardi, soprattutto in Olanda e in Germania, con la stampa di carte da gioco, manifesti, calendari e fogli volanti. Per la forte pressione che a tale fine bisognava esercitare sulla carta, la stampa veniva effettuata su una pagina sola del foglio in quanto sull'altra si creavano notevoli rilievi. Talune volte si stampavano in xilografia solo le immagini, e il testo veniva manoscritto: e sono i fogli chiroxilografici.
     Quando poi, intorno al 1440, più fogli vennero legati insieme, nacquero il libriccini xilografici, detti anche "specchi". Comunque il primo libro xilografico datato è del 1470: la Biblia Pauperum del tedesco F. Waltern.  Tutto ciò - che non ha nulla a che vedere con la splendida invenzione di J. Gutemberg: i caratteri mobili e il procedimento tipografico, avvenuta in quell'epoca - rimane in uso per le illustrazioni, cedendo lentamente ma inesorabilmente il passo alla calcografia, la quale permette finezze di espressione impossibili con la tecnica xilografica, e si inizia con il taglio di risparmio del metallo (rame o zinco) per mezzo di bulini, punzoni e ciappole nel processo indicato col termine "interrasile", un ibrido tra xilografia e calcografia, la quale ultima si evolve rapidamente, dopo la sperimentazione effettuata dall'orefice M.Finiguerra nel 1452 con la scoperta dell'acquaforte.Per assistere alla rivincita della xilografia bisogna arrivare alla seconda metà del XVlII° Sec. ed esattamente all'uso del legno di testa, nel quale si possono effettuare le stesse finissime
incisioni che 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

nel   metallo. Si tratta di tavolette composte connettendo tante fette squadrate dilegno di bosso segato trasversalmente alle nervature, che offre perciò una superficie senza vena, dura e compatta.
     Questa tecnica è servita egregiamente per poter stampare in numerosissime copie le riproduzioni di disegni eseguiti da artisti a scopo illustrativo oppure no. Essa permette un segno di stampa così perfetto, anche nei più minuti particolari, da essere confusa con l'acquaforte (per esempio le illustrazioni di G.Dorè della Divina Commedia). L'artista non incide: esegue il disegno rovesciato sulla tavola, e la successiva incisione e stampa sono operazioni eseguite da artigiani che arrivano perfino alla specializzazione nell'incidere soltanto figure o paesaggi od altro. Nasce così il legno d'interpretazione dell'opera dell'artista che può anche non aver mai preso in mano una sgorbia o un bulino da legno; e l'arte xilografica perde la sua originalità poiché non è più fine a se stessa.
     L'artista xilografo, invece, traccia un abbozzo sulla tavola e incide, lui personalmente, a colpi di sgorbia e coltello, col gusto di lavorare il legno adattandosi alle sue esigenze, assaporando la sua natura e così creando l'opera, cioè il legno originale per ottenere stampe di preciso carattere xilografico, nelle quali rimangono chiari e ben visibili, e godibili, gli elementi del suo particolare linguaggio. E' un lavoro che richiede molta manualità e che non può essere delegata ad altri, perché s'interromperebbe quel rapporto che deve invece essere continuo tra l'animo dell'artista e le sue mani, tra la sua intuizione e la sua esecuzione.
    Oltre le stampe in bianco e nero, o comunque monocrome, effettuate con un legno, vi sono le stampe camaieu (Germania), effettuate con due legni: uno per i1 disegno e uno per il colore; il chiaroscuro (Italia, Ugo di Capri) con tre legni che si completano a effetto pittorico: uno per il disegno, uno per le ombreggiature e uno per il colore; la cromoxilografia, con molti legni a seconda dei colori e delle gradazioni.
     Con la stessa tecnica xilografica si possono effettuare incisioni su altri materiali come il linoleum (linoleografia), il quale, però, richiede molta cura nella fase di stampa, al punto da venire spessorato sotto certe zone, per diminuire la pressione su quelle in cui vi sono tratti sottili che potrebbero subire uno schiacciamento.
     L'esecuzione di una xilografia a più legni, o matrici, offre alI'artista infinite possibilità di espressione e richiede: l'opera finita a colori su carta, la selezione dei colori contemporaneamente al calco delle varie zone dei colori principali, tenuti sempre presenti quelli composti che devono essere inclusi nelle zone dei loro componenti; il riporto a registro perfetto del disegno delle varie tinte sulle rispettive tavole; l'incisione e quindi la stampa delle varie matrici in sovrapposizione sullo stesso foglio.
     Un lavoro difficile che l'artista dovrebbe svolgere di persona, poiché in ogni sua fase (disegno, incisione, stampa) rimane il segno caratteristico di chi ne è stato l'esecutore.                                                                                            

                                                                                                       

 

 

  sotto c'è il bozzetto del quale ho 

  modificato colori e nubi e più 

   sotto le prove di stampa 

  delle varie tavole

 

 

 

                              

 ALCUNI BOZZETTI ORIGINALI A TEMPERA PER LA SELEZIONE MANUALE DEI COLORI E IL RIPORTO SULLE VARIE TAVOLE.  TUTTO DA ESEGUIRE A PERFETTO REGISTRO

bozzetto modificato in corso d'opera

 

 

                                                                                                                       PROVE DI STAMPA DELLE VARIE TAVOLE 

da stampare sovrapposte a perfetto registro

 

                                                                                                                                        

 

                                                              

 

            QUALCHE APPUNTO                

per chi vuole dedicarsi alla xilografia su legno di filo:

 

 

1. preparare tavolette di legno di ciliegio o di pero prive di nodi e spesse almeno  mm14;       

2.  se superano i cm 25x20, sarà bene  rinforzarle con due assicelle di mm12x6 incollate a perfetto incastro sui lati di testa, così da impedirgli nel tempo qualsiasi deformazione;        

3. devono essere perfettamente levigate dalla parte a incidere;    

4. e per incidere si deve disporre di varie sgorbie e scalpelli, e di pietre da affilare: una liscia per scalpelli e coltelli, una triangolare e

una tonda per i vari tipi e misure di sgorbie; 

5. qualche eventuale errore può essere corretto con stucco forte per legno e ben levigato;

6.  il disegno, logicamente, va calcato sulla tavoletta rovesciato a specchio su di un lato;

7. la prova di stampa per le eventuali correzioni o modificazioni può essere fatta a mano.           

8. disporre perciò di inchiostro da stampa, di un rullo di gomma per stenderlo sul legno e di uno per premerci sopra la carta su cui riprodurre l'immagine.

                                                          

 

 

                                          

 continua con CALCOGRAFIA  

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